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Scienza e pensioni

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

SCIENZA E NEOLIBERISMO

Riprendo dal blog di Sergio Casanova questo commento alla spudorata “ricerca scientifica” utilizzata per giustificare nuovi peggioramenti al sistema pensionistico. Tanto più che il bilancio di INPS-INPDAP è in rosso (non per le pensioni, ma per l’erogazione di vari tipi di ammortizzatori sociali come la Cassa Integrazione, il cui costo dovrebbe gravare direttamente sui capitalisti che se ne servono e casomai sul bilancio generale dello Stato). Comunque di “ricercatori” di questo genere è pieno il mondo: per decenni hanno scritto (su richiesta di enti finanziati dalle multinazionali del tabacco, che il fumo non fa male, oggi magari gli stessi scrivono, per Bondi, che l’ILVA non è nociva, ma il troppo fumo delle sigarette. Il capitalismo corrompe anche quel poco di ricerca che rimane… (a.m. 17/7/13)

Andare in pensione? Ritardarla riduce rischio demenza

Rischio Alzheimer cala di 3,2% per ogni anno di lavoro in più

….....se si va in pensione a 65 anni anziché a 60 si ha un rischio demenza ridotto del 15% (*)

 

dunque, quando l'età pensionabile sarà portata a 70 anni, come prevede la “riforma” Monti-Fornero, il rischio sarà ridotto del 32%.

 

Ma perché porsi limiti, quando portandola a 80 anni si ridurrà il rischio di demenza senile del 64%!

Insomma, chi va in pensione da vecchio eviterà la demenza.... ma chi accetta queste logiche è affetto da demenza precoce!

Sembra una riedizione del famoso (per quelli della mia generazione) Comma 22, che diceva pressapoco: “Chi è pazzo non può partecipare alle azioni di guerra, ma chi chiede di essere esentato dalle azioni di guerra non è pazzo”.

La scienza alleata col neoliberismo apre nuovi scenari e possibilità di grandi vantaggi per il miglioramento della qualità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici ottuagenari/ie.

Non si citano gli effetti sullo stato mentale dei giovani (o ex-giovani) che verranno esclusi dal mercato del lavoro al fine di permettere agli anziani di godere di questi favolosi vantaggi. E, inoltre, c'è da dubitare che i lavori parcellizzati e dequalificati (la grande maggioranza dei lavori richiesti dal Mercato) o i lavori usuranti offrano le stesse future fortune. Ma non sottilizziamo!

Un sentito grazie agli scienziati di regime.

Sergio

 

 

(*) ROMA (ANSA, 16 luglio) - Ritardare il momento di andare in pensione potrebbe avere anche i suoi vantaggi, almeno per la salute: uno studio condotto in Francia su quasi mezzo milione di individui mostra, infatti, che per ogni anno che si rimanda la pensione il rischio di demenza senile si riduce del 3,2%.

Lo studio è stato condotto da Carole Dufouil dell'INSERM di Parigi e presentato alla conferenza internazionale della Alzheimer's Association tenutasi a Boston.

Gli esperti hanno esaminato lo stato di salute psicofisica di 429 mila individui di età media 72 anni e andati in pensione mediamente da 12 anni. E' emerso che, per ogni anno in più a lavoro, il rischio di Alzheimer cala di 3,2 punti percentuali.

Significa che se si va in pensione a 65 anni anziché a 60 si ha un rischio demenza ridotto del 15%.

Il motivo è che il lavoro mantiene attivi mentalmente, fisicamente e dal punto di vista sociale mentre molti dopo la pensione si mettono ''in pantofole'' e non fanno più molto.

PS maligno: Ma se si spostasse a 90 anni l’età pensionabile, i pensionati afflitti da Alzheimer o da qualunque altro malanno si ridurrebbero ovviamente ancora di più… (a.m.)

 



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1436
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
17 luglio 2013
Parole chiave originali
«Sergio Casanova», «Fornero», «ipocriti», «pensioni», «INPS»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1436.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 17 luglio 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1436:scienza-e-pensioni&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-1436.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 1 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-1436.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 567 parole.
  4. Edizione AM-1436.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
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    • autore ricavato da una firma nel testo

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Antonio Moscato, «Scienza e pensioni», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 17 luglio 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1436.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2013, 17 luglio). Scienza e pensioni. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1436.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗