Il progetto di recupero a cura di Leonardo Lomartire · lelomar.substack.com
Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

Rubriche › Ipocrisie e dimenticanze...

Assediare i palazzi, non entrarci!

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

A difesa dell'art.18 la Fiom proclami sciopero generale! Assediare i palazzi, non entrarci! 

di Sergio Bellavita

 

Ancora un appello di Sergio Bellavita, della segreteria nazionale FIOM, perché il suo sindacato si assuma la responsabilità di organizzare lo sciopero generale e l’assedio delle due camere che devono approvare definitivamente la sostanziale cancellazione dell’articolo 18. Sarebbe tanto più necessario in un momento in cui il parlamento è sempre più screditato: non solo approva qualunque proposta indecente del governo Monti-Fornero, ma non esita neppure a negare l’autorizzazione all’arresto di un miserabile trafficante di voti e di milioni come Sergio De Gregori, con una larghissima maggioranza, quindi con l’apporto di decine di senatori del PD che hanno scelto di fare i “franchi tiratori” in nome di una squallida solidarietà di categoria. Bellavita conclude polemicamente che organizzare il presidio permanente dei palazzi, significa anche rifiutare di interloquire, come nell'iniziativa di sabato 9 proposta da Landini, con partiti di governo come il PD, al cospetto del quale il moderato Hollande è un temibile sovversivo. (a.m.7/6/12)

 

 

7.6.2012
Sarà  necessario aprire una riflessione profonda su quanto sta accadendo in questi ultimi  mesi sul terreno sociale. Sarà  necessario e impellente farlo per chi si pone il problema di verificare, fuori dalla retorica di piazza o mediatica, l'adeguatezza o meno della risposta che  è in campo rispetto alla inaudita gravità dell'attacco che viene portato da padroni governo e dai loro complici. Dobbiamo purtroppo constatare che stiamo procedendo a passo spedito verso la sconfitta sociale più cocente dal dopoguerra ad oggi e senza nessuna vera resistenza organizzata.
Al di là dei tempi della dinamica parlamentare, da qui a poche settimane lo screditato e mai cosi poco amato parlamento italiano approverà la sostanziale cancellazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori, rendendo praticamente libero il licenziamento per instaurare, grazie al drammatico combinato disposto con la crisi e i suoi effetti, la paura nelle fabbriche, negli uffici.
Prima della necessaria riflessione vorrei però  si facesse di tutto per tentare di bloccare il Parlamento.
L'agenda dell'opposizione sociale è clamorosamente scarna di impegni. Sono programmati presidi davanti al parlamento venerdì 8, la Fiom sostiene iniziative il 13 e il 14.  Il 22 giugno il variegato mondo del sindacalismo di base ha proclamato sciopero ed è un fatto positivo sebbene non sia lo sciopero generale di cui abbiamo un disperato bisogno. Oggi solo la Fiom, grazie allo straordinario consenso che in questi due anni si è accumulato potrebbe rappresentare il perno su cui costruire un vasto fronte sociale. La proclamazione dello sciopero generale dei metalmeccanici avrebbe il pregio di aggregare tutte le soggettività resistenti. Produrrebbe nuove pressioni verso un gruppo dirigente cgil appagato dalla finta modifica sull'art. 18. 
Lo sciopero Fiom rimetterebbe al centro della discussione del paese l'art. 18, mentre oggi è del tutto evidente che in campo ci sono solo le pressioni di segno opposto, da Confindustria a settori politici. Lo sciopero Fiom potrebbe essere il volano per quella mobilitazione generale, prolungata che è resa necessaria dalla dimensione dello scontro.  Ma il segretario generale Landini ha detto no, prima in segreteria poi all'assemblea dei delegati Fiom, ad una nuova proclamazione di sciopero della sola Fiom dopo quello dello scorso 9 marzo. Capisco la necessità di chiedere conto ad una Cgil che proclama 16 ore di sciopero per non farle, ma se non lottiamo ora, prima che il parlamento cancelli l'art. 18,quando lo faremo?
Se non ora quando?
Dobbiamo proclamare sciopero generale e da subito organizzare il presidio permanente dei palazzi, evitando di interloquire, come nell'iniziativa di sabato 9, con partiti di governo come il PD, al cospetto del quale il moderato Hollande è un temibile sovversivo. I palazzi vanno presidiati, non bisogna entrarci.

 



Tags: FIOM  CGIL  Landini  Camusso  Bellavita  PD  Hollande  De Gregori  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-897
Autore
Sergio Bellavita (introduzione di Antonio Moscato)
Pubblicato sul sito
7 giugno 2012
Parole chiave originali
«FIOM», «CGIL», «Landini», «Camusso», «Bellavita», «PD», «Hollande», «De Gregori»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-897.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 7 giugno 2012. http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=897:assediare-i-palazzi-non-entrarci&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
  2. Cattura AM-897.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 27 gennaio 2021.
  3. Testo estratto AM-897.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 618 parole.
  4. Edizione AM-897.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 8 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • autore ricavato da una firma nel testo

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Sergio Bellavita, «Assediare i palazzi, non entrarci!», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 7 giugno 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/897.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Bellavita, S. (2012, 7 giugno). Assediare i palazzi, non entrarci!. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/897.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗