Il progetto di recupero a cura di Leonardo Lomartire · lelomar.substack.com
Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

Rubriche › All'ordine del giorno... i commenti a caldo

La conferma di Bertinotti

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Anche Bertinotti conferma…

 

Grazie a “Il Sole 24 Ore” avevamo conosciuto le franche ammissioni di Tommaso Padoa Schioppa sulla continuità tra il governo Prodi (di cui era – purtroppo - un pilastro essenziale) e quello di Berlusconi-Tremonti (Padoa Schioppa conferma...). I giornali di centrosinistra avevano invece in genere ignorato la notizia, che per altro non mi sorprendeva minimamente.

Una conferma indiretta ma significativa è venuta anche dallo stesso Giulio Tremonti. Durante il Workshop The European House – Ambrosetti il ministro Tremonti non si è limitato a fare dichiarazioni sul rilancio dell’economia, sul cosiddetto “pacchetto competitività” e sulla possibilità di evitare una manovra bis, ma ha rilanciato il “dialogo con l’opposizione”. Con due gesti simbolici. Il primo, di sostanza: un incontro a tavola proprio con Padoa Schioppa, organizzato dal presidente della BNL, Luigi Abete, che li ha voluti far sedere a fianco (mentre Tremonti, ufficialmente era passato solo per un saluto). Era il giorno successivo all’intervista dell’ex ministro di Prodi, inevitabile commentarla. Erano d’accordo, anzi “l’atmosfera era cordiale”. Lo apprendiamo come al solito solo dal quotidiano di Confindustria.

Il secondo gesto, una sceneggiata. Tremonti ha voluto fare una “conferenza stampa” congiunta insieme a Fausto Bertinotti, che si aggirava nel workshop alla ricerca di un po’ di visibilità e di un qualche ruolo. Tremonti ha scelto bene l’interlocutore per un atto simbolico senza nessuna conseguenza, sicuro che per vanità avrebbe abboccato. E lui avrebbe dimostrato di essere disposto al dialogo perfino con quella che si era spacciata a lungo per “sinistra radicale”.

 

L’incontro è stato una farsa. Abbracci, complimenti, nessuna polemica seria. D’altra parte discutevano di “aria fritta”: “Democrazia e capitalismo”, con molto far play, per fare “una prova generale di un dialogo ricercato in altre sedi con l’opposizione”, commenta “Il Sole 24 Ore” del 5 settembre. Un dialogo a cui sono disponibili altri ben più importanti di Bertinotti nel centro sinistra, come Enrico Letta, che ha dichiarato sullo stesso quotidiano che “le posizioni di Tremonti sono una boccata di ossigeno in un dibattito politico asfittico” (sui due Letta devo ammettere che devo una volta tanto essere d’accordo con Vendola, quando dice scherzando che “il più a sinistra è Gianni”…). Più cauto Bersani, che fa lo sforzo di definire “insufficienti” le proposte di Tremonti, per cui “restano le perplessità che impediscono un lavoro bipartisan”… Sempre eternamente ricercato invano con una destra che prima ottiene quel che vuole, e poi se ne va sbattendo le porte, dalla Bicamerale in poi.

 

Come previsto, comunque, Bertinotti era lusingato di essere ripescato da quello che potrebbe essere il Dini di domani, e ha incassato senza fiatare le battute  del ministro, che si aspettava di trovare un Bertinotti impegnato “a difesa del comunismo, non della democrazia”, e che ha elogiato “il modo civile di dialogare” asserendo che anche Bossi lo condividerebbe… (Come? Con le pernacchie o col dito medio alzato?). Si sono dichiarati d’accordo nella sostanza perfino su Melfi, dicendo l’uno che “se gli operai hanno bloccato la catena, questa non è la forma giusta di sciopero”, mentre l’altro ammetteva che “sarebbe sabotaggio”.  Che pena!

Ma nessuna sorpresa. Non si trattava solo di un incontro cavalleresco tra due gentiluomini di campi opposti: da anni Livio Maitan si scandalizzava per il tu cordiale che deputati e dirigenti del PRC si davano abitualmente nei salotti televisivi con gli avversari, capitalisti o fascisti o mafiosi che fossero, e lo considerava non un segno di buona educazione, ma la rinuncia a sottolineare la diversità della sinistra, e la dimostrazione dell’appartenenza alla stessa casta, a un ceto politico estraneo e parassitario. E anche la premessa di una serie interminabile di sconfitte.

 

a.m. 11/9/10

 



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-331
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
11 settembre 2010
Parole chiave originali
«Bertinotti», «Tremonti», «Padoa Schioppa», «Prodi», «PRC»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-331.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 11 settembre 2010. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=331:bertinotti-conferma&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-331.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 22 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-331.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 610 parole.
  4. Edizione AM-331.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 6 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • autore ricavato da una firma nel testo

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Antonio Moscato, «La conferma di Bertinotti», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 11 settembre 2010; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/331.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2010, 11 settembre). La conferma di Bertinotti. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/331.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗