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Ancora su Hobsbawm

pubblicato sul sito il · 5 min di lettura

Ancora su Hobsbawm

Come promesso sto lavorando a un profilo di Eric Hobsbawm, sulla base soprattutto di un confronto tra il suo scritto autobiografico, Anni interessanti e il più discusso Il secolo breve. Ma ho un problema: mi è stato richiesto di scriverlo per il prossimo numero della rivista “ERRE”, e quindi non potrò metterlo sul sito fino al numero successivo della rivista. Naturalmente potrò scrivere qualcos’altro su Hobsbawm, magari sui suoi lunghi e organici legami con Giorgio Napolitano e l’ala più moderata del PCI. Ma forse passerà ancora qualche giorno, e quindi intanto riprendo da Il megafonoquotidianoorig. questo franco commento alla sua opera scritto da una compagna del movimento Stop the War britannico, che mette in risalto le contraddizioni del suo impegno nel movimento operaio inglese. (a.m. 3/10/12)

 

 

A proposito di Eric Hobsbawm

di Lindsey German*

Il celebre storico inglese morto a 95 anni lascia un'eredità preziosa per la storia del movimento operaio del Novecento. Ma la sua vita politica non ha mai fatto i conti con lo stalinismo

 

Il marxista storico Eric Hobsbawm, morto all'età di 95 anni prima, era nato nell'anno della rivoluzione russa, il 1917. Il suo luogo di nascita, Alessandria d'Egitto è stato la casa di un'ampia popolazione ebraica. La sua infanzia l'ha trascorsa a Vienna e poi a Berlino, dopo che la morte dei suoi genitori ha contribuito alla sua politicizzazione. Diceva sempre che poteva ricordare esattamente quando sentì la notizia che Hitler stava prendendo il potere, al tempo in cui faceva parte di un gruppo clandestino di studenti socialisti.

Questi fattori hanno motivato Hobsbawm a stare al centro della politica del 20 ° secolo. Era uno storico accademico molto intelligente ma era anche uno che aveva sperimentato direttamente l'ascesa del fascismo in Germania, e che da adolescente si era legato al comunismo, una causa su cui non ha mai esitato. E' stato uno degli ultimi appartenenti a una generazione mitteleuropea, ebraica, intellettuale la cui esperienza politica e culturale ha dato un contributo importante al pensiero moderno.

Si è trasferito in Gran Bretagna nel 1934 e alla fine andò a Cambridge, ma l'ostilità della Guerra Fredda al comunismo gli ha impedito di usufruire di un posto accademico. Ha trascorso gran parte della sua carriera al Birkbeck College di Londra, specializzato in corsi serali per studenti adulti. Hobsbawm ha iniziato a scrivere di storia nel 1940 e ha continuato fino all'anno scorso, quando è apparso alla BBC Newsnight a parlare di marxismo. Il suo ultimo libro non è ancora stato pubblicato.

L'eredità per la quale sarà giustamente ricordato è legata alle sue quattro parti di The Age of….. La sua gamma di conoscenze e l'uso della storia culturale e sociale li contrassegnano come opere molto particolari e significative che hanno avuto un profondo impatto su generazioni di marxisti ma anche su chi dal marxismo si è tenuto distante. I primi tre libri coprono la storia del 19° secolo attraverso The Age of Revolution, The Age of Capital e The Age of Empire. Si tratta di una lettura indispensabile per chiunque voglia guardare a questo periodo chiave da un punto di vista marxista. Il quarto volume, The Age of Extremes, pubblicato nel 1994, è molto meno buono, anche se mantiene una visione potente del "secolo breve" dal 1914 al 1989

Forse la ragione principale di questo è stata proprio la politica di Hobsbawm e la sua incapacità di fare i conti con l'impatto dello stalinismo sul movimento operaio in quel periodo. E' stato quindi molto meno chiaro il corso della lotta di classe nel corso della sua vita. Le sue incursioni nella politica interna, tramite l'influente per quanto moderata ed eurocomunista rivista Marxism Today e il suo saggio The Forward March of Labour Halted?, ha sostenuta la svolta verso il Labour Party e suggerito che la storia militante della classe lavoratrice britannica, di cui ha scritto in forma così eloquente, fosse ormai rivolta al passato. Nessuno stupore, quindi, se l'ex leader laburista, Neil Kinnock, abbia descritto Hobsbawm come il suo marxista preferito, e che si sia aggiudicato il Companion of Honour, su raccomandazione del governo di Tony Blair.

Eppure, ha scelto di aderire al marxismo per tutta la vita, anche se una forma di marxismo, di cui molti di noi sarebbero critici. Egli ha anche rafforzato la nostra comprensione della storia e di come cambiano gli esseri umani. Nel momento in cui ci venivano offerti i vili pregiudizi di Starkey o i richiami imperialisti di Ferguson, Hobsbawm era diverso. E' stato membro del celebre gruppo di storici del Partito Comunista, che ha riunito alcuni dei migliori storici del periodo successivo alla seconda guerra mondiale: Christopher Hill, Ep Thompson, Al Morton, Rodney Hilton e John Saville.

Di questi storici, solo Hobsbawm è rimasto con il Partito comunista fino alla fine, mentre molti altri hanno mollato; soprattutto dopo l'invasione dell'Ungheria da parte dell'Urss nel 1956. Anche questo era un segno della sua fedeltà ad un sistema politico che stava diventando sempre più insostenibile e che crollò nel 1989.

La sua eredità dovrebbe essere, e sarà, rappresentata dai suoi libri, non solo la serie ma anche la sua collezione iniziale di materiali del 1880 e degli anni '90, Labouring Men e il suo Industry and Empire. Hobsbawm era un uomo estremamente colto, capace di scrivere di jazz così come di storia del lavoro. Ha contribuito a focalizzare ampiamente la storia del movimento operaio attraverso la sua comprensione dell'imperialismo e la sua relazione con il capitalismo.

Il suo ruolo politico in un periodo cruciale della sconfitta del movimento operaio britannico non è stato positivo. Ma non dobbiamo permettere che questo oscuri il contributo molto importante che egli ha dato alla comprensione della nostra storia che si spera sarà ricordato dalle generazioni a venire.

* Lindsey German è stata tra le fondatrici del movimento Stop the War britannico e per 37 anni ha militato nel Socialist Worker Party da cui è uscita due anni fa. Questo articolo è tratto da www.counterfire.orgorig.

 



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1001
Autore
Lindsey German (introduzione di Antonio Moscato)
Pubblicato sul sito
3 ottobre 2012
Parole chiave originali
«Eric Hobsbawm», «Lindsey German», «Il megafonoquotidiano»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1001.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 3 ottobre 2012. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1001:ancora-su-hobsbawm&catid=6:il-dibattito-sul-qsocialismo-realeq&Itemid=15
  2. Cattura AM-1001.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 17 aprile 2021.
  3. Testo estratto AM-1001.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 1.003 parole.
  4. Edizione AM-1001.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Lindsey German, «Ancora su Hobsbawm», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 3 ottobre 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1001.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA German, L. (2012, 3 ottobre). Ancora su Hobsbawm. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1001.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗