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Disgustoso ma chiarificatore

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Disgustoso ma chiarificatore il toto-ministri

Disgustoso ma chiarificatore, il toto ministri! Lasciamo perdere le pretese di Berlusconi, che non a caso vorrebbe la riconferma del suo fidato Nitto Palma alla Giustizia e della Gelmini, per accattivarsi il Vaticano fino all’ultimo (ma alla riforma Gelmini era favorevole anche Monti in quanto rettore della Bocconi…).

Ma tutti i nomi di cui si parla sui grandi quotidiani fanno rabbrividire: Ichino al Welfare (perché è del PD, ma ha un programma più duro di Sacconi per la sua definitiva cancellazione); Buttiglione all’Istruzione, se la Gelmini appoggiata da Berlusconi risultasse impresentabile, ma è in gioco anche il contestatissimo presidente del CNR Francesco Profumo, ex rettore del Politecnico di Torino, di centrosinistra, nominato dalla Gelmini e detestato dai ricercatori; Livia Turco alla Sanità (quella della “Turco Napolitano”, che aprì la strada alla “Bossi-Fini”); Frattini agli Esteri o agli Interni…  Il nuovo che avanza, insomma! Vedremo.

Per giunta finora non si vedono i presunti “tecnici”. Sono tutti politici, come d’altra parte è Mario Monti, che è stato esponente della Goldman Sachs e del grande capitale internazionale. Come lo stesso Prodi. Presentarli come tecnici, è pura mistificazione…

Si parla anche di Lamberto Dini, logicamente proposto come premier proprio da Berlusconi: rende bene l’idea di cosa vorrebbe da questo governissimo: Dini era ministro dell’economia del primo governo Berlusconi, che cadde proprio nel 1994 per l’enorme mobilitazione popolare contro la “riforma delle pensioni”. Ma caduto Berlusconi (grazie allo sganciamento della Lega, sempre attenta a salvarsi scaricando il malcontento su altri), Dini riuscì, con l’appoggio del centrosinistra e la complicità di tutti e tre i grandi sindacati confederali a realizzare quel che non era riuscito a Berlusconi…

 “Baciare il rospo”, consigliò allora il manifesto alla sinistra che c’era ancora, e i risultati si sono visti. Ma anche oggi in molti sono pronti a “baciare il rospo”, che per giunta questa volta a differenza di Dini è bello ed elegante, accontentandosi come Vendola di chiedergli che cessino le missioni di guerra e ci siano solo quelle di pace (subito accontentato da Napolitano: sono tutte di pace!). Per Vendola è un vecchio vizio, “anche allora fu tentato dal “rospo”…

Povero Di Pietro, con la sua rozza demagogia non ha raccolto solo gli Scilipoti nelle sue liste, ma anche un buon numero di sostenitori che non riescono oggi a capire i suoi legittimi dubbi su questa nuova operazione (anche perché Di Pietro non sa argomentare bene, e magari ricorre a esempi scandalosi come quello dei “due uomini in un solo letto”). Così viene messo al bando. Ma forse è meglio per lui, magari gli andrà meglio al momento delle elezioni. D’altra parte non poteva cavarsela bene come Vendola, che non avendo deputati, può tenersi nel vago…

Nel vago non rimane invece Giuliano Pisapia, che confermando quel che ho sempre detto di lui (onesto ma molto ingenuo), ha subito abboccato, e dichiara al “Corriere della sera” che “un governo affidato al senatore Mario Monti sarebbe la soluzione migliore” , anche perché “dovrà seguire le indicazioni che provengono dall’Europa”. Non si domanda: chi è questa “Europa”?

Comunque Pisapia è certo che Monti “sarà capace di non colpire chi è già stato tartassato” (quindi i cittadini milanesi che hanno già avuto da Pisapia l’aumento del 50% delle tariffe di bus e metro…) Pisapia è “molto fiducioso”, ribadisce, “perché Mario Monti sa bene quanto siano importanti temi come Expo”… Certo la grande finanza lo sa benissimo.

L’operazione governissimo è ancora in alto mare, ed è difficile dire se e come si concretizzerà, ma è già rivelatrice della costante pulsione al suicidio di gran parte di quel che resta della sinistra…

(a.m. 11/11/11)



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-646
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
11 novembre 2011
Parole chiave originali
«Mario Monti», «Vendola», «Pisapia», «Di Pietro», «Gelmini»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-646.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 11 novembre 2011. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=646:disgustoso-ma-chiarificatore&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-646.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 26 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-646.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 612 parole.
  4. Edizione AM-646.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Antonio Moscato, «Disgustoso ma chiarificatore», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 11 novembre 2011; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/646.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2011, 11 novembre). Disgustoso ma chiarificatore. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/646.html

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