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Affari criminali

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Alle spalle degli italiani, il governo e quelli che eufemisticamente vengono definiti “poteri forti” stanno preparando altre sciagure, con la sicurezza di ottenere per questo in Parlamento un incondizionato consenso bipartisan. Di fronte all’accrescersi delle tensioni nel medio oriente grazie alle pericolose iniziative e alle forsennate dichiarazioni di Donald Trump, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha pensato bene di duplicare l’irresponsabile intervento in Libia inviando nel sovraffollato Stretto di Hormuz una fregata italiana a fianco di una flotta composita definita “europea”, ma in realtà non rappresentativa dell’intera Europa, bensì piuttosto di un trust di fabbricanti di armi. Alla Francia e all’Olanda si sono unite Germania, Belgio, Danimarca, Grecia e Portogallo, per assicurare la “transitabilità in sicurezza dello Stretto”. Peccato che, con la stessa motivazione poco credibile, nella zona ci sia già una flotta a guida statunitense e con alcuni dei nemici storici dell’Iran: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e anche Israele, che fornisce prezioso supporto tecnico.

Probabilmente la prima motivazione reale dell’entusiasmo di Guerini è dovuta alla speranza di vendere qualche nave a qualcuno dei regimi feudali dell’area senza preoccuparsi molto delle ragioni per cui la vuole. D’altra parte proprio in questi giorni è stato concluso un affare da 9 miliardi per la fornitura all’Egitto di due fregate Fremm, di 24 cacciabombardieri e altre quisquilie (come gli aerei da addestramento Macchi M346 e una ventina di pattugliatori da realizzare in parte in Egitto). Alla faccia delle dichiarazioni di tutte le componenti del governo italiano sulle “pressioni” esercitate su Al Sissi per ottenere “luce su Giulio Regeni”...

Il ministro Guerini, che non è un principiante ignorante come il suo collega degli Esteri Giggino Di Maio, ha dichiarato che il controllo delle acque dello Stretto di Hormuz “rappresenta un elemento essenziale per la nostra economia”. Vero, ma come garantirlo? Secondo Guerini i paesi europei non possono “lasciare mano libera ai contendenti”. Ma che vuol dire? Se nasce un conflitto con l’Iran (che sullo Stretto ci sta da sempre e non può andarsene) cosa faranno gli otto che a casa loro non sono? Cercheranno guai, intervenendo in nome della nostra civiltà e dei meriti storici acquisiti nel periodo d’oro del colonialismo?

La frenesia italiana di partecipare a imprese concepite da altri governi ha già fatto danni irreparabili in Libia (e non solo ai libici). C’è un lungo filo nero che collega imprese di questo genere almeno dalla Prima Guerra Mondiale in poi, con in più il complesso di inferiorità che ha portato l’Italia fascista ad accodarsi alla Germania nazista nei Balcani come in Francia. Ora, ironia della storia, i nostri governanti sono preoccupati di essere tagliati fuori dalle iniziative francesi, e invece di concepire una politica diversa, si va a rimorchio delle velleità francesi nel Golfo Persico e anche in Africa, dove si sta preparando un intervento per non lasciare solo l’esercito francese impelagato nel Mali, nel Niger, nel Burkina Faso, dove ha fatto crescere una mezza dozzina di organizzazioni jihadiste.

Per queste avventure pericolose i fondi si trovano sempre: ma la colpa è anche di quel che resta della sinistra, che non ha il coraggio di mettere al centro di una campagna continuativa e martellante la lotta contro le assurde spese militari che non servono a nulla di utile, e possono invece mettere in pericolo la nostra sicurezza tanto evocata dalla destra, per le possibili ritorsioni degli abitanti di paesi di cui i nostri militari a malapena conoscono il nome, e in cui non possiamo fare altro che danni.

(a.m.)



Tags: Guerini  Trump  guerra  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-3142
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
13 febbraio 2020
Parole chiave originali
«Guerini», «Trump», «guerra»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-3142.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 13 febbraio 2020. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?view=article&catid=57%3Aimperialismi&id=3142%3Aaffari-criminali&tmpl=component&print=1&layout=default&page=&option=com_content&Itemid=73
  2. Cattura AM-3142.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 24 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-3142.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 583 parole.
  4. Edizione AM-3142.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Antonio Moscato, «Affari criminali», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 13 febbraio 2020; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/3142.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2020, 13 febbraio). Affari criminali. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/3142.html

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