Rubriche › Ipocrisie e dimenticanze...
Il PD incorreggibile, Grillo si corregge
Spiegando le ragioni del rallentamento dei miei interventi sulle vicende politiche italiane, avevo accennato al mio disgusto per “la melma e il ridicolo in cui sprofondano sempre più le forze di maggioranza”, con effetti particolarmente penosi sul PD, che per giustificare l’assurda alleanza con chi aveva votato che Ruby era la nipote di Mubaraq, arriverà presto a votare analoghe buffonate. Magari dopo aver detto che votarle è inaccettabile…
Di esempi ce ne sono moltissimi, ma forse il caso esemplare è quello del rimpallarsi di responsabilità (e irresponsabilità) sull’ignobile consegna dei familiari di un oppositore politico al dittatore del Kazachistan. Un’operazione che si vorrebbe fatta misteriosamente “all’insaputa del governo”, mentre è spiegabilissima con la consuetudine che assicura l’impunità a chi rende bassi servizi ai potenti. C’è uno stretto legame tra l’affidamento di una minorenne a una sgualdrina su sollecitazione del premier, e la mobilitazione di tanti poliziotti in seguito ad analoghe sollecitazioni illegali. Mentre la Bonino guardava dall’altra parte… Ma non avrei nulla da scrivere, se non un po’ di considerazioni al margine su personaggi come Nursultan Nazarbayev, passato direttamente da segretario del PCUS e dal “marxismo-leninismo” al ruolo di capitalista cinico, e quindi, come Putin, logicamente amico di Berlusconi e dei suoi soci in affari. A proposito, il “temibile oppositore” veniva dallo stesso giro e aveva condiviso il potere con Nazarbayev per molti anni, prima di entrare in conflitto col “grande leader”.
Certo non ho provato nessuna sorpresa di fronte a questi fatti. Cosa ci si poteva aspettare da un ministro degli Interni che da quando è stato formalmente messo alla testa del PDL finge di essere un uomo politico e un giurista mentre è solo un passacarte di provincia scelto dal capobanda soprattutto per la sua docilità e il suo servilismo? E se davvero un fatto così aberrante fosse potuto avvenire alle spalle del premier, del ministro degli Esteri, della Giustizia e di quello degli Interni, sarebbe lecito chiedere le dimissioni di tutti loro almeno per la loro incapacità di scegliersi collaboratori leali e competenti. E poi, perché promuovere i funzionari responsabili? Ovviamente per assicurare che non dicano da chi hanno avuto l’ordine di fare il regalino al caro Nazarbayev… Troveranno quindi probabilmente qualche pesce se non piccolo, che non sarebbe credibile, ma almeno di media taglia, a cui scaricare le responsabilità, e da compensare poi altrimenti, una volta passato nel dimenticatoio questo scandalo.
Nessuno comunque nella composita maggioranza si domanda come mai, in tempi di tagli continui a ospedali e scuole, e a tutti i servizi utili, ci sono ben 50 poliziotti disponibili per un’impresa così squallida e del tutto inutile alla collettività. E tra l’altro “barbarica” come le sparate di Calderoli e Borghezio contro la Kienge. L’intervista ad Alma Shalabayeva pubblicata dal “Fatto quotidiano” e ripresa da altri giornali, ha aggiunto infatti un particolare inquietante ma verosimile alla vicenda: il poliziotto arrogante che quando Alma dice di essere russa (per semplificare, dato che il Kazachistan è così difficile da spiegare a uno sbirro di normale incultura) le risponde: “Sì, una puttana russa”.
Sono metodi che hanno sempre allignato nella polizia anche in epoca repubblicana: io ingenuamente, quando avevo 18 o 20 anni, di fronte a frequenti fermi ingiustificati per normalissime attività politiche assolutamente lecite, avevo tentato di difendermi appellandomi alla Costituzione, e mi ero sentito rispondere che non la conoscevano, per loro c’era solo il Testo Unico di PS… Arroganza, violenza con i deboli, servilismo con i potenti: l’ho rivisto ogni volta che ad esempio sono stato casualmente testimone di controlli di persone con l’aspetto di stranieri, sui treni o per strada. Per uno di questi sbirri una russa è quindi logicamente “una puttana russa”!
Ma la scarsa voglia di scrivere su queste cose mi viene soprattutto dalla constatazione che c’è poco da denunciare: non c’è nessuna verità da svelare, tutti i giornali (compreso Il Corriere e perfino Repubblica) hanno fornito abbondanti informazioni su questo caso scandaloso, sia pure cercando di offrire sponde a un salvataggio non tanto di Alfano (di cui nessuno si preoccuperebbe) quanto al governo delle larghe intese, che non reggerebbe alla prova di una sostituzione di un pessimo ministro degli Interni che è però anche vicepresidente del consiglio, e con tanti concorrenti e nemici all’interno del suo partito. Il problema è che non succede niente. Tutti sanno, ma sembrano rassegnati…
Ora vedremo come si comporteranno i PD se dovranno respingere la sfiducia proposta da SEL e M5S nei confronti di Alfano: probabilmente finiranno per non votarla, a meno che uno dei capri espiatori designati riprenda la capacità di parlare e vuoti il sacco.
Intanto a tutti quelli che da tre mesi sono stati ogni giorno col lapis rosso e blu a sottolineare gli errori veri o presunti di Grillo e del suo movimento, e hanno fatto titoli scandalosi dell’Unità che mettevano sistematicamente insieme come “complici” Grillo e Berlusconi, ricordo che dovrebbero essersi accorti che da un pezzo il M5S prende iniziative sostanzialmente giuste insieme a SEL, spingendola su posizioni più di sinistra (ad esempio martellando sulla questione degli F35). E bene ha fatto Grillo a denunciare come un salvagente per Berlusconila stupida proposta lanciata da Massimo Mucchetti con altri autorevoli “esperti” del PD per risolvere il conflitto di interessi invitando il cavaliere a vendere i suoi beni per poter restare in senato, come se non avesse fatto mai ricorso a questo trucco. Forse gli impediranno di “vendere” ai figli o al fratello, ma ha a disposizione tanti collaboratori fidatissimi perché legati dall’omertà sull’origine oscura delle fortune del suo impero. Ha quindi ragione Grillo a definire la proposta come una buffonata, e un’ennesima ipocrisia…
Casomai Grillo ha fatto una grossolana ingenuità abboccando ai referendum di Pannella. È evidente che non ha chiaro che Pannella è organicamente di destra (come d’altra parte la Bonino, stupidamente esaltata da tanta parte della sinistra), ma questo conferma solo la sua scarsa cultura politica. Va detto però, che a differenza di tanti altri, ha fatto subito marcia indietro quando il suo vecchio amico Antonio Di Pietro lo ha avvertito della incoerenza della sua adesione a un attacco alla magistratura (infilato come al solito tra altri temi, magari giusti), ovviamente utile al PDL.
Insomma il M5S ha usato non sempre benissimo la sua presenza in parlamento, e ha spesso dovuto pagare alcune uscite incaute e non meditate di Beppe Grillo, ma ha fatto molto meglio e molto di più non solo delle sinistre residue (ci vuole poco!), ma anche di quella passata. Questo ho voluto sottolineare fin dall’inizio in tutti gli articoli che gli ho dedicato, auspicando che riesca a capire meglio come muoversi nelle istituzioni, con meno sceneggiate e un maggior radicalismo, senza farsi tentare da chi gli chiede un puntello al PD, ma lavorando per costruire un’opposizione più consistente con SEL e i settori del PD che possono essere tentati da un progetto meno suicida di quello che sta portando quel partito a preparare la sua cancellazione. Se si muoverà in questa direzione, aumenteranno gli insulti e forse anche le provocazioni da parte del gruppo dirigente del PD, ma sarà un fatto positivo che non ci può lasciare indifferenti, e che dobbiamo seguire con attenzione e rispetto.
(Antonio Moscato 15/7/13)
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-1432
- Autore
- Antonio Moscato · attribuzione presunta
- Pubblicato sul sito
- 15 luglio 2013
- Parole chiave originali
- «Grillo», «Di Pietro», «Nazarbayev», «Alfano», «Berlusconi», «Letta», «PD»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-1432.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 15 luglio 2013. http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1432:il-pd-incorreggibile-grillo-si-corregge&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
- Cattura AM-1432.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 28 settembre 2020.
- Testo estratto AM-1432.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 1.201 parole.
- Edizione AM-1432.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
- Interventi
- pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
- 7 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
- autore presunto: nessuna firma, testo pubblicato sul sito di Moscato
Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.
Come citare
Antonio Moscato, «Il PD incorreggibile, Grillo si corregge», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 15 luglio 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1432.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Moscato, A. (2013, 15 luglio). Il PD incorreggibile, Grillo si corregge. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1432.html