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Almeyra su Cuba (it)

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

L’APERTURA DEL VI CONGRSSO DEL PC CUBANO

Prime conclusioni

Guillermo Almeyra

 

L’imponente parata militare che ha preceduto il Congresso del Pcc, rinviato per nove anni, e il discorso di Raúl Castro, massimo dirigente militare ed ora politico di Cuba, hanno lo stesso significato. Una parte della burocrazia, quella più efficiente e giustificabile, date le condizioni di Cuba intende rafforzare infatti l’apparato di Stato, il decisionismo verticistico e la disciplina, cercando di tentare di far quadrare il cerchio, mettendo insieme, non si sa come, la pianificazione (in realtà, la progettazione, che non è la stessa cosa) e il mercato, che a Cuba dipende dal mercato mondiale ed è, per definizione, caotico, volubile, incontrollabile.

Per questo richiama all’ordine il Partito, che con il suo “immobilismo fondato su dogmi e una massa di slogan” (secondo Raúl Castro), i suoi privilegi al momento di occupare posti per assegnarli a persone non qualificate e la sua usurpazione del potere decisionale che spetta ai capi (li definisce così) delle imprese, ha intralciato tante volte l’applicazione di indirizzi e risoluzioni.

Nel discorso di Raúl Castro campeggia la decisione di combattere burocraticamente i settori meno moderni ed efficienti della burocrazia – quello statale e quello dei burocrati di partito interpreti dei sacri testi ripresi dal “socialismo reale”. Il discorso ha un senso alla Deng Xiaoping, con un’infarinatura peculiarmente cubana più libertaria, ed è contraddistinto da un forte pragmatismo e dall’abbandono della preoccupazione teorica socialista. Questo lo induce a parlare, rispetto alla tessera (libreta) di rifornimento [di generi alimentari] che propone di eliminare nel prossimo futuro, del “nocivo carattere egualitarista” del principio che la ha istituita (fornire a tutti un adeguato livello di consumo), o a sostenere che “nella Rivoluzione è detto tutto” (eliminando così – in omaggio alla disciplinata applicazione delle direttive – il dibattito con la popolazione, la recezione delle sue idee e delle sue iniziative, la discussione nel Partito stesso, vale a dire tutto ciò che fa crescere politicamente partecipando al socialismo).

Il discorso condanna implicitamente l’egualitarismo e sostituisce il diritto di tutti (ad esempio, a un consumo decente, grazie al sussidio) con l’assistenzialismo dall’alto e paternalista (sussidi rivolti solo a chi è privo di tutto, così come funziona in qualunque moderno Stato capitalista).

Rafforzare la disciplina e il verticismo nelle imprese, accrescere il potere dei “capi”, non ritardare e meno ancora ostacolare le risoluzioni che arrivano per essere applicate immediatamente, mettere il partito in posizione subordinata di fronte all’apparato statuale (il primo non può infatti “guidare” il secondo se non possiede una libera e intensa vita interna), trasformare i mezzi di informazione in strumenti migliori e più efficaci di diffusione delle posizioni ufficiali (quando il fatto di non essere ricettori delle inquietudini e delle proposte popolari li rendono pressoché illeggibili): queste sono le proposte.

Si tratta di misure d’apparato in cerca di un’efficienza d’apparato e puntano, sempre come apparato, ai rapporti al livello dello Stato con altri apparati, ad esempio quello della Chiesa cattolica, che ha influenza di massa, politica e mediatica a livello internazionale (non così per le altre Chiese).

Il discorso di Raúl, tra l’altro, cammina come sui carboni ardenti quando parla della situazione internazionale, senza ricavare da questa conclusioni per la difesa di Cuba.

Parla, ad esempio, correttamente della profondità della crisi mondiale, ma non ne deduce che occorrerà affrontare la terribile carenza di combustibile e di generi alimentari, e in quali posti lo si dovrà fare; parla delle catastrofi ecologiche, ma non si sofferma a prepararne meglio la difesa civile, né a decidere politiche; cita la rivolta del mondo arabo ma senza una visione autocritica della posizione assunta in un primo momento, secondo cui tutto rispondeva a un piano imperialista.

È evidente che, oltre all’urgente compito di ringiovanire la direzione del Partito e dello Stato e di preparare questi nuovi dirigenti con metodi e concezioni diverse, si dovrà accelerare lo stesso riarmo marxista degli analisti cubani, poiché questi guardano a governi e Stati, ma non vedono popoli e problemi e non collegano le prospettive cubane al contesto mondiale nel quale l’Isola si muove.

 

Ho inserito volentieri questo asciutto articolo di Guillermo Almeyra, arrivato dopo l’inserimento del mio primo commento al congresso, perché giunge alle mie stesse conclusioni con migliore capacità di sintesi. La traduzione è di Titti Pierini.

[a.m. 18/4/11]



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-475
Autore
Guillermo Almeyra (postilla di Antonio Moscato)
Pubblicato sul sito
18 aprile 2011
Parole chiave originali
«Almeyra», «Fidel Castro», «pianificazione»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-475.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 18 aprile 2011. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=475:almeyra-il-congresso-cubano-it&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16
  2. Cattura AM-475.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 26 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-475.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 716 parole.
  4. Edizione AM-475.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Guillermo Almeyra, «Almeyra su Cuba (it)», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 18 aprile 2011; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/475.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Almeyra, G. (2011, 18 aprile). Almeyra su Cuba (it). In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/475.html

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