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Tesorieri di tutto il mondo uniamoci

pubblicato sul sito il · 5 min di lettura

di Giulio Calella

da Communiaorig.

La rivoluzione del "compagno" Boccadutri

Ho conosciuto il "compagno" Sergio Boccadutri una quindicina d'anni fa, nelle riunioni e appuntamenti nazionali dei Giovani comunisti del Prc. Era già un dirigente nazionale dell'organizzazione giovanile. Per lui la politica - a poco più di vent'anni - era già qualcosa di retribuito (anche se allora la sua "card" contava poco più di 1.000 euro al mese, cifra oggi da moltiplicare per una quindicina di volte).
Io sinceramente mi stupivo che fosse nell'esecutivo nazionale... nelle assemblee, nelle manifestazioni, nelle riunioni del coordinamento nazionale dei Gc non interveniva quasi mai. Erano anni molto movimentati, le giornate di Genova, i Social forum, il movimento contro la guerra. Ma lui mai, non interveniva mai. Eppure era il "responsabile organizzazione".
"Come mai?" Chiedevo. "Ha grandi doti organizzative", mi rispondevano in tanti.
Eppure non lo avevo mai visto organizzare una manifestazione di massa, né un sit-in o un collettivo tematico... Cosa organizzava allora?

Pian piano cominciai a capire. Lui aveva grandi doti organizzative, ma dedicate ad altro. Nei congressi ad esempio si dice fosse bravissimo. Ma non nel presentare la mozione che sosteneva, no, quello gli interessava poco. Lui organizzava i voti dietro le quinte, dal suo ufficio, al telefono. Decideva se c'erano o meno rimborsi da dare ai relatori o se aiutare finanziariamente un'iniziativa locale del partito. Il tutto senza bisogno di grandi discorsi. Nemmeno piccoli in realtà.
Era talmente bravo in questo lavoro che ad un certo punto, mentre il Prc da partito di movimento divenne partito di Governo, fu promosso tesoriere nazionale.
Era il 2006, il Prc godendo del premio di maggioranza che per un pugno di voti aveva avvantaggiato Prodi, elesse diversi parlamentari, che portavano soldi nelle casse del partito: qualche milione di euro, più tante sedi e proprietà, ed un personale politico e tecnico sempre più ampio. Gestiva tanti "piccioli" insomma, come si chiamano nella sua Palermo, e come anche a Sergio piace chiamarli. I Piccioli.

Nel 2008 cade Prodi, e alle elezioni successive il Prc crolla con la lista arcobaleno e non elegge nessuno. Per la lucida follia della legge sui rimborsi elettorali, al Prc però spettano ancora due anni e mezzo di rimborsi per interruzione anticipata della legislatura.
Il Prc va a congresso e Sergio sostiene la maggioranza vendoliana. Il leader pugliese però perde clamorosamente il congresso ed esce dal partito fondando Sinistra ecologia e libertà.
Sergio però non ci sta. Non rinuncia ai suoi ideali, al suo partito. Lui resta anche se alla guida c'è il suo - fino a quel momento - nemico Ferrero. E riesce nel capolavoro di rimanere tesoriere nazionale di un partito in cui era in minoranza. Quasi un unicum nella storia dei partiti italiani. Lo insegnano da piccoli che i soldi si mettono in mano a gente di cui ci si può fidare ciecamente. Ma Sergio conquista la fiducia di Ferrero e gestisce le delicate operazioni di divisione dei soldi (all'epoca ancora tanti) con i suoi (ex?) compagni scissionisti.

Passano due anni (giusto giusto la fine dei rimborsi elettorali al Prc...direbbero i maligni), ed ecco la svolta. Il tesoriere nazionale del Prc lascia il partito, che ormai - a suo dire - è diventato inutile. Mi sembra quasi che sostenga cose giuste e condivisibili.
Ma non passa nemmeno una settimana e Sergio si iscrive a Sel, il partito dei compagni che solo due anni prima aveva tradito... "per rimanere tesoriere", dissero i maligni. Siamo nel 2010 e, seppur sempre con percentuali piuttosto ridotte, Sel ha diversi eletti in più del Prc in giro per l'Italia. E quindi anche "piccioli" in più da gestire. Sergio non fa in tempo ad iscriversi al nuovo partito che dopo un paio di giorni - avete letto bene, un paio di giorni - diventa tesoriere nazionale di Sel. Lui che aveva tradito Vendola rimanendo tesoriere nazionale del suo nemico Ferrero, in meno di 10 giorni diventa tesoriere nazionale di coloro che aveva tradito. Geniale.

I maligni però si domandano: "Ma allora per chi lavorava quando era tesoriere del Prc? Per Vendola?". Ma no, non è questo il punto.
La sua carriera di tesoriere nazionale di Sel va avanti sempre con pochissimi interventi pubblici, senza che il suo nome appaia quasi mai in una sola riga di un solo piccolo giornale. Eppure il suo potere nel partito cresce, e nel 2013, con una legge elettorale che permette di eleggere i nominati, diventa deputato della Repubblica.
Sperava in un Governo di Centrosinistra a guida Bersani, ma niente, nascono i governi Pd+Ncd, da cui Sel è costretta a star fuori. Sergio ne soffre molto, vede il suo partito indebolito e il suo ideale più lontanto.
Poi arriva Renzi. Vendola si ritrova invischiato nelle inchieste sull'Ilva e Sel sembra sempre più debole. Lì Boccadutri decide: la causa è troppo importante. Più del partito, lo ha già dimostrato. Il fine è più importante del mezzo.
Prima di tutti - prima anche di Gennaro Migliore, oggi fedele a Matteo Renzi più della stessa Boschi - transita nel Pd. In un giorno solo, da Sel alla maggioranza renziana. Senza che più o meno nessun giornale se ne accorga.
"E' un traditore!", gridano però i pochi a notarlo. Ma sono i soliti maligni che non hanno capito nulla.

Oggi finalmente tutto è più chiaro. Per la prima volta in questi giorni quotidiani, telegiornali e perfino qualche talk show parla della "legge Boccadutri"orig.. Il suo nome passa alla storia con la proposta di legge che più rispecchia la sua vita politica. La legge di cui è primo firmatario ripristina infatti per gli anni 2013 e 2014 i rimborsi elettorali che erano stati barbaramente aboliti dal Governo Letta, restituendo ai tesorieri dei vari partiti 45,5 milioni di euro. Non solo: la legge - per una serie di motivi tecnici - abolisce il controllo dei bilanci dei partiti per questo stesso biennio. Una legge votata da tutti in parlamento, con l'astensione del suo ex partito Sel e il voto contrario dei soli cinque stelle (che hanno protestato in parlamento mostrando proprio la "Boccadutri card" orig., di cui Sergio, dicono sempre i maligni, conserverà orgogliosamente un esemplare).
Stando a ciò che si dice, Sergio oggi è felice. A nemmeno quarant'anni ha compiuto la sua rivoluzione. Il suo nome è finalmente arrivato al grande pubblico, è su tutti i giornali, proprio mentre lui compie la missione di unificazione del suo soggetto sociale di riferimento. Che però a quanto pare non sono i proletari, come pensava qualcuno qualche anno fa. Sono i tesorieri.
"Tesorieri di partito di tutto il mondo uniamoci". Fino alla vittoria.

Giulio Calella

da Communiaorig.

 



Tags: PRC  SEL  communia  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2408
Autore
Giulio Calella
Pubblicato sul sito
16 ottobre 2015
Parole chiave originali
«PRC», «SEL», «communia»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-2408.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 16 ottobre 2015. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2408:tesorieri-di-tutto-il-mondo-uniamoci&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-2408.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 27 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-2408.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 1.102 parole.
  4. Edizione AM-2408.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Giulio Calella, «Tesorieri di tutto il mondo uniamoci», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 16 ottobre 2015; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2408.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Calella, G. (2015, 16 ottobre). Tesorieri di tutto il mondo uniamoci. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2408.html

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