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America Latina, realtà e miti

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

Sull’uso politico scorretto dell’America Latina

È frequente sentire riferimenti all’America Latina, nella provincialissima sinistra italiana. In genere sono mitologici: Paolo Ferrero ha ad esempio ripetuto spesso che il suo modello è il PT del Brasile, senza sapere (o tacendolo, se lo sa, il che è peggio) che quel partito ha perso molti dei suoi fondatori, e per continuare a governare si è comprato il voto di molti parlamentari di destra, (non è un insinuazione, ma è stato documentato con diversi filmati ed è stato accertato poi in via giudiziaria). Ma molti compagni continuano ad esaltare ugualmente l’esperienza brasiliana credendola limpidamente di sinistra, e sorvolando sul fatto che per difendere gli interessi delle potentissime multinazionali come Petrobras, Odebrecht, Vale do Rio Doce, ecc., Lula e poi Dilma sono arrivati a mobilitare l’esercito e a rompere temporaneamente le relazioni diplomatiche con i governi di sinistra dell’Ecuador e della Bolivia.

Oggi sul Manifesto Alberto Lucarelli tira in ballo l’America Latina per difendere un processo politico (quello cominciato con “Cambiare si può” e scippato da Ingroia), che egli sostiene, anche se deve ammettere che “avrebbe dovuto caratterizzarsi attraverso atti più coraggiosi, espressione di una netta discontinuità rispetto ai modelli del passato e soprattutto rispetto alle modalità di investitura, alla degenerazione del sistema dei partiti, al tradimento dello spirito dell’art. 49 della Costituzione, alla loro ingerenza e autoreferenzialità”.

Francamente dopo una descrizione di questo genere sarebbe stato logico concludere che “il processo politico” è stato deviato e non è quindi più accettabile. No, “non è perfetto”, ammette Lucarelli, ma è “perfettibile”.

E per perfezionarlo, dopo aver proposto un progetto di rinnovamento profondo degli istituti di rappresentanza che non si sognano affatto né Ingroia né i suoi sostenitori più ciechi come Margherita Hack (ottima astronoma e simpatica polemista, ma pessima politica: era partita dal PRC, ma prima di approdare a Diliberto aveva avuto come bussola perfino l’incredibile Willer Bordon, uno dei più ridicoli sottoprodotti della decomposizione del vecchio PCI), Lucarelli conclude che “occorre guardare con coraggioso entusiasmo ai nuovi modelli di rappresentanza che si stanno sviluppando nel neo-costituzionalismo sudamericano, soprattutto quelli che hanno posto il problema del diritto all’insolvenza per i debiti sovrani incautamente assunti”.

Mi auguro che suggerisca a Ingroia di mettere nel suo programma il rifiuto del debito, a cui non ha mai accennato nemmeno di sfuggita, al posto della difesa dei poveri imprenditori tartassati e vessati dalla burocrazia, ma dovrebbe prima informarsi un po’ meglio: il rifiuto del pagamento del debito lo ha posto un solo paese, l’Ecuador, non seguito da nessun’altro sulla strada dell’Audit. L’Argentina non ha pagato semplicemente arrivando al fallimento, e ora sta abbastanza nei guai per aver escluso la strada di una resistenza comune dei paesi indebitati. Ma l’Ecuador, anche se l’abbiamo sempre segnalato come paese che aveva indicato su questo terreno una strada giusta (purtroppo non seguita dagli altri governi “progressisti”), è tutt’altro che esemplare su altri terreni, in particolare della democrazia interna. Il presidente Rafael Correa, tra l’altro, si è sbarazzato di tutti coloro che, come Alberto Acosta, avevano cominciato la lotta contro il debito oltre dieci anni prima che il suo licenziamento da ministro “tecnico” dell’economia spingesse Correa in politica. E la nuova costituzione risulta una beffa se, come denunciano le organizzazioni indigene, proclama solennemente che la terra e l’acqua appartengono alla Pachamama, la Madreterra, ma il governo poi concede come prima le acque e il sottosuolo alle rapaci multinazionali che ne hanno bisogno per estrarre petrolio e minerali, distruggendo l’ambiente e scacciandone gli abitanti originari. Lo stesso trucco viene denunciato in Bolivia dalle associazioni indigene, e ha portato già a un pericoloso indebolimento del governo di Evo Morales, che ha dovuto cominciare a usare diversivi analoghi a quelli usati da Correa, evocando lo spettro del golpe per fronteggiare ogni tipo di protesta.

Ma ci sarebbero altri aspetti della politica latinoamericana da segnalare e valutare criticamente, senza inutili miti: ad esempio il ruolo conservatore e frenante del presidente Mujica in Uruguay, su cui ci sarebbe molto da scrivere e che invece viene ancora esaltato in quanto ex guerrillero tupamaro, come se in Italia non avessimo avuto parecchi esempi di ex estremisti che hanno avuto ruoli pessimi nel PCI, nel PSI e poi nel PRC…

Ne parleremo. Mi scuso se l’impegno nelle battaglie politiche italiane ha ritardato un po’ la sezione latinoamericana. Cercherò di riparare presto, con le traduzioni di alcuni testi importanti già inseriti nel sito in lingua originale, come quelli sul Venezuela, Dossier Venezuela. Intanto è pronto e viene inserito insieme a questo, un altro efficace testo sul Messico: Almeyra: l'EZLN e l'alternativa



Tags: Ecuador  Brasile  PT  Argentina  Lucarelli  Hack  Ingroia  Argentina  Uruguay  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1182
Autore
Antonio Moscato · attribuzione presunta
Pubblicato sul sito
4 gennaio 2013
Parole chiave originali
«Ecuador», «Brasile», «PT», «Argentina», «Lucarelli», «Hack», «Ingroia», «Argentina», «Uruguay»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1182.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 4 gennaio 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1182:america-latina-realta-e-miti&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16
  2. Cattura AM-1182.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 20 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-1182.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 770 parole.
  4. Edizione AM-1182.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
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Come citare

Antonio Moscato, «America Latina, realtà e miti», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 4 gennaio 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1182.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2013, 4 gennaio). America Latina, realtà e miti. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1182.html

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