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Punto caldo - «Bisogna uscire dal capitalismo»

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

 

L’ampiezza delle crisi ambientali ci obbliga a cambiare di sistema economico, dice il giornalista francese Hervé Kempf

Da: LE DEVOIR, Libre de penser

Le prove della gravità delle crisi ambientali non cessano di accumularsi e militano chiaramente per un’uscita dal sistema economico capitalista, basato su una crescita che si pretende infinita. Una verità scomoda per gli interessi finanziari proprietari dei grandi media del pianeta, giudica il giornalista e scrittore francese Hervé Kempf.

         «Siamo in un sistema economico che ha avuto un successo e delle qualità, ma ora è un sistema che entra in contraddizione con la necessità di stabilire un equilibrio tra l’attività umana e il controllo della biosfera. In realtà il conflitto è fortissimo. Dunque, il capitalismo non ha più futuro. È un’idea morta. È tempo di passare dalla larva capitalista alla farfalla ecologista».

 

         Testimone dell’evoluzione delle problematiche ambientali da circa trent’anni, valuta che il fatto di trattare da giornalista questi argomenti porta, per così dire naturalmente, a porsi la questione della rimessa in discussione del capitalismo. «Se si racconta in modo attento la questione ambientale, si arriva alla constatazione che il sistema economico attuale non solo non risolve i problemi ma li aggrava. Ora risulta che il sistema attuale è il capitalismo. Dunque, un giornalismo ambientalista coerente, conduce a porsi la questione del sistema economico»

 

         Come, ad esempio, sostenere gli impatti ambientali dello sfruttamento delle sabbie bituminose in nome della crescita economica e della profittabilità delle imprese? «Sono andato sul posto, a Fort Mc Murray, ho fatto dei reportage sull’argomento» sottolinea il signor Kempf «Era sconvolgente. È un disastro ambientale incontestabile. È inaccettabile. Ma ci sono anche punti di vista diversi dal punto di vista ambientale. Ci può essere un punto di vista economico. Ma per un giornalista dell’ambiente, tutti i fatti, le dichiarazioni e le analisi degli scienziati, ci dimostrano che è indifendibile».

 

         La stessa constatazione vale per le conseguenze del consumismo sfrenato che caratterizza i paesi occidentali. La somma degli indicatori ambientali mette in luce il fatto che il nostro modo di vita non può essere esteso all’insieme dell’umanità senza compromettere in modo irrimediabile la vita sulla Terra. D’altronde è la constatazione alla quale giunge nella sua ultima opera, intitolata: Fine dell’Occidente, nascita del mondo. Hervé Kempf vi sottolinea che la tendenza mondiale verso una forma di omogeneizzazione del consumo materiale ed energetico pone gravi rischi ambientali.

 

         Il Gruppo intergovernativo di esperti sul clima confermerà venerdì, in un rapporto molto atteso, che la crisi climatica è estremamente grave. Il suo presidente, Rajendra Pachauri, ha già anticipato all’inizio del mese, che ora è «mezzanotte meno cinque » per tentare di trovare una soluzione fattibile agli sconvolgimenti climatici.

 

Una verità scomoda

 

         Richiamare costantemente i fallimenti del sistema attuale è un fatto che disturba. «Può non piacere a certi interessi economici, in particolare a quelli che posseggono i giornali, ma è la verità», dice il giornalista. D’altra parte non si stupisce che i media coprano poco, o male, le questioni ambientali. Anche il prestigioso New York Times, ricorda Hervé Kempf, ha abolito il suo servizio dedicato al settore.

 

         Chi possiede i grandi media? Chiede. «La domanda è molto semplice. I grandi media, i più influenti, sono proprietà di interessi economici, di gente che possiede molti capitali. Vogliono servirsi dei propri media per servire i propri interessi. Ma a un certo punto, seguire attentamente le questioni ecologiche rimette in discussione il punto di vista degli interessi economici, che è il punto di vista neoliberista, l’ossessione della crescita, ecc.»

 

         Egli stesso ha appena lasciato LeMonde, dove copriva il settore ambientale dal 1998. «Sono andato via perché mi impedivano di fare giornalismo ambientale su [il controverso progetto aeroportuale di ] Notre-Dame des Landes». Giudica che la direzione del quotidiano, passato nel 2010 nelle mani di interessi finanziari multimilionari, ha voluto imbavagliarlo. 

 

         Qualcuno gli rimprovera di avere superato la sottile linea tra il giornalismo e il militantismo ambientalista. «Leggo The Economist, il Wall Street Journal, Les Ėchos, ecc.», ribatte Hervé Kempf. «Hanno un punto di vista estremamente marcato che trovo totalmente ideologico. Questi giornali sono media impegnati, militanti e ideologici».

 

«Se loro lo riconoscono, io posso ben dire che ho la convinzione che la questione ecologica è fondamentale nell’epoca in cui viviamo. È la questione più importante perché è in gioco il mantenimento della possibilità , per le società umane, di vivere nella dignità e nell’equilibrio. Se si lascia aggravare la crisi ecologica, si va verso il disordine delle società umane».

[Questa intervista di un giornale canadese a un giornalista francese da parte è stata segnalata e tradotta da Gigi Viglino.  a.m. 24/9/13]



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1508
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
24 settembre 2013
Parole chiave originali
«Hervé Kempf», «Le Monde», «ambientalismo», «capitalismo»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1508.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 24 settembre 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1508:punto-caldo-lbisogna-uscire-dal-capitalismor&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-1508.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 23 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-1508.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 773 parole.
  4. Edizione AM-1508.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Antonio Moscato, «Punto caldo - «Bisogna uscire dal capitalismo»», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 24 settembre 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1508.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2013, 24 settembre). Punto caldo - «Bisogna uscire dal capitalismo». In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1508.html

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