Il progetto
Sono rimasto seduto
Antonio Moscato è stato il mio professore di Storia del movimento operaio, all’università di Lecce. Gli studenti lo chiamavano Trotskato, e lui lo sapeva. Una volta, a un esame già lungo, mi propose una scommessa: andava al bar, e se al ritorno mi avesse trovato ancora lì mi avrebbe fatto una sola domanda: trenta e lode se rispondevo bene, altrimenti un ventotto il giorno dopo. Rimasi seduto. Quella storia l’ho raccontata in un pezzo su Lelomar, il giorno in cui ho saputo che era morto.
Era il 24 ottobre 2026. Aveva ottantotto anni. Quella stessa sera ho cercato il suo sito, antoniomoscato.altervista.org, e ho trovato una pagina di cortesia: «sito archiviato». Dodici anni di scritti spariti dietro due parole. Questo archivio comincia lì.
Chi era
Antonio Moscato era nato a Roma nel 1938. Si era formato agli studi storico-religiosi con Ambrogio Donini e Vittorio Lanternari, di cui fu assistente all’università di Bari, ma il suo vero apprendistato cominciò nel 1957, quando prese a lavorare accanto a Livio Maitan. Da lì una militanza lunga quasi settant’anni nella Quarta Internazionale, dalle pagine di Bandiera Rossa, che diresse, a Critica Comunista, che fondò.
Per decenni insegnò Storia del movimento operaio e Storia contemporanea all’università di Lecce. Laureò più di duecentocinquanta studenti. Alla vigilia della sua pensione la cattedra di Storia del movimento operaio venne soppressa, e lui stesso, nella pagina in cui si presentava, non lo attribuiva al caso: nessuno dei suoi allievi avrebbe potuto raccoglierne il testimone. Esistono modi molto silenziosi di cancellare una disciplina. Ma una cattedra si può sopprimere; gli studenti no. Io ero uno di loro.
Scrisse di Praga e di Gorbaciov, degli intellettuali sotto il potere sovietico, di sionismo e di integralismi, di Cuba e soprattutto di Che Guevara, a cui dedicò libri letti da decine di migliaia di persone. Il filo che teneva tutto insieme era uno: capire perché la più grande speranza del Novecento si fosse rovesciata nel suo contrario, e farlo senza nostalgie né abiure. La sua biografia completa, scritta da lui, è nella pagina Chi è.
Un sito che stava sparendo
Il sito, Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, era nato nel 2009 da una proposta di alcuni suoi studenti: raccogliere saggi, articoli e libri ormai esauriti, che giravano in fotocopia o per posta elettronica, prima che si disperdessero. Per dodici anni è stato anche altro. Un diario di polemiche quotidiane, una rassegna della sinistra latinoamericana in spagnolo, un luogo dove la storia del movimento operaio veniva usata per leggere la cronaca del giorno.
Poi, come accade ai siti ospitati gratuitamente, l’attività si è fermata e il servizio lo ha messo in archivio. I testi esistevano ancora, da qualche parte, su un server a cui nessuno poteva più accedere. Su internet si dice che niente scompare. È falso: scompare quasi tutto, e scompare in silenzio.
Come è stato ricostruito
Restava una traccia. Per anni l’Internet Archive, la biblioteca senza scopo di lucro che fotografa periodicamente il web, era passato a visitare il sito, conservandone pagine e allegati. Da lì sono stati scaricati circa dodicimila file, ciascuno con un nome cifrato e illeggibile, e da quel mucchio è stato ricomposto il sito che state consultando: ogni articolo al suo posto, con la sua data e la sua rubrica, i collegamenti fra un testo e l’altro ripristinati, i documenti allegati ritrovati e resi leggibili direttamente nel browser.
Il lavoro tecnico l’ho fatto insieme a Claude, un’intelligenza artificiale, che ha scritto i programmi per decifrare e rimontare l’archivio; le scelte, le verifiche e la responsabilità del risultato sono mie. Ho aggiunto ciò che il sito originale non aveva e che a un archivio serve: una ricerca nel testo completo di articoli e documenti, un indice dei temi ricavato dalle parole chiave che Moscato stesso assegnava ai suoi scritti, una cronologia anno per anno.
Il risultato non ha bisogno di internet né di un server. Sta tutto in una cartella. Si può copiare su una chiavetta, consegnare a una biblioteca, aprire fra vent’anni su un computer che oggi non esiste ancora. Era questo il punto.
Una copia completa, da scaricare e conservare, è depositata nell’Internet Archive, la stessa biblioteca che ha reso possibile il recupero: archive.org/details/archivio-antonio-moscato. Il cerchio, in un certo senso, si chiude.
L’archivio ha anche una sua scheda su Wikidata, la base di conoscenza libera da cui attingono Wikipedia, i motori di ricerca e gli assistenti di intelligenza artificiale: Q141880166, collegata a quella di Antonio Moscato. Chi cercherà il suo nome, d’ora in poi, troverà anche la strada per i suoi testi.
Il design
Un archivio poteva vestirsi da biblioteca, con i caratteri sobri e i colori spenti dei cataloghi. Ho scelto un’altra strada. La grafica di queste pagine prende la stampa militante a cui Moscato ha dato decenni di lavoro, da Bandiera Rossa a Critica Comunista: i giornali fatti in fretta e con pochi soldi, ciclostilati di notte, venduti ai cancelli delle fabbriche e alle manifestazioni, dove la testata doveva farsi leggere da lontano e il rosso non era una scelta estetica ma una dichiarazione.
Da lì vengono la testata a blocco pieno, i titoli in caratteri stretti e pesanti, le righe nere che separano le rubriche come colonne di giornale. Il testo invece respira. Gli articoli di Moscato erano lunghi, argomentati, pieni di note, e chiedono di essere letti con calma: per questo il corpo è un carattere da libro, pensato per la lettura distesa, e ogni testo ha la stessa veste tipografica, qualunque fosse il suo aspetto sul vecchio sito.
Ma un giornale militante non è mai stato soltanto un oggetto da guardare. Serviva a far circolare idee che altrimenti nessuno avrebbe stampato. Questa veste vorrebbe ricordare proprio questo: che quei testi sono nati per essere letti, discussi, contestati, e che possono ancora farlo.
I caratteri sono Archivo, di Omnibus-Type, per titoli e testata, e Literata, di TypeTogether, per il testo: entrambi liberi, con licenza SIL Open Font License, e inclusi nell’archivio, così che le pagine restino identiche anche consultate da una chiavetta, senza internet.
Le versioni
Che cosa è cambiato da una versione all’altra
Questo file elenca che cosa cambia da una versione all'altra dell'archivio Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Ogni versione pubblicata è depositata su Zenodo: il DOI 10.5281/zenodo.23670900 porta sempre all'insieme delle versioni, e chi ha citato una versione precedente può ritrovarla lì com'era.
Il formato segue Keep a Changelog; i numeri di versione seguono la convenzione maggiore.minore.correzione.
Non ancora pubblicato
Le correzioni segnalate dai lettori e approvate vengono raccolte qui fino alla versione successiva.
1.2.1 – 28 ottobre 2026
Aggiunto
- Recuperato l'articolo 12, «Benvenuti!»: la lettera con cui Moscato presentava il sito nella home page, firmata «Recanati 1 febbraio 2016». La prima estrazione non l'aveva riconosciuto perché la pagina non ha l'intestazione standard degli articoli; il testo è ripreso senza modifiche dalla copia della Wayback Machine (
sviluppo/estrai_aggiunti.py), con scheda d'archivio e provenienza come gli altri. Gli articoli passano da 2.928 a 2.929. La lettera è riprodotta per intero in home, al posto della citazione che ne riportava la prima frase. - In home, subito sotto l'apertura, l'effemeride del giorno: un testo pubblicato da Moscato in questa data, lo stesso per tutta la giornata, con il link agli altri testi del giorno.
- Ai file di grafica e agli script è associato un numero di versione, così dopo ogni aggiornamento i browser scaricano subito quelli nuovi.
- Nella pagina dei temi, i collegamenti per scaricare il vocabolario in CSV, JSON e SKOS, le parole chiave originali e le voci da verificare.
Corretto
- L'immagine di condivisione dell'archivio indicava «247 documenti»: ora dice «180 documenti su 247».
- Il riquadro «Accadde oggi» della home mostrava solo la data: lo script che inserisce la data di consultazione nelle citazioni ne sovrascriveva il contenuto.
1.2.0 – 27 ottobre 2026
Aggiunto
- Provenienza a livelli per ogni testo e documento: originale, cattura della Wayback Machine, testo estratto o convertito, edizione HTML e interventi, come oggetti distinti con identificativo, impronta SHA-256 e relazione con il livello da cui derivano (
dati/provenienza.json,dati/provenienza.csv,dati/eventi.csv,dati/MODELLO.md). La scheda d'archivio di ogni articolo mostra la catena. - Vocabolario dei temi a due livelli. Le parole chiave originali sono conservate intatte, articolo per articolo, con il trattamento ricevuto (
dati/parole-chiave-originali.csv) e nella scheda d'archivio di ogni articolo. Le entità normalizzate sono classificate per tipo (persona, organizzazione, luogo, evento, concetto, pubblicazione), con identificativi Wikidata, VIAF, SBN e GeoNames dove esistono; il vocabolario si scarica anche in SKOS. L'indice dei temi si filtra per tipo, e ogni pagina di tema riporta le parole chiave originali da cui deriva. - Elenco delle voci ambigue da verificare (
dati/vocabolario-da-verificare.csv), segnalate anche nelle pagine dei temi. dati/conteggi.json: i numeri dell'archivio calcolati a ogni costruzione, con un controllo che ferma la costruzione se i totali non tornano e uno che segnala le cifre superate nei testi descrittivi.
Corretto
- Vocabolario: unificate le grafie diverse dello stesso soggetto (per esempio «Art. 18» e «Articolo 18», «Trockij» e «Trotskij», «Irak» e «Iraq»); unificati i cognomi usati da soli con il nome completo quando nei testi compare una sola persona con quel cognome; divise le parole chiave che contenevano due soggetti per una virgola mancante («Tsipras Grecia»). I vecchi indirizzi delle pagine dei temi unificati rinviano a quelli nuovi.
- Conteggio dei documenti reso esplicito: 247 = 180 nell'archivio (170 integri e 10 incompleti) + 67 assenti (56 mai salvati e 11 video o audio esterni). Prima il testo poteva far credere che i 10 incompleti fossero esclusi dai 180, e la home indicava 247 documenti senza dire quanti sono consultabili.
- Nel catalogo, un documento ritrovato dopo la prima ricostruzione ma anch'esso troncato (gid 273) risultava «ritrovato» e non «incompleto»: stato del file e modo del recupero sono ora due campi distinti (
stato,recupero). - Descrizione del repository GitHub e testi di presentazione: 2.928 articoli, non 2.940 (il numero dei testi estratti prima di togliere 6 pagine di servizio e 6 doppie pubblicazioni). Nella cronaca della ricostruzione, i post WordPress già presenti sono 62, non 63.
1.1.0 – ottobre 2026
Aggiunto
- Autore di ogni testo, ricavato dalle firme presenti nel testo (sigla «a.m.», nome di Moscato, righe «di…», nomi in apertura o in chiusura), con il grado di certezza dichiarato; indicazione dei testi di altri autori introdotti o commentati da Moscato.
- Pagine «Autori» e «Autori da verificare»; in ogni articolo, «Segnala una correzione» con modulo GitHub o email.
- Data di scrittura, accanto a quella di pubblicazione sul sito, per i testi che dichiarano di essere stati scritti prima.
- Scheda d'archivio in ogni articolo (identificativo, provenienza, copia della Wayback Machine usata) e citazione pronta in due formati.
- Pagina «Criteri di edizione».
- Pagina biografica «Antonio Moscato», con l'elenco delle opere e le fonti.
- Catalogo dei metadati (CSV, JSON, Dublin Core), manifesto di integrità con impronte SHA-256, confronto documentale con la Wayback Machine su 200 testi e controllo sulle copie online.
- Pacchetto di deposito in formato BagIt 1.0.
- Meta tag per Google Scholar; scheda Wikidata dell'archivio (Q141880166).
- Collegamenti alle copie d'archivio dei siti esterni citati negli articoli, scelte nei giorni in cui Moscato li citava.
- Collegamenti dei temi principali alle schede Wikidata; vocabolario dei temi esportabile.
Modificato
- Nuova grafica, ispirata alla stampa militante (Bandiera Rossa, Critica Comunista), con caratteri inclusi nell'archivio; menu per telefono; versione da stampare; testate delle rubriche.
- Nuovo nome: «Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito». Il titolo del sito originale resta dove si parla del sito originale.
- Uniformate le varianti di grafia dei temi (per esempio Trotskij/Trotsky, Syriza/Siriza); i vecchi indirizzi delle pagine dei temi rinviano a quelli nuovi.
Corretto
- Ripristinati i richiami alle note in 335 articoli, che nella ricostruzione automatica avevano perso il collegamento al testo della nota.
- Nel catalogo, la copia della Wayback Machine indicata per i vecchi indirizzi è ora l'ultima salvata prima del passaggio del sito a blog (novembre 2021), e non più una copia successiva che mostrava la home del blog.
- Pulizia dei testi: rimossi residui di codice di Word e scritte dei pulsanti di condivisione; sei pagine di servizio e sei doppioni sostituiti da rinvii.
- Accessibilità: contrasti, navigazione da tastiera, lettori di schermo.
1.0.1 – 26 ottobre 2026
Aggiunto
- Deposito su Zenodo con DOI e file di citazione.
1.0 – 26 ottobre 2026
Prima versione: 2.928 articoli e 180 documenti ricostruiti dalle copie della Wayback Machine, ricerca a testo pieno, temi, cronologia, «Accadde oggi», consultazione anche senza internet.
Dati e verifiche
Un archivio merita fiducia solo se chiunque può controllarlo, e per questo la ricostruzione rende pubblici tre strumenti. Il primo è un catalogo dei testi e uno dei documenti, che si aprono con qualunque foglio di calcolo: per ciascuno titolo, data, rubrica, lingua, l’indirizzo sul vecchio sito e la copia della Wayback Machine da cui proviene, e per i documenti lo stato del recupero. Gli stessi dati esistono in JSON e nel formato Dublin Core che usano le biblioteche.
Il secondo è un manifesto di integrità: l’impronta digitale SHA-256 di ognuno degli oltre quattromila file. Basta un comando, shasum -a 256 -c SHA256SUMS, per sapere se anche una sola virgola è stata alterata, oggi o fra trent’anni. La copia depositata su Zenodo è confezionata nel formato BagIt della Library of Congress.
Il terzo è un confronto documentale: duecento testi estratti a caso, anno per anno, messi a confronto parola per parola con le pagine originali conservate dalla Wayback Machine. Nessuna parola dei testi di Moscato è andata persa; le sole differenze sono le scritte dei vecchi pulsanti di condivisione. Come sono stati trattati i testi, che cosa è stato tolto e che cosa non è stato toccato, è spiegato nei criteri di edizione. Ogni testo, infine, è descritto livello per livello: l’originale pubblicato sul sito, la copia della Wayback Machine da cui proviene, il testo estratto, la pagina di questo archivio e gli interventi fatti fra l’uno e l’altro, ciascuno con un identificativo e un’impronta digitale, nei dati di provenienza; la scheda in fondo a ogni articolo mostra la stessa catena. I link a siti esterni portano alla copia d’archivio salvata nei giorni in cui Moscato li citava, con l’indirizzo originale accanto; l’elenco completo, con lo stato di ciascuno, è in un file a parte. Il resto è nella guida ai dati.
Per citarlo in una tesi, in un articolo o in una bibliografia c’è un identificativo permanente, un DOI assegnato da Zenodo, l’archivio della ricerca del CERN: doi:10.5281/zenodo.23670900. Si può scrivere così: Lomartire, L. (2026). Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009-2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900.
Cosa manca
Ogni archivio onesto deve dire dove si interrompe. Gli articoli ci sono tutti, quelli che l’Internet Archive ha conservato: 2.929. I documenti della sezione I grandi nodi del Novecento erano 247. Di questi, 180 sono in questo archivio: 170 integri e 10 conservati solo in parte, perché l’archiviazione li ha troncati al primo megabyte (sono segnalati come incompleti). Gli altri 67 mancano: 11 erano soltanto collegamenti a video e audio esterni, che la Wayback Machine non conserva; 56 sono testi che l’Internet Archive non ha mai salvato. Fra questi ci sono capitoli sui Balcani, scritti di Maitan e di Mandel, il saggio su Andrés Nin.
Quei file quasi certamente esistono ancora: sul disco di qualcuno, in una vecchia casella di posta, in una cartella che nessuno apre da anni. Se li avete, o sapete chi può averli, scrivetemi. Ognuno tornerà al suo posto.
L’elenco dei documenti da ritrovare
Questi sono i 56 documenti mai salvati dall’Internet Archive, divisi per sezione. Il nome del file originale, quando è noto, è l’indizio più utile per cercarli su un vecchio computer o in una casella di posta. Va bene qualsiasi versione: il file, una bozza, una scansione del testo stampato.
56 documenti mancanti
| Titolo | Nome del file originale | Pubblicato |
|---|---|---|
| Archivio Critica comunista e Bandiera rossa | ||
| Attualità di Trotskij | — | 13/05/2010 |
| Cuba 1996 | — | 10/04/2010 |
| Maitan Cuba 1979 | Maitan Cuba 1979.pdf | 10/04/2010 |
| Maitan: 60 anni di IV Internazionale | — | 13/05/2010 |
| Ricordando il '68 | — | 27/05/2010 |
| Risposta al libro nero | — | 13/05/2010 |
| Sul trotskismo | — | 13/05/2010 |
| Vita di un rivoluzionario | Vita di un rivoluzionario.pdf | 08/04/2010 |
| Attualità e polemiche | ||
| Alleva su riforma del lavoro | Alleva su riforma del lavoro.pdf | 12/04/2012 |
| Intervista a Alleva | Intervista a Alleva.pdf | 12/04/2012 |
| Capitalismo e anticapitalismo | ||
| Consigli, Sindacato e Stato | Consigli,Sindacato e Stato.pdf | 31/12/2009 |
| Lenin e la crisi | — | 18/05/2010 |
| Mandel - Crisi periodiche | — | 08/06/2010 |
| Cuba e la Cina, convergenze iniziali e la tragica rottura del 1965 | ||
| Cina - politica estera | — | 20/09/2010 |
| Ernesto Che Guevara lo sconosciuto | ||
| Preguntas del Che | Preguntas del Che.pdf | 29/04/2010 |
| Il grande dibattito all'inizio del XX secolo | ||
| Broué - 1905 | — | 10/09/2010 |
| Mandel - Rosa Luxemburg | — | 22/09/2010 |
| Il medio oriente lacerato | ||
| Israele e Sudafrica | Dossier Gli inconfessabili rapporti tra Israle e Sudafrica.pdf | 12/11/2009 |
| L'America Latina e Cuba | ||
| 2001. La crisi dell'Argentina | 2001. La crisi dell'Argentina.rtf | 12/01/2012 |
| Aggiornamenti sull'America Latina | Aggiornamenti sull'America Latina.rtf | 22/06/2009 |
| Decio Machado: Ecuador 2012 | Decio Machado sobre Ecuador 2012.pdf | 21/02/2012 |
| Ecuador dopo il golpe | — | 01/11/2010 |
| Guevara su Cuba e AL | Che, Influenza cubana in Amlat.rtf | 10/04/2010 |
| Lula: un bilancio | Bilancio riforma agraria.rtf | 17/01/2010 |
| R Octubre 2012 | R Octubre 2012.pdf | 09/10/2012 |
| Rivoluzione bolivariana 2006 | Rivoluzione bolivariana 2006.rtf | 22/06/2009 |
| Rivoluzioni in AL 2000 | Rivoluzioni in AL 2000.rtf | 22/06/2009 |
| Venezuela a un bivio | Toussaint-Venezuela....rtf | 27/12/2009 |
| Vite parallele Castro-Chavez | Vite parallele Castro-Chavez.rtf | 22/06/2009 |
| La proiezione dello stalinismo nel mondo | ||
| PCI al governo '44 - '47 | PCI al governo '44 '47.pdf | 17/12/2009 |
| La proiezione dello stalinismo nel mondo › La rivoluzione spagnola e Togliatti | ||
| Andrés Nin e la rivoluzione spagnola | Andrés Nin e la rivoluzione spagnola.DOC | 22/06/2009 |
| La proiezione dello stalinismo nel mondo › ll "socialismo reale" in crisi | ||
| Dittatura del proletariato | Dittatura del proletariato e democrazia socialista.pdf | 02/03/2010 |
| Gorbaciov | GORBACIOV.pdf | 02/03/2010 |
| La ferita di Praga | La Ferita Di Praga.pdf | 23/07/2009 |
| Polonia 2. Perché il cattolicesimo è così forte | cap.2.rtf | 31/07/2009 |
| LinkProposti-Cina | ||
| Jugoslavia, Cina, Cuba: cos'hanno in comune? | Scismi ecc..rtf | 29/06/2009 |
| Materiale per l'autoformazione | ||
| Conquiste operaie | — | 08/07/2010 |
| Ernest Mandel - Introduzione al marxismo | Mandel - Introduzione al marxismo TOT.pdf | 19/02/2012 |
| Ernest Mandel. La formazione del pensiero economico di Karl Marx | Ernest Mandel - La formazione del pensiero economico di Karl Marx.pdf | 04/02/2012 |
| Fascismo vecchio e nuovo | — | 28/07/2014 |
| Il vicolo cieco. Trionfo, involuzione e tragedia del movimento comunista | — | 29/07/2014 |
| La questione nazionale in Urss | La questione nazionale in Urss.pdf | 09/04/2010 |
| Maitan - Anticapitalismo | Maitan, Anticapitalismo e Comunismo.pdf | 10/12/2009 |
| Maitan - Al termine di una lunga marcia dal PCI al PDS | Maitan - Alla fine.pdf | 05/11/2011 |
| Maitan - Attualità di Lenin | — | 12/10/2010 |
| Maitan - Classi sociali | — | 11/10/2010 |
| Maitan, crisi del '29 | Maitan Crisi Del '29.pdf | 11/12/2009 |
| Maitan: Tempeste nell' economia mondiale | — | 13/05/2010 |
| Mandel - Ottobre 1917 | Mandel - Ottobre 1917.pdf | 04/05/2010 |
| Moshe Lewin - L'ULTIMA BATTAGLIA DI LENIN | Moshe Lewin - L'ULTIMA BATTAGLIA DI LENIN.PDF | 13/02/2012 |
| Rosa Luxemburg: I prestiti internazionali | Luxemburg - Debito.pdf | 07/12/2011 |
| Scismi, eresie e tentativi alternativi | ||
| Appendice bibliografica | Append.doc | 25/06/2009 |
| Balcani 4 | Balcani 4.rtf | 22/06/2009 |
| Balcani 5 | Balcani 5.rtf | 22/06/2009 |
| Balcani 8 | Balcani 8.rtf | 22/06/2009 |
| Balcani1 | Balcani1.rtf | 22/06/2009 |
E questi sono i 10 documenti recuperati solo a metà, troncati al primo megabyte: anche di questi servirebbe una copia integrale.
10 documenti incompleti
| Titolo | Nome del file originale | Pubblicato |
|---|---|---|
| Attualità e polemiche › Actualidad latinoamericana | ||
| Ecuador Revista R febrero 2013 | Ecuador Revista R febrero 2013.pdf | 12/02/2013 |
| Kohan: cultura, ideologia y revolución | Kohan - cultura, ideologia y revolución.pdf | 08/10/2015 |
| R4 Ecuador | R4 Ecuador.pdf | 01/10/2010 |
| Cuba, protagonisti e periodizzazione | ||
| Hacer Revolución en la Cuba de hoy | Hacer Revolución en la Cuba de hoy.rtf | 09/08/2011 |
| Padura - Cuba se mueve | Padura - Cuba se mueve.pdf | 27/01/2013 |
| Ernesto Che Guevara lo sconosciuto | ||
| Kohan. En la selva | Kohan. En la selva.pdf | 07/07/2011 |
| Il grande dibattito all'inizio del XX secolo | ||
| Cortesi - 1905 | Cortesi - 1905.pdf | 09/09/2010 |
| L'America Latina e Cuba | ||
| Ecuador R n. 8 | — | 29/07/2011 |
| La proiezione dello stalinismo nel mondo › Togliatti | ||
| Il Gramsci di Togliatti (e di Magri) | Il Gramsci di Togliatti (e di Magri).pdf | 08/12/2011 |
| Materiale per l'autoformazione | ||
| Lenin nel 1914, un veggente in un mondo di ciechi | Lenin nel 1914 - Un veggente in un mondo di ciechi.pdf | 12/07/2014 |
Chi ne ha una copia può scrivermi a lelomar@gmail.com o attraverso lelomar.substack.com, indicando il titolo. Ogni documento ha anche una scheda pubblica sulla lavagna Caccia ai documenti di Antonio Moscato: lì si può commentare, segnalare di averlo o allegare direttamente il file, e seguire a che punto è la ricerca.
Anche i link verso altri siti, segnati in questo archivio con una piccola freccia, porteranno sempre più spesso a pagine scomparse. È la stessa malattia da cui questo lavoro ha provato a guarire un sito. Non c’è rimedio definitivo, c’è solo la cura.
Per chi vuole metterci le mani
Questo archivio è un bene comune, e come tutti i beni comuni vive solo se qualcuno se ne prende cura. Per questo tutto ciò che lo compone è pubblico, gratuito e riutilizzabile: le pagine, i fogli di stile, il codice della ricerca e i programmi che hanno ricostruito il sito a partire dalle copie dell’Internet Archive. Il repository è su GitHub, all’indirizzo github.com/lelomar/archivio-antonio-moscato.
La tecnica è volutamente povera. Niente server, niente database, niente framework che fra cinque anni nessuno saprà più aggiornare: solo HTML, CSS e un po’ di JavaScript scritto a mano. Nessun cookie, nessun tracciamento, nessuna risorsa caricata da altri siti. Chi apre l’archivio non viene osservato da nessuno. La ricerca a testo pieno funziona dentro il browser, su un indice che viaggia con il sito; per questo funziona anche da una chiavetta, in una biblioteca senza rete.
Chi vuole contribuire ha tre strade. La più preziosa è segnalare un documento ritrovato, aprendo una issue sul repository o scrivendomi. Poi ci sono le correzioni: un refuso, una data sbagliata, un tema da unire a un altro, proposti con una pull request. Infine chiunque può prendere tutto e farne una copia propria, su un altro server, in un’altra lingua, dentro un altro archivio: è il modo più sicuro perché questi testi non spariscano una seconda volta. Copiare, qui, non è un furto. È il punto.
Nella cartella sviluppo del repository ci sono i programmi della ricostruzione, in Python: la decifrazione dei file scaricati dalla Wayback Machine, l’estrazione di articoli e documenti, la generazione delle pagine, l’indice dei temi e la conversione dei documenti con LibreOffice e pdftotext. I dati grezzi non ci sono, perché pesano un gigabyte, ma si possono riscaricare dall’Internet Archive con lo strumento libero wayback-machine-downloader, e da lì l’intero processo si ripete.
Licenze
Il codice è rilasciato sotto GNU GPL versione 3: chiunque può usarlo, studiarlo, modificarlo e ridistribuirlo, a condizione che ciò che ne ricava resti libero alle stesse condizioni. È il copyleft, l’invenzione che ha trasformato il diritto d’autore in uno strumento di condivisione: quello che è stato messo in comune non può essere recintato da nessuno.
Il lavoro di cura, cioè gli indici, i temi, la cronologia, la struttura dell’archivio e questa pagina, è rilasciato sotto Creative Commons BY-NC-SA 4.0: si può copiare e diffondere liberamente, citando la fonte, senza fini commerciali e con la stessa licenza.
I testi, invece, restano dei loro autori e dei loro eredi: di Antonio Moscato e di tutti quelli che ha ospitato, da Livio Maitan a Ernest Mandel, da Guillermo Almeyra a Éric Toussaint. Sono riproposti gratuitamente, senza alcuno scopo di lucro, con la sola funzione di documentazione e memoria che il sito originale si era dato. Chi ne detiene i diritti e desidera che un testo venga rimosso o corretto può scrivermi: sarà fatto.
A quell’esame, la lode non me la diede per la risposta, che non era nemmeno mia. Me la diede perché ero rimasto. Ecco, professore: sono rimasto seduto anche stavolta.
Leonardo Lomartire
Taranto, ottobre 2026 · lelomar.substack.com