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Sinistra anticapitalista contro la guerra in Libia

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

Con i primi raid statunitensi a sostegno dell’operazione Al Bunian al Marsus (Costruzione stabile) la guerra è in Libia e l’Italia è in guerra. Preceduto da un battage durato mesi su tutti i media mainstream, per costruire il consenso necessario al nuovo capitolo della guerra permanente, l’intervento dei caccia Usa ha dato il via all’ennesima illusione di guerra lampo, selettiva e senza intervento di terra (per ora) contro la roccaforte del sedicente Stato islamico nel Golfo della Sirte.

Durerà «solo trenta giorni», assicurano i cronisti embedded, e, saltando a piè pari ogni parvenza di dibattito parlamentare il governo Renzi ha già autorizzato i caccia e i droni dell’ingombrante alleato a sorvolare il nostro spazio aereo e utilizzare la base di Sigonella. Se, alla Camera, la ministra della guerra ha giurato che le «Operazioni Usa non hanno finora interessato l’Italia né logisticamente né per il sorvolo del territorio nazionale», subito dopo Roberta Pinotti ha ammesso che «il Governo mantiene aperta una linea di dialogo diretta e assidua sia con la controparte libica sia con gli alleati americani, per verificare lo sviluppo della operazione e le eventuali esigenze di supporto indiretto. In tale ottica, il Governo è pronto a considerare positivamente un eventuale utilizzo delle basi e degli spazi aerei nazionali a supporto dell’operazione, dovesse tale evenienza essere ritenuta funzionale ad una più efficace e rapida conclusione dell’azione in corso».

Ma sembra che Sigonella sia già stata interessata dai droni dello Zio Sam e tutto ciò con la copertura dell’Onu che ha avallato, con la Risoluzione delle Nazioni Unite n°2259 del 2015, l’intervento militare sollecitato dal governo fantoccio di Tripoli.

E’ l’ultimo passaggio di un’escalation politico-militare di cui l’Italia è stata una degli artefici dal marzo scorso (l’impegno bellico italiano era iniziato ben prima del via libera del sì del Consiglio superiore della Difesa) quando, non a caso, abbiamo dedicato un intero numero di «L’Anticapitalista» alla guerra imminente e alla posta in gioco per le varie potenze regionali e imperialiste. Liberare la Libia dal potenziale contagio islamista è solo la motivazione ufficiale per mettere in sicurezza gli ingenti investimenti occidentali su quella sponda del Mediterraneo. Perché, con fredda disinvoltura, gli stessi governi della coalizione anti Isis intrattengono rapporti di amicizia con dittatori sanguinari, da al Sisi a Erdogan fino agli ayatollah, e violano il diritto alla vita, la libertà di movimento e la dignità di centinaia di migliaia di profughi in fuga da questo e altri teatri della guerra permanente.

A nulla valgono le analisi che da mesi segnalano come esista una correlazione diretta tra le difficoltà dell’Isis nella guerra guerreggiata e l’escalation di attentati di lupi più o meno solitari, di reduci della jihad, nel cuore delle metropoli occidentali. Una campagna che rischia di essere più pericolosa ancora di quella disastrosa del 2011. Per l’Italia, che lì sperimentò per prima l’uso dei gas contro i civili con migliaia di vittime dal tra il 1923 e il 1931 spargendo fosgene e iprite con gli aerei, si tratta della quarta campagna contro la Libia. Il terrorismo fondamentalista e l’interventismo imperialista si alimentano reciprocamente sulla pelle delle popolazioni civili, sui fronti, esterno e interno, producendo massacri di civili inermi, disastri ambientali e, sul fronte interno, tagli dell’agibilità democratica e dello stato sociale per sostenere l’impegno bellico. La frammentazione politica e militare libica rende pericoloso un intervento militare esterno, perché potrebbe spingere settori locali verso un’ulteriore radicalizzazione e globalizzazione del conflitto.

Sirte, la città nel mirino dei raid Usa (è evidente la coincidenza tra l’interventismo e l’avvio della campagna per la Casa Bianca), è abitata ancora almeno da settemila persone ostaggio dell’Is e i bombardamenti, oltre a mettere a rischio la loro vita, alzano la tensione tra il governo artificiale di Farraj, tenuto in vita a Tripoli da Usa e Nato. Ma il Parlamento di Tobruk, schierato apertamente con Mosca, non ha ancora votato la fiducia a Farraj e chiede una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro i raid aerei. Il Parlamento di Tobruk ha convocato l’ambasciatore Usa in Libia per essere ascoltato dalla Commissione della Difesa e della Sicurezza nazionale «per chiarire i raid Usa e le violazioni aeree senza permesso», sulla città di Sirte contro l’Isis.

Solo l’alleanza tra le lavoratrici e i lavoratori su tutte le sponde del Mediterraneo può spezzare la spirale della guerra permanente, fare terra bruciata attorno al fondamentalismo e il bellicismo imperialista, promuovere esperienze rivoluzionarie di autogoverno come quella in corso in Rojava, nel Kurdistan occidentale. Che sia “santa” o imperialista, Sinistra Anticapitalista ripudia la guerra ma è e sarà sempre dalla parte dei popoli che lottano per l’indipendenza e l’emancipazione delle classi subalterne.

Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

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Tags: guerra  Libia  USA  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2663
Autore
Antonio Moscato · attribuzione presunta
Pubblicato sul sito
5 agosto 2016
Parole chiave originali
«guerra», «Libia», «USA»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-2663.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 5 agosto 2016. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2663:sinistra-anticapitalista-contro-la-guerra-in-libia&catid=57:imperialismi&Itemid=73
  2. Cattura AM-2663.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 19 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-2663.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 791 parole.
  4. Edizione AM-2663.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Antonio Moscato, «Sinistra anticapitalista contro la guerra in Libia», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 5 agosto 2016; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2663.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2016, 5 agosto). Sinistra anticapitalista contro la guerra in Libia. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2663.html

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