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Gravissimo, dalla val di Susa

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Lo aveva detto Manganelli, superpagato manager della polizia. Aveva detto che stava per scapparci il morto e i suoi sono quasi riusciti a trasformarlo profeta in patria. Luca Abbà, uno degli attivisti più noti e proprietario di uno dei terreni da espropiare, è gravissimo al Cto di Torino. E’ un contadino dell’Alta Valle. Difendeva la terra che gli dà da vivere.

E’ stato intorno alle 8: la polizia in assetto antisommossa è uscita dalle reti ed ha circondato la Baita Clarea intimando ai No Tav di andarsene. Volevano prendersi la Baita e occupare l'intera zona per avviare i lavori del tunnel geognostico propedeutico al temuto tunnel ferroviario. Sui siti mainstrem la si dà la notizia con noncuranza: “E' iniziato questa mattina all'alba l'allargamento del cantiere della Tav a Chiomonte. Sulla base di un'ordinanza del prefetto che ha disposto la procedura d'urgenza per l'allargamento del cantiere operai e forze e dell'ordine hanno iniziato ad ampliare il perimetro delle recinzioni verso i terreni dei privati. L'intera area del cantiere è da gennaio sito nazionale di interesse strategico”. L’“incidente” è un inciso in mezzo all’articolo.

Luca Abbà era salito su un traliccio dell'alta tensione, inseguito dai gloriosi “Cacciatori di Calabria”, una specie aggressiva di carabinieri, viene obbligato a salire più in alto, cade da una decina di metri dopo essere stato folgorato. Dopo 45 minuti non era ancora arrivata l'elisoccorso. La polizia impedisce ai compagni di Abbà avvicinarsi e crea difficoltà perfino a una dottoressa che proca a soccorrere Luca. «E' stato colpito da elettricità a media tensione, muove le gambe, è cosciente e orientato, sospetta lesione interna con versamento, vasta emorragia interna, probabili fratture sterno e costole, ustioni di secondo grado», dicono dall’ospedale.

«Mi sono arrampicato sul traliccio dopo essere sfuggito ai controlli. La situazione è tranquilla e non vedo violenze. Sono riuscito a svicolare. Mi guardavano attoniti. Gliel'ho fatta sotto il naso un'altra volta», aveva detto Luca Abbà in un collegamento con Radio Blackout. Numerosi No Tav si stanno raccogliendo a Giaglione per dirigersi alla Baita. Da venerdì, i tutori dell’ordine si stavano raccogliendo negli alberghi e nelle caserme di Torino a della Val Susa.

Ieri sera si era svolta una riunione dei Comitati No Tav trasformatasi in una assemblea popolare. L'assemblea aveva ribadito la volontà di resistere all'occupazione e di mettersi di mezzo per contrastare l'imposizione violenta dell'occupazione prevista per domani. La polizia per timore della resistenza popolare ha anticipato l'attacco a questa mattina confermando l’approccio guerresco dell’intervento. In tarda mattinata sarebbe già stata interamente delimitata l'area di interesse strategico nazionale di ampliamento del cantiere della Maddalena. All'interno dell'area, spiega il bollettino di guerra, la polizia sarebbe «a tutela delle maestranze Ltf». Il Prefetto ha interdetto la circolazione di persone e mezzi, nell'area della Val Clarea, la strada comunale per Frazione San Rocco e quella per Frazione San Giovanni a Giuaglione mentre nel comune di Chiomonte via Roma, la strada provinciale 233 ed è vietato l'accesso a tutti i sentieri e alle aree prative e silvestri dei due comuni. «Sembra un film di guerra – racconta a ilmegafonoquotidiano Nicoletta Dosio – ma è una guerra impari. Loro hanno le armi e noi nulla!».

C’è un appuntamento alle 11,30 a Bussoleno mentre, in molte altre città italiane si stanno convocando presidi di “complicità” con la Valle che resiste e per denunciare il primo sacrificio umano in onore della dannosissima grande opera. Secondo il Legal team del movimento, l'esproprio dei terreni costituisce «una vera e propria emergenza democratica». Ltf si è presentata nuovamente soltanto con un'ordinanza prefettizia in palese violazione dell'articolo 2 del Testo unico di Pubblica sicurezza, che prescrive quella procedura soltanto in casi di estrema urgenza, che qui non vi sono. Immediato il ricorso al Tar del Piemonte.

Un altro ragazzo è salito sul traliccio da cui, un'ora e mezza fa, è caduto Luca Abbà. Il ragazzo si trova ora a dieci metri da terra. L'autostrada Torino-Bardonecchia, chiusa per mezzora tra Susa e Bardonecchia, è stata riaperta al transito. La Confederazione unitaria di base di Torino ha indetto uno sciopero generale provinciale per protestare contro l'esproprio dei terreni per l'ampliamento del cantiere della Tav in Val Susa.

Checchino Antonini



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-763
Autore
Checchino Antonini
Pubblicato sul sito
27 febbraio 2012
Parole chiave originali
«Val di Susa», «Manganelli», «ipocrisia»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-763.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 27 febbraio 2012. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=763:gravissimo-dalla-val-di-susa&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-763.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 1 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-763.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 695 parole.
  4. Edizione AM-763.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Checchino Antonini, «Gravissimo, dalla val di Susa», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 27 febbraio 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/763.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Antonini, C. (2012, 27 febbraio). Gravissimo, dalla val di Susa. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/763.html

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