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Il fattore che manca

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Il 14 dicembre, il fattore che manca

Nota quotidiana

Gli studenti hanno finalmente movimentato la politica fuori dai giochi di palazzo. Forse possono bloccare anche la riforma Gelmini. Si può replicare il 14 dicembre con un'iniziativa davvero partecipata, condivisa unitaria e plurale.

non archiviato

Salvatore Cannavò

Il 14 dicembre, il fattore che manca

E' una boccata d'ossigeno salutare la protesta studentesca che ha segnato l'Italia intera. Il fattore che finora mancava in una politica fatta solo di tattiche, di manovre, di avanzamenti e arretramenti insopportabili in un avvitamento di palazzo distante dalle vite reali. Ed è stata meritoria anche quell'irruzione, tutto sommato allegra e timorosa, verso il portone del Senato che tanto scandalo ha destato tra chi tutti i giorni lo scandalo lo rappresentanza con la propria faccia e che invece ci ha fatto rallegrare. Perché il finto assalto ha segnalato il crinale su cui oggi è innestata la crisi della politica, il cortocircuito apparentemente irreversibile, tra politica dei rappresentanti e politica dei rappresentati. Quest'ultimi sembrano essere soggetti privi di dignità, di voce, di esistenza in vita mentre nelle aule parlamentari, a loro volta svuotate e sottomesse ai diktat di governo, sulla loro vita si gioca e si chiacchiera. La riforma dell'Università è solo l'ultimo degli esempi ma che dire del Collegato Lavoro approvato qualche giorno fa e che rende la vita dei precari molto più infernale?
Probabilmente la vivacità e la capacità degli studenti di sfidare anche i manganelli della polizia per dimostrare di essere un soggetto adulto, meritorio di attenzione e degno di rispetto non sarà imitata facilmente. Ma se da questa crisi vischiosa, da "fine regime" e della quale anche l'opposizione contribuisce ad alimentare i connotati peggiori - con minuetti ed esitazioni - vogliamo uscire con una prospettiva migliore non possiamo fare a meno di un sano protagonismo sociale e diretto. Non c'è alternativa. A meno di volersi baloccare nell'illusione dell'impossibile governo da Fini a Vendola o restare appesi agli umori di Casini o, peggio, della Carfagna di turno in un gioco al massacro già visto altre volte e che ha mortificato gran parte del mondo della sinistra o semplicemente progressista.
Allora bisognerebbe prendere un impegno: staccare per qualche giorno la spina dall'osservazione spasmodica di quanto accade in parlamento o nelle riunioni riservate tra i vari pezzi della politica e provare, invece, a farla davvero la politica. Oggi gli studenti l'hanno fatto, contribuendo non poco a determinare il rinvio dell'approvazione della riforma Gelmini. Bisogna riprendere questa lezione e provare a portarla il più avanti possibile.
Da più parti circola ora la proposta di ritrovarsi in tanti davanti a Montecitorio il 14 dicembre, il giorno della fiducia al governo. Studenti, precari, migranti, popolo dell'acqua, comitati contro le discariche, operai, lavoratori del pubblico impiego, ambientalisti, semplici democratici. Una bella prova di democrazia diretta da contrapporre al gioco di palazzo e da far vivere anche come fattore esterno in grado di accelerare la cacciata di Berlusconi. Sarebbe una buona prova di movimento che avrebbe bisogno, però, di un meccanismo di partecipazione e autodeterminazione dell'incontro, evitando di fare le comparse dello spettacolo mediatico. Se gli studenti invitassero tutti a discuterne nei prossimi giorni si potrebbe forse realizzare un appuntamento di reale unità ed efficacia. Un'iniziativa di movimento, di "altra politica", quel fattore che, appunto, ancora manca.

Da Il megafonoquotidianoorig.



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-388
Autore
Salvatore Cannavò
Pubblicato sul sito
30 novembre 2010
Parole chiave originali
«Movimento degli studenti», «unificazione delle lotte»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-388.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 30 novembre 2010. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=388:1412-il-fattore-che-manca&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-388.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 1 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-388.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 553 parole.
  4. Edizione AM-388.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
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Come citare

Salvatore Cannavò, «Il fattore che manca», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 30 novembre 2010; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/388.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Cannavò, S. (2010, 30 novembre). Il fattore che manca. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/388.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗