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Una lettera sulla FIOM
Sulla democrazia in Fiom
Sull’esclusione di Sergio Bellavita dalla segreteria nazionale della FIOM, e su altre misure repressive che caratterizzano il “nuovo corso” di Landini e Airaudo, ho già pubblicato diversi materiali (Fiom, la sinistra fuori dalla segreteria, Documenti sul "caso Bellavita" e Interviene Cremaschi), riprendo dalla Rete 28 Aprileorig. e da Il megafonoquotidianoorig. questa lettera di Eva Mamini, che fa parte del direttivo nazionale Cgil dopo essere stata per molti anni segretaria nazionale di Arcilesbica, che interviene sulla democrazia in Fiom e sul recente cambiamento di segreteria in quel sindacato. (a.m. 12/10/12)
Sento l'urgenza democratica di scrivere io stessa qualcosa in merito alla scandalosa quanto pretestuosa estromissione di Sergio Bellavita dalla segreteria nazionale della FIOM.
Sergio, insieme ad altri compagni e compagne, era ed è voce non conforme all'interno di una Fiom governata dall'assenso a Landini: la manovra fatta per dimissionarlo dalla segreteria si è svolta nel silenzio assordante di tutti i media, Manifesto compreso. Stupisce e fa pensare che questo giornale, di solito molto ricco di notizie sindacali, abbia risolto la faccenda con una nota a piè di pagina, fra l'altro imprecisa e fuorviante e – per uno strano lapsus d'immagine che dà da pensare – una foto di Monti, che non mi risulta essere, per ora, un iscritto né un simpatizzante Fiom.
Ad aumentare la gravità di quanto è avvenuto si aggiungono le pronte voci di corridoio sul compagno scomodo, sapientemente divulgate a supporto del comportamento antidemocratico! Tutto questo è inaccettabile in una organizzazione che dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori e difendere ad ogni costo democrazia e pluralismo. Come diceva Voltaire “non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”!
Già quest’estate, quando venne proposto/imposto alla funzionaria Fiom Eliana Como un trasferimento da Bergamo a Roma (dopo aver già in precedenza accettato quello da Roma a Bergamo) che avrebbe stravolto la sua vita, pensai che la difficile e spiacevole situazione che si era venuta a creare dovesse essere letta con occhi che guardavano alla vita delle persone più che alle appartenenze e si dovesse salvaguardare quello che è un principio fondante per noi e per l'organizzazione di cui tutti e tutte facciamo parte: la tutela dei diritti di chi lavora nel rispetto per la libera scelta di ognuno. Un'organizzazione come la Fiom, per rimanere fedele a se stessa, non può anteporre le logiche organizzative ai bisogni delle persone che ne fanno parte, altrimenti rischia di essere pericolosamente assimilata alle aziende che antepongono le logiche di mercato alla tutela dei posti di lavoro e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma anche in quel caso si trattava di una compagna scomoda.
Faccio parte del Direttivo Nazionale della Cgil, e sono fra i pochi e le poche lavoratrici presenti in quel consesso. La mia esperienza non si colloca nei corridoi e nelle stanze della burocrazia sindacale, in larga maggioranza plaudente alla linea Camusso, ma nella Rsu della mia azienda, alle prese con le istanze e le lotte quotidiane del lavoro.
Istanze e lotte alle quali Sergio Bellavita è sempre stato vicino come Segretario Nazionale Fiom, con la sua personalità viva e partecipe, sia emotivamente che politicamente, con attenzione e umiltà, senza mai esprimere un tronfio leaderismo. Sono certa che rimarrà fedele a se stesso nonostante la dura prova e l'amarezza provata al Comitato Centrale Fiom.
Amarezza che è anche la mia, e non certo solo sul piano personale. Milioni di lavoratrici e lavoratori, come me, chiedono al sindacato risposte diverse rispetto a quelle date in questo ultimo anno dalla Cgil e dalla stessa Fiom. La linea di non opposizione al governo e ai padroni - che curano, ben sappiamo, la malattia del liberismo con risposte sempre più liberiste e con il tentativo di ridurre sempre di più Welfare e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori – non è quella che i lavoratori vogliono.
Il torto di Bellavita è di aver criticato questa linea. Di essersi espresso in un sindacato dove, evidentemente, il diritto al dissenso e a una critica fondata e costruttiva non trova più spazio.
Come può un sindacato autoritario incapace di reggere una dialettica interna difendere efficacemente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori? Come possiamo fidarci di una FIOM che finge di lottare per poi tornare all'ovile di una Cgil ormai troppo compromessa?
Rifletto su quanto è accaduto e invito altri ed altre, lavoratori, lavoratrici e funzionarie/i, a fare altrettanto.
E' questa la Fiom che vogliamo?
Per quanto mi riguarda mi sono già risposta. E la mia risposta è NO.
Bologna, 10/10/2012
Eva Mamini
Delegata Rsu Fiom
Cg provinciale Fiom Bologna
Direttivo nazionale Cgil
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-1024
- Autore
- Eva Mamini (introduzione di Antonio Moscato) · attribuzione da verificare
- Pubblicato sul sito
- 12 ottobre 2012
- Parole chiave originali
- «CGIL», «FIOM», «Bellavita», «Landini», «Airaudo», «Mamini»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-1024.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 12 ottobre 2012. http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1024:una-lettera-sulla-fiom&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
- Cattura AM-1024.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 24 settembre 2020.
- Testo estratto AM-1024.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 778 parole.
- Edizione AM-1024.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
- Interventi
- pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
- 9 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
- 2 link esterni indirizzati alla copia d’archivio dell’epoca, con l’indirizzo originale accanto («orig.»)
- autore proposto dal programma, da verificare
Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.
Come citare
Eva Mamini, «Una lettera sulla FIOM», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 12 ottobre 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1024.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Mamini, E. (2012, 12 ottobre). Una lettera sulla FIOM. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1024.html