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Chi ha paura del voto greco?
Chi ha paura del voto greco?
La maggior parte dei titoli, in terzo piano, minimizzano o esorcizzano il risultato greco, lanciando solo l’allarme per il 6,7% del neonazista Xrisi Avghi, ma sorvolando che ha beneficiato della sparizione del partito di estrema destra LAOS, che era addirittura al governo. Tipica “La Repubblica”, che non accenna neanche all’avanzata delle sinistre. Mentre “il Tempo” almeno parla di “fasciocomunisti”. È invece nettamente positivo non solo il successo di Syriza, ma il nuovo rapporto che si delinea nella sinistra grazie alla severa batosta che ha subito il Pasok, al contenimento del settario KKE (che veniva invece dato nei pronostici più o meno allo stesso livello di Syriza) e al modesto risultato della Sinistra Democratica, moderatissima perché timorosa del presunto estremismo di Syriza. Se sarà capace di rilanciare la proposta di un fronte comune della sinistra, Syriza lo farà confortata da un netto successo. I risultati sono ancora parziali, li commenteremo dopo, ma intanto possiamo congratularci con Syriza. [Per capire perché, rinvio all’articolo inserito ieri Grecia: la crisi politica…]. E intanto riproduco il primo commento di Argiris Panagopoulos dal sito del Manifesto.
PS Ma perché non ho neppure citata la "vittoria storica" di Hollande, che riempie le prime pagine? Perché è meglio aspettare i primi atti di governo per capire se è stata una "vittoria storica della sinistra", e una "speranza per l'Europa"...
(a.m. 7/5/12)
Grecia, boom di Syriza.
Astensione record al 40%
Argiris Panagopoulos
06.05.2012
In Grecia il partito di maggioranza relativa è quello del centrodestra, ma solo con il 20%. Il secondo partito è la coalizione di sinistra "sociale" Syriza, crollano i Socialisti. Exploit del partito neonazista. Nuova Democrazia e Psok chiedono un governo di "unità nazionale"
I Memorandum e le politiche neoliberali della troika hanno ucciso il bipartitismo in Grecia e hanno distrutto il partito socialista. Però la Nuova Democrazia e il Pasok, grazie alla legge elettorale, avranno una esigua maggioranza. Ma così debole che difficilmente potrà applicare a giugno nuovi tagli di 11,5 miliardi.
La sinistra radicale Syriza ha raccolto la speranza dei greci progressisti e di sinistra per l’uscita dalla crisi con politiche di sviluppo e occupazione, costringendo la moderata Sinistra Democratica e il dogmatico Kke a misurarsi già dai primi risultati con la sfida dell’unità della sinistra contro i governi dei banchieri e dei speculatori che distruggono la società greca.
La Grecia democratica è sconvolta per l’ingresso dei neofascisti di “Xrisi Avghi” nel parlamento, grazie alla xenofobia che hanno alimentato i governi di Papandreou e ancor di più di Papadimos. I neofascisti hanno guadagnato voti da Nuova Democrazia e dall’estrema destra di Laos.
Quando si è giunti allo spoglio del 52,54% dei voti i risultati sono questi: la Nuova Democrazia prende il 20,02% e 111 seggi, la coalizione della sinistra radicale Syriza viene seconda al 16,06% e 49 seggi, quadruplicando quasi i suoi voti dal 4,60% del 2009 e dopo una scissione, mentre i socialisti del Pasok crollano in tutto il paese con il 13,78% e 42 seggi. I “Greci Indipendenti” di Kammenos con 10,45% e 31 seggi, Il Kke con 8,37% e 26 seggi, i neofascisti di “Xrisi Avghi” con 6,87% e 21 seggi e la Sinistra Democratica con 6% e 19 seggi, mente Laos, Verdi e Alleanza Democratica restano fuori dal parlamento.
Nonostante, aldilà delle percentuali, gli elettori greci abbiano chiaramente bocciato il Memorandum, Nuova Democrazia e Psok hanno sostenuto nelle prime dichiarazioni la necessità di formare un governo di coalizione capace di rispondere alle richieste del'Unione europea. Il leader del partito socialista greco Evangelo Venizelos ha auspicato la formazione di una "coalizione dei partiti favorevoli al Memorandum". Antonis Samaras, leader di Nea Dimocrati, ha parlato esplicitamente di un "governo di salvezza nazionale", a cui dovrebbero partecipare "tutti i partiti favorevoli alla permanenza della Grecia nell'area dell'euro". Specificando che sarà necessario chiedere delle "modifiche" al Memorandum.
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-854
- Autore
- Argiris Panagopoulos (introduzione di Antonio Moscato) · attribuzione da verificare
- Pubblicato sul sito
- 7 maggio 2012
- Parole chiave originali
- «Grecia», «Suriza», «Pasok», «il manifesto»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-854.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 7 maggio 2012. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=854:chi-ha-paura-del-voto-greco&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
- Cattura AM-854.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 16 gennaio 2021.
- Testo estratto AM-854.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 645 parole.
- Edizione AM-854.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
- Interventi
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- autore proposto dal programma, da verificare
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Come citare
Argiris Panagopoulos, «Chi ha paura del voto greco?», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 7 maggio 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/854.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Panagopoulos, A. (2012, 7 maggio). Chi ha paura del voto greco?. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/854.html