Il progetto di recupero a cura di Leonardo Lomartire · lelomar.substack.com
Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

Rubriche › Imperialismi

Ucraina e dintorni

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

Considerazioni sul linguaggio

Andrea Ferrario, con cui sono in contatto dagli anni della dissoluzione dell’URSS e della Jugoslavia, mi ha segnalato la pubblicazione sul suo sito http://crisiglobale.wordpress.com/orig. di due articoli sui legami tra i “patrioti” russi e l’estrema destra di vari paesi. Sono interessantissimi, anche se perfino troppo dettagliati rispetto al taglio degli articoli che inserisco abitualmente sul mio sito, per cui li presento qui sinteticamente e inserisco i link per chi volesse leggerli integralmente.

Con Andrea Ferrario ci eravamo conosciuti via internet, avvicinati dalle polemiche settarie di cui eravamo entrambi bersaglio da parte di stalinisti nostalgici o di presunti trotskisti che ci accusavano di essere peggio di Himmler e al servizio della Cia. Su quelle vecchie polemiche, rinvio a una piccola rassegna informativa che feci nel 2009, nei primi tempi del sito: Una polemica decennale con i giustificazionisti. Le ricordo, perché i rigurgiti dello stalinismo continuano a manifestarsi, e non solo sui siti specializzati nel pubblicare i comunicati stereotipati dei residuati partiti sedicenti “comunisti”. Sull’Ucraina ad esempio spesso anche “il manifesto” ha sposato le tesi della propaganda russa, che definisce fascisti in blocco i partecipanti a piazza Maidan, e ingigantisce la dimensione e l’importanza dei gruppi veramente neonazisti. Per smontare questo mito può essere particolarmente l’articolo di qualche settimana fa di Andrea Ferrario su Pravy Sektor: http://crisiglobale.wordpress.com/2014/04/02/focus-ucraina-pravy-sektor-le-torbide-acque-del-neofascismo-ucraino/orig.

Esempio da manuale: in un’intervista apparsa oggi 30/4/14 sul manifesto il segretario del PCF e del Partito della sinistra Europea Pierre Laurent ha dichiarato che l’UE ha soffiato sul fuoco “banalizzando l’arrivo al potere di un governo che ha al suo interno alcune frange ultranazionaliste e neofasciste”, ma il sottotitolo redazionale dice seccamente: “banalizzando un governo composto da forze neofasciste”.

La scelta “campista” più o meno consapevole dei compagni del manifesto è basata su un fatto vero, l’ingerenza degli Stati Uniti e di vari paesi imperialisti europei in Ucraina (che c’è, come in altre parti del mondo, d’altra parte) ma porta a una conclusione sbagliata: l’accettazione acritica delle tesi propagandistiche inverosimili di Putin. In ciò sono facilitati dall’atteggiamento dei governi “progressisti” dell’America Latina, che hanno visto nelle primavere arabe e in ogni manifestazione di dissenso nei paesi dell’ex blocco sovietico solo “manovre dei servizi segreti”. E che finiscono quindi per assumere atteggiamenti di analoga demonizzazione di ogni tipo di opposizione interna, ricambiati dall’agenzia “La voce della Russia”, che spiega che “in Venezuela il colpo di stato è stato preparato dai generali dell'Aeronautica militare” (http://italian.ruvr.ru/news/2014_03_26/Venezuela-il-colpo-di-stato-e-stato-preparato-dai-generali-dellAeronautica-militare-6734/non archiviato). Nella neolingua dei “campisti” si usa il termine “colpo di Stato” per definire le manifestazioni venezuelane di una minoranza esaltata e fanatica, che di fatto è rimasta indisturbata in piazza senza forme di repressione più dure di quelle usate abitualmente in Italia contro la più piccola manifestazione di studenti inermi intenzionati a raggiungere uno dei palazzi del potere…

Non c’è dubbio che siano state manifestazioni violente, anche con qualche frangia armata, ma se non si vuole perdere il senso delle proporzioni va detto che sono comunque una cosa diversa dal colpo di Stato. Ma di questo sul sito si è parlato ampiamente, anche di recente (vedi Contraddizioni del Venezuela - 2 ), e ne avevamo parlato a proposito di un analogo atteggiamento di Correa (vedi ad esempio: Dávalos da Quito (It) e Pericoli reali e immaginari). Il che non vuol dire che non esista una mina vagante all’interno di questi “processi bolivariani”: il permanere intatto di un apparato statale (non solo militare) ereditato dal vecchio regime.

Sia l’Ecuador sia la Bolivia hanno conosciuto situazioni in cui sono affiorate contraddizioni con l’esercito e nell’esercito. In Bolivia è ancora aperta una crisi che ha visto scendere in piazza in aprile molti sottufficiali e ufficiali inferiori, in maggioranza indigeni, per rivendicazioni economiche, ma anche per chiedere la descolonización dell’esercito (che vede ancora gli alti gradi distribuiti tra poche grandi famiglie di meticci o di bianchi). Altre iniziative analoghe, tra sindacali e politiche, o di “sindacalismo armato”, si sono avute già un paio di volte nella stessa Bolivia, due in Brasile, una in Ecuador e una in Argentina, con lo sciopero di polizia, gendarmeria e Prefettura navale (la forza addetta al controllo del commercio estero marittimo). Sono contraddizioni pericolose, ma dipendono soprattutto dall’aver arrestato a metà (o anche molto prima della metà) le trasformazioni politiche e sociali, più che dalle “manovre” dell’imperialismo statunitense, che è però sempre pronto naturalmente ad approfittare delle difficoltà di quei gruppi dirigenti parzialmente sfuggiti al suo controllo. Ma questo non può portare a presentare ogni forma di contestazione come "golpista", e a sottovalutare le responsabilità del governo nel consolidamento di un area di dissenso, che approfitta del malcontento per l'altissimo tasso di inflazione e le difficoltà nell'approvvigionamento create anche dall'apparato parassitario della boliburguesia.

Comunque l’esistenza di questi problemi non è una buona ragione per assolvere l’imperialismo russo, tanto più se usa i mezzi più cinici per recuperare territori e potere perduto nel primo decennio postsovietico. E per questo è particolarmente utile l’altro articolo di Andrea Ferrario: http://crisiglobale.wordpress.com/2014/04/29/focus-ucraina-lanima-nera-della-repubblica-di-donetsk/orig.

(a.m.30/4/14)

 



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1742
Autore
Andrea Ferrario (postilla di Antonio Moscato) · attribuzione da verificare
Pubblicato sul sito
30 aprile 2014
Parole chiave originali
«Ucraina», «Ferrario», «Crisi globale», «Venezuela», «Bolivia», «Ecuador», «America Latina», «fascismo»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1742.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 30 aprile 2014. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1742:ucraina-e-dintorni&catid=57:imperialismi&Itemid=73
  2. Cattura AM-1742.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 8 giugno 2021.
  3. Testo estratto AM-1742.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 837 parole.
  4. Edizione AM-1742.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 12 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • 3 link esterni indirizzati alla copia d’archivio dell’epoca, con l’indirizzo originale accanto («orig.»)
    • 1 link esterno senza copia d’archivio, segnato «non archiviato»
    • autore proposto dal programma, da verificare

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Andrea Ferrario, «Ucraina e dintorni», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 30 aprile 2014; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1742.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Ferrario, A. (2014, 30 aprile). Ucraina e dintorni. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1742.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗