Il progetto di recupero a cura di Leonardo Lomartire · lelomar.substack.com
Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

Rubriche › All'ordine del giorno... i commenti a caldo

Cremaschi: omicidi di austerità

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

"Quanti omicidi d'austerità ancora per risanare i conti?"
di Giorgio Cremaschi

Primo Piano 5.4.2013 – www.rete28aprile.it

Romeo, Annamaria e Giuseppe si sono uccisi uno dopo l'altro a Civitanova  Marche.
Come per i morti sul lavoro, non c è alcuna tragica fatalità nella strage che  ha visto autodistruggersi una intera famiglia di sessantenni. Fanno bene i dirigenti della CGIL Marche a rompere il solito velo di ipocrisia che copre questa e le altre tragedie che si susseguono.
Questi tre poveri morti sono vittime delle controriforma Fornero delle pensioni. Si può dire tutto quello che si vuole, ma se il lavoratore non avesse subito quella terribile condizione di non avere né lavoro né pensione a 62 anni, una età per cui se perdi il lavoro per il mercato sei già morto. Se a questa sua condizione non si fosse sommata quella della pensione di fame della moglie, e se tutto questo non si collocasse nel massacro dell'austerità, non ci sarebbe stata la terribile catena di suicidi che oggi ci lascia una rabbia tanto profonda quanto impotente.
Quanti sono oramai gli omicidi dell'austerità nel nostro paese?
Il disoccupato di Trapani che si è impiccato con in mano la Costituzione, l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. O quello che si è dato fuoco davanti al parlamento. O l'ultimo piccolo imprenditore strangolato dalle banche che non ce l' ha fatta più.
Quanta gente dovrà morire ancora, prima che si capisca che le politiche di austerità sono assassine?
Abbiamo da poco commentato una ricerca della rivista medica Lancet, che ha misurato in Europa il rapporto tra tagli allo stato sociale e distruzione della salute dei cittadini.
Ci sono le patologie e   gli omicidi da austerità, come nella strage che colpisce il lavoro. Ma su questa almeno si aprono le inchieste e a volte, come alla Tyssen Krupp di Torino, ci sono persino condanne esemplari dei colpevoli.
Tuttavia, nonostante i processi, la strage del lavoro continua ed è proprio l'austerità che l'alimenta. Anche perché  la strage di austerità non rientra nel codice. Come per chi oggi provoca le vittime di guerra, essa gode di una assoluzione preventiva, non ha responsabili né colpevoli.
Quella della austerità è una guerra che i governi e le classi dirigenti conducono contro il proprio popolo. Una guerra umanitaria naturalmente, come tutte quelle che si fanno oggi. Una guerra con il supremo obiettivo di rendere nuovamente virtuosa e competitiva  l'economia e che inevitabilmente provoca danni collaterali. Che tutti i potenti deprecano e condannano, salvo poi continuare esattamente come prima.
Se si bombarda una città mirando alle opere militari, gli esperti sanno perfettamente calcolare quale sarà la percentuale minima inevitabile di vittime civili.
Se, per mantenere quel pareggio di bilancio a cui ci siamo impiccati obbedendo ai diktat della Troika europea, si devono tagliare spese per il lavoro, per le pensioni  e la sanità; se così si taglia, una percentuale definita di persone verrà brutalmente colpita nelle condizioni di vita, nella  salute e nella dignità. E una parte di esse non potrà reggere alla disperazione.
Si sa benissimo che accade e perché accade, ma si continua. Il codice ed il mercato assolvono preventivamente gli autori di questa criminalità economica.
Come diceva Charlie Chaplin in Monsieur Verdoux, se uccidi una persona sei un assassino, un milione sei uno statista.
Quanta gente ancora dovrà essere uccisa dalla austerità, prima che essa sia cancellata e condannata come socialmente e moralmente esecrabile e i suoi responsabili chiamati a risponderne?




 


Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1331
Autore
Giorgio Cremaschi
Pubblicato sul sito
6 aprile 2013
Parole chiave originali
«Giorgio Cremaschi», «Civitanova Marche», «pensioni di fame», «austerità»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1331.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 6 aprile 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1331:cremaschi-omicidi-di-austerita&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-1331.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 1 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-1331.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 582 parole.
  4. Edizione AM-1331.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 4 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • autore ricavato da una firma nel testo

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Giorgio Cremaschi, «Cremaschi: omicidi di austerità», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 6 aprile 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1331.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Cremaschi, G. (2013, 6 aprile). Cremaschi: omicidi di austerità. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1331.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗