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Gaudichaud. Breve riflessione sulle elezioni cilene

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Franck Gaudichaud

 

Da mesi era scontato l’esito: Michelle Bachelet sarebbe stata la prossima presidentessa della repubblica, avviando così un secondo mandato dopo il quadriennio governativo di Sebastián Piñera, imprenditore miliardario che raggruppava al suo seguito destra neoliberista ed ex sostenitori del generale Pinochet. Bachelet, dovrà ora attendere il prossimo 15 dicembre e la seconda tornata elettorale per assaporare la sua vittoria, ma gli oltre 3 milioni di suffragi ottenuti (quasi il 47%) la danno un vantaggio schiacciante rispetto alla principale avversaria, Evelyn Matthei (25% dei voti). Inoltre, le elezioni parlamentari le consegnano la maggioranza in entrambe le Camere.

 

Social-liberismo, astensione massiccia e inserimento del PC

 

Con la destra al potere dal 2010, la campagna della Matthei è stata un grosso fiasco. Dopo vari errori nella scelta dei candidati, alla fine la scelta è caduta su questa ministra di Piñera, figlia di un generale della dittatura, che ha sviluppato fino alla feccia un discorso cattolico ultraconservatore. Di fronte a lei, la Bachelet, dotata di un bilancio spropositato per la campagna elettorale e dell’ampio sostegno delle classi dominanti, è rientrata dagli Stati Uniti (dove dirigeva “Donne ONU”), con un’incontestata popolarità. Sorvolando di passata il fatto che si tratta del prodotto più puro della Concertazione – la coalizione di social-liberisti e democratico cristiani che ha dominato la vita politica cilena per 20 anni (1990-2010), portando in fondo il modello neoliberista forgiato nel corso della dittatura (1973-1989).

Ciononostante, i comunisti hanno scelto di entrare nella coalizione, ribattezzata per l’occasione “nuova maggioranza”, chiamando a votare fin dal primo turno per la Bachelet, Hanno così potuto beneficiare di alcune circoscrizioni che permettevano loro di raddoppiare il numero dei deputati (con 6 seggi), fra i quali: l’ex dirigente dei giovani comunisti, Karol Cariola e la leader studentesca Camila Vallejo. Ma a un prezzo elevato: malgrado il malcontento di numerosi/e militanti, il partito ridà una patina dorata alla Concertazione, fin là denunciata come uno strumento del capitalismo e diventa una specie di spalla di “sinistra” del futuro governo in seno ai sindacati (tra cui la CUT, diretta da una militante comunista)…

La maggioranza delle classi popolari, tuttavia, non si sente rappresentata dalla Bachelet e da un sistema istituzionale plasmato dalla dittatura. Sui circa 13 milioni di elettori, con una recente legge elettorale che abolisce l’obbligo di votare, soltanto il 50% di questi si sono presentati alle urne: un record storico! Se alcuni settori militanti hanno fatto consapevolmente appello allo “sciopero elettorale”, sono soprattutto l’apatia e il disincanto a continuare a dominare in una società contrassegnata dall’atomizzazione neoliberista. È quanto confermato anche dal risultato – marginale – delle candidature a sinistra. Su 9 candidati, 2 hanno cercato di portare avanti un discorso anti-neoliberista, rivendicando un programma di rottura con l’unanimismo vigente. Marcel Claude, un economista presentato dal Partito Umanista e appoggiato da un ampio movimento che raggruppa soprattutto  tanti piccoli collettivi usciti dall’estrema sinistra, raccoglie solamente 180.000 voti (2,8%), malgrado una penetrazione mediatica riuscita. Quanto a Roxana Miranda, del Partito Uguaglianza, ha saputo incarnare l’irruzione di una donna combattiva e decisa, uscita dal popolo e dai quartieri poveri, ma il suo discorso di dignità, apertamente anticapitalista, non ha sfondato (1,2%).

 

Lo spettro delle lotte

 

La congiuntura potrebbe però essere agitata nei prossimi mesi. Gli anni precedenti sono stati anni di grandi mobilitazioni: massicce lotte studentesche, scioperi di lavoratori di vari settori, lotta ecologiste e regionaliste. Esiste di certo un risveglio di chi “sta in basso”, con il mirano puntato contro la dittatura. Del resto, la Bachelet ha dovuto tener conto dell’irrompere di tematiche imposte dai movimenti sociali. Nel suo programma, ad esempio, sono comparsi il ritorno “graduale” alla gratuità nelle università sovvenzionate dallo Stato, la riforma fiscale e quella della Costituzione (ma senza impegnarsi a favore di un’Assemblea costituente), la creazione di una cassa statale per le pensioni, o anche il matrimonio per tutti. Un modo per anticipare le mobilitazioni: tanto è vero che i principali esponenti del padronato hanno espresso il proprio plauso. A 40 anni dal colpo di Stato, “tutto cambierà perche niente cambi”? A meno che un’altra svolta sociale non intervenga di nuovo a rimettere all’ordine del giorno le rotture anticapitalistiche.

(Santiago del Cile – Pubblicato in “La Gauche”, organo della LCR belga)



Tags: Cile  Bachelet  Gaudichaud  Vallejo  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1574
Autore
Franck Gaudichaud
Pubblicato sul sito
22 novembre 2013
Parole chiave originali
«Cile», «Bachelet», «Gaudichaud», «Vallejo»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1574.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 22 novembre 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1574:gaudichaud-breve-riflessione-sulle-elezioni-cilene&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16
  2. Cattura AM-1574.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 22 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-1574.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 706 parole.
  4. Edizione AM-1574.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Franck Gaudichaud, «Gaudichaud. Breve riflessione sulle elezioni cilene», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 22 novembre 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1574.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Gaudichaud, F. (2013, 22 novembre). Gaudichaud. Breve riflessione sulle elezioni cilene. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1574.html

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