Rubriche › Ipocrisie e dimenticanze...
Campagna terroristica dei media contro la Grecia
Da settimane ogni giorno la posizione della Grecia viene demonizzata sui mass media, alternando gli attacchi grossolani a un governo di presunti “estremisti”, agli annunci di una imminente capitolazione di Tsipras. Un altro bersaglio sono le camicie di Varoufakis, il suo appartamento da cui si può vedere l’Acropoli (come da molti quartieri di Atene, compresi alcuni abbastanza degradati), e talvolta la bellezza della moglie. Tutto inammissibile per un terribile “estremista”. In realtà Varoufakis non è un estremista, ma un economista apprezzato che ha insegnato in molte università, dall’Australia agli Stati Uniti, scelto proprio per la sua capacità di dialogare con i ministri dell’economia europei, ma criticato casomai dalla sinistra di Syriza perché ex consulente del Pasok di Papandreu.
In un articolo apparso sul manifesto il 25 aprile il giornalista greco Dimitri Deliolanes aveva ironizzato pesantemente sul pulpito da cui veniva la predica:
Il capro espiatorio Varoufakis
E così il problema sarebbe Yanis Varoufakis. Il quale si sarebbe dimostrato nell’eurogruppo di Riga un «incompetente», un «dilettante», un «giocatore d’azzardo». Strano però per un professore di economia tra i più brillanti attualmente a livello internazionale, che ha insegnato nelle migliori università anglosassoni, compresa Cambridge, stimato e sostenuto dal Nobel Joseph Stiglitz e da James Galbraith.
Certo, se le critiche provengono dall’agronomo (dal curriculum falsificatonon archiviato) Jeroen Dijsselbloem e dal laureato in legge Wolfgang Schäuble, qualcosa di vero ci deve essere.
Convince in particolare l’accusa di «dogmatismo» lanciata contro il greco dall’accomodante ministro delle Finanze tedesco, lo stesso che da cinque anni ha imposto con pugno di ferro all’eurozona una brillante politica economica, che assicura alti tassi di crescita economica e – soprattutto – sociale. Lo sanno tutti, gli spagnoli, i portoghesi, i greci e anche gli italiani, che nuotano nell’abbondanza.
No, non è Schäuble il dogmatico del neoliberismo. E’ Varoufakis quello inflessibile, poiché si rifiuta ostinatamente di regalare alle banche le prime case, di abbassare le pensioni ai 350 euro, di licenziare migliaia di statali e di svendere proprietà pubbliche.
Una fermezza che assicura al suo governo altissimi tassi di consenso tra la popolazione greca, come dimostra l’ultimo sondaggio reso pubblico appena ieri. Nello stesso tempo però in cui plaude alla fermezza contro l’austerità, la stragrande maggioranza degli intervistati chiede a Varoufakis e a Tsipras di non rompere con l’eurozona. Una posizione saggia, pienamente in linea con il programma di Syriza. Un compromesso onorevole, ma per ottenerlo bisogna essere in due.
Ora però le cose si complicano. Il giorno prima dell’eurogruppo che ha tentato di linciare Varoufakis, Tsipras si era incontrato con la Merkelnon archiviato in tutt’altro clima. La cancelliera aveva anche assicurato che la Grecia non avrebbe dovuto rimanere senza liquidità.
Cosa è successo? E’ noto che l’eurogruppo è il regno di Schäuble mentre la Merkel gioca su uno scacchiere più grande.
C’è un gioco delle parti, del tipo poliziotto buono e poliziotto cattivo? Oppure anche a Berlino ci sono falchi e colombe? I primi continuerebbero a giocare la carta della destabilizzazione del governo Tsipras, assumendo anche il rischio di un incidente, sempre più probabile man mano che passano le settimane e i mesi. I secondi starebbero cercando di trovare una quadratura del cerchio – tutta politica – per uscire dall’impasse.
Comunque sia, non è certo colpa di Varoufakis.
Il ministro delle Finanze greco lavora all’interno di un gruppo operativo specificamente dedicato ai problemi con i creditori, a capo del quale c’è il vice presidente del Consiglio Yannis Dragasakis, esponente tra i più moderati e più esperti di Syriza. Quindi ogni virgola dell’azione politica del ministro delle Finanze riflette esattamente gli orientamenti del governo greco. Una sua sostituzione è fuori discussione.
Anche se Schäuble (l’ha pure ammesso) si trovava molto più a suo agio con i suoi predecessori: Giorgos Papakonstantinou, condannato per falso, Yannis Stournaras, l’architetto dei conti truccati per entrare nell’euro, Ghikas Hardouvelis, il banchiere che portava i soldi in Svizzeranon archiviato.
Come andrà a finire? Non sono nella testa di Schäuble. Ma ho cercato lumi sulCorriere della Sera di ieri e ho fatto una grande scoperta. In un’intera pagina fonti (anonime) dei creditori accusano Tsipras di essere «falsamente di sinistra» e «al servizio degli oligarchi». L’ho raccontato anche in Grecia e ci siamo divertiti molto. Finché le polemiche contro di lui saranno di questo tenore potrà stare tranquillo: sarà al governo per un decennio e oltre. (d.d.)
--- --- ---
Ma è ancora più significativala dichiarazione di uno dei principali esponenti della sinistra di Syriza, Stathis Kouvelakis, che spesso ha criticato severamente Tsipras e ovviamente anche Yanis Varoufakis, ma che ha sottolineato lo sforzo collettivo del gruppo dirigente di Syriza per fronteggiare l’attacco concentrico della borghesia europea, sforzo che è stato possibile finora solo grazie al funzionamento democratico che ha consentito di utilizzare al meglio forze di provenienza diversa.
Anche, come in questo caso, designando come “rinforzo” per Varoufakis un esponente della minoranza di sinistra interna. Una vera lezione per la sinistra italiana. O meglio lo sarebbe stata, se questa, dopo aver utilizzato per un po’ Syriza come riferimento propagandistico, avesse continuato a seguirne seriamente le vicende e il dibattito interno e a sostenerla in questi mesi di fronte alla canea ostile della stampa, invece di occuparsi quasi esclusivamente delle candidature e delle alleanze per le prossime elezioni regionali… (a.m.28/4/15)
--- --- ---
Dichiarazione di Stathis Kouvelakis della sinistra di Syriza
(traduzione di Antonello Zecca)
"Inviterei tutti/e coloro che guardano all'esperienza di Syriza con un minimo di buona fede, la quale non è solo compatibile, ma richiede anche capacità critiche, lucidità e vigilanza, di non produrre giudizi troppo affrettati sul rimpasto della squadra greca incaricata di condurre i negoziati.
Il fatto che il ruolo di Euclid Tsakalotos sia diventato più importante non deve essere interpretato come un ammorbidimento delle posizioni del governo. In realtà, il "discreto" Tsakalotos è un convinto marxista (non un "irregolare") e si è sempre posizionato nella sinistra del blocco di maggioranza di Syriza (che è stato recentemente riformato prendendo il nome di "iniziativa dei 53"). Non è a favore di un'uscita dall'Euro ma ha sempre difeso la linea di ferma rottura con l'austerità e considerato molto seriamente l'opzione dell'insolvenza del debito.
Anche nelle sue dichiarazioni più recenti, ha detto che la "frattura" è un' opzione se i negoziati dovessero fallire, e ha ammesso che un errore fondamentale è stato compiuto riguardo all'accordo del 20 Febbraio, che non dà alcuna garanzia rispetto alla fornitura di liquidità alla Grecia, un punto affrontato dallo stesso Tsipras ieri durante un'intervista televisiva dal vivo. Nella stessa intervista Tsipras non ha escluso la possibilità di un referendum nel caso di un "blocco" dei negoziati, e, come tutti sanno, l'Unione Europea considera come una dichiarazione di guerra il solo riferimento alla parola "referendum".
Ad ogni modo, le persone dovrebbero essere giudicate per ciò che fanno.
I giorni che ci sono davanti, settimane al massimo, saranno decisivi, e di azioni ne avremo in abbondanza"
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-2201
- Autore
- Antonio Moscato
- Pubblicato sul sito
- 28 aprile 2015
- Parole chiave originali
- «Syriza», «Grecia», «debito»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-2201.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 28 aprile 2015. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2201:campagna-terroristica-dei-media-contro-la-grecia&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
- Cattura AM-2201.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 5 dicembre 2020.
- Testo estratto AM-2201.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 1.146 parole.
- Edizione AM-2201.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
- Interventi
- pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
- 3 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
- 3 link esterni senza copia d’archivio, segnati «non archiviato»
- autore ricavato da una firma nel testo
Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.
Come citare
Antonio Moscato, «Campagna terroristica dei media contro la Grecia», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 28 aprile 2015; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2201.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Moscato, A. (2015, 28 aprile). Campagna terroristica dei media contro la Grecia. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2201.html