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Giustizia non bendata
Qualche riflessione sulle condanne di Gratteri, Luperi e soci
di Gigi Malabarba
La conferma della condanna in via definitiva di alcuni dei poliziotti responsabili della mattanza alla Diaz può apparire a prima vista come uno spiraglio di luce, anche perché - con la sospensione dai pubblici uffici per cinque anni - il capo nazionale dello Sco, quello dell'Anticrimine e uno dei dirigenti dell'Aisi tra gli altri dovranno essere rimossi da quegli incarichi nazionali voluti come promozioni dall'allora capo della polizia De Gennaro. Un'assoluzione proprio di tutti i poliziotti che avesse rovesciato in Cassazione la sentenza d'appello come per l'attuale sottosegretario con delega ai servizi avrebbe suscitato un sentimento di impunibilità delle forze dell'ordine forse eccessivo. E inopportuno.
Guardiamo i fatti. La prescrizione aveva già tolto di mezzo il reato più grave, quello di lesione in assenza di quello di tortura che in Italia non esiste. Per cui le condanne sono relative alla falsificazione dei verbali, non al massacro a freddo di 61 persone. Il capo della catena di comando, come si è detto, è stato assolto in Cassazione e premiato con l'ingresso nel governo Monti. E questi particolari, insieme all'assenza di qualsiasi commissione d'inchiesta, all'affossamento in tutte le sedi anche dell'idea di celebrare un processo per l'assassinio di Carlo Giuliani, costituiscono un bilancio assai negativo sul piano politico-giudiziario di quella vicenda.
Ma sarebbe sbagliato non vedere oggi un altro fatto assai inquietante: la Cassazione ha colpito nel modo più lieve possibile alcuni funzionari di PS, che sicuramente saranno lussuosamente parcheggiati da qualche parte per cinque anni in qualche consulenza di De Gennaro, ma così facendo lascia la porta aperta alla condanna definitiva fra qualche giorno di 10 ragazzi a 100 anni complessivi per “devastazione e saccheggio”. Un colpetto al cerchio per scassare completamente la botte.
La Corte apparirà così imparziale, mentre sarà vero il contrario, e cioè che poliziotti e carabinieri sono impuniti per i loro crimini, mentre i manifestanti pagheranno salatissimamente come chiaro monito nei confronti di chi lotterà nei prossimi mesi. Vorrei sbagliarmi, ma temo che il verdetto del 13 luglio sui 10 manifestanti sia già stato scritto oggi.
Quanto a De Gennaro, sarebbe bene almeno chiederne le dimissioni dal governo, non solo per ragioni morali, ma perché promosse gli attuali dirigenti condannati proprio in virtù dei meriti acquisiti al G8 di Genova, dato che quei 'meriti' almeno in parte sono stati riconosciuti come reati gravi.
Gigi Malabarba
(Gigi Malabarba ha seguito costantemente le vicende dei processi sul massacro di Genova come militante e senatore, membro della commissione sui servizi segreti).
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-932
- Autore
- Gigi Malabarba
- Pubblicato sul sito
- 6 luglio 2012
- Parole chiave originali
- «De Gennaro», «Cassazione», «Malabarba», «giustizia», «ipocrisia», «Genova», «scuola Diaz»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-932.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 6 luglio 2012. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=932:giustizia-non-bendata&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
- Cattura AM-932.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 5 dicembre 2020.
- Testo estratto AM-932.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 435 parole.
- Edizione AM-932.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare
Gigi Malabarba, «Giustizia non bendata», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 6 luglio 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/932.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Malabarba, G. (2012, 6 luglio). Giustizia non bendata. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/932.html