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Disobbedire alla resa!

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Il 10 gennaio 2014 CGIL Cisl e UIL hanno firmato con la Confindustria il regolamento applicativo del famoso e magnificato (anche da parte di qualche accecato di sinistra) accordo del 31 maggio 2013, non a caso combattuto e contrastato invece strenuamente dalla corrente di opposizione in seno alla CGIl per i suoi contenuti antisindacali e lesivi dei diritti dei lavoratori e costituzionali. Il segretario della FIOM Landini che aveva avallato in pieno l’accordo del 31 maggio, di fronte ai contenuti concreti di questo regolamento ha dovuto prenderne le distanze, chiedendo ora quella consultazione democratica degli iscritti che aveva rigettato con forza solo pochi mesi fa; contemporaneamente la segreteria della Fiom ha chiesto alle strutture periferiche della categoria, con una decisione del tutto fuori delle regole, di sospendere i congressi di base che erano programmati nei prossimi giorni. Non credo possa sfuggire a nessuno che siamo di fronte a un nuovo cruciale passaggio della vita del sindacato e del movimento dei lavoratori. Per un primo giudizio su questa delicata vicenda riprendiamo l’articolo di Giorgio Cremaschi comparso sul sito della Rete 28 aprile il 12 gennaio[ndr. Sinistra anticapitalista].

Disobbedire alla resa! (da Rete28aprileorig.)

di Giorgio Cremaschi

IL regolamento applicativo dell’accordo del 31 maggio  sottoscritto venerdì sera da Confindustria e da CGIL CISL UIL viola lo Statuto della CGIL e soprattutto la Costituzione. Naturalmente non è che la cosa ci stupisca, il testo sottoscritto da poco semplicemente trasforma in regole scrupolose i principi e lo spirito antidemocratici  già contenuti nell’accordo del 31 maggio 2013. Tuttavia vedere ora quelle regole è sconvolgente. Tralascio il dettaglio degli orrori e vado ai punti di fondo. (…)

L’accordo viola la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riammesso la FIOM in Fiat, e afferma che solo i firmatari che accettano tutte le sue regole hanno i diritti sindacali.

L’accordo accetta le deroghe in azienda ai contratti nazionali sugli orari, sulla prestazione e sulle condizioni di lavoro cioè su tutto, alla faccia di tutte le posizioni ufficiali della CGIL. Sacconi e il suo articolo 8 sono soddisfatti.

L’accordo prevede la esigibilità degli accordi, di questi accordi in deroga, anche per chi non è d’accordo e le sanzioni per chi li contrasta, sanzioni che colpiscono il sindacato e i delegati aziendali. Questo è semplicemente l’accordo separato di Pomigliano esteso a tutti.

L’accordo prevede che una giuria di arbitri formata da tre rappresentanti di CGIL CISL UIL , tre della Confindustria e un “esperto”esterno decida sui comportamenti delle categorie. Cioè la FIOM sarà giudicata da una commissione dove padroni e sindacati complici sono la grande maggioranza.

Tutte queste clausole violano i principi e lo Statuto della CGIL, per questo la firma di Susanna Camusso è illegittima, non ci rappresenta e per noi non ha alcun valore. Disubbidiremo e combatteremo questo accordo in difesa delle libertà sindacali e di quelle dei lavoratori con tutti gli strumenti democratici atti a rovesciarlo.

A Maurizio Landini che ora dice no e chiede la consultazione (leggi il comunicato di Landiniorig.),  diciamo che se avesse detto no il 31 maggio ed allora avesse preteso il voto dei lavoratori, che invece su quella intesa non son stati neppure informati, a Landini diciamo che se si fosse opposto allora oggi non saremmo a questo disastro.

In ogni caso il gruppo dirigente della FIOM è ancora in tempo per recuperare almeno in parte alla cantonata pazzesca che ha preso. Invece che sospendere i congressi della FIOM,  scelta fuori dalle regole che danneggia solo chi dissente, si dissoci dalla maggioranza della CGIL e dal suo documento congressuale, che al primo punto mette proprio l’esaltazione dell’accordo del 31 maggio. Landini rompa con Susanna Camusso e venga a lottare con noi contro questo accordo e contro il modello di sindacato che propone. E lo faccia sul serio, senza le giravolte a cui ci ha abituato da un po’ di tempo in qua.

Per quanto ci riguarda useremo tutte le assemblea congressuali dove riusciremo ad arrivare per mettere sotto accusa il gruppo dirigente che ha firmato questa resa. Si deve sapere che c’è chi dissente, disobbedisce e soprattutto non si arrenderà mai.

 

 



Tags: FIOM  CGIL  Landini  Camusso  Cremaschi  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1636
Autore
Giorgio Cremaschi
Pubblicato sul sito
13 gennaio 2014
Parole chiave originali
«FIOM», «CGIL», «Landini», «Camusso», «Cremaschi»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1636.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 13 gennaio 2014. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1636:disobbedire-alla-resa&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-1636.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 1 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-1636.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 691 parole.
  4. Edizione AM-1636.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
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Come citare

Giorgio Cremaschi, «Disobbedire alla resa!», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 13 gennaio 2014; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1636.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Cremaschi, G. (2014, 13 gennaio). Disobbedire alla resa!. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1636.html

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