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Compagni di merenda

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Compagni di merenda

Mario Monti e François Hollande si sono trovati a Lione con i loro governi quasi al completo per appoggiarsi l’uno all’altro: Hollande ha dato un “avallo di sinistra” alla No TAV, Monti ha speso a favore del collega francese il prestigio di cui immeritatamente gode a livello internazionale, tra chi non sperimenta la sua politica sulla propria pelle. Monti ha fatto anche lo spiritoso autoincensandosi e attribuendosi il merito della diminuzione dello spread, che invece era dovuta alla notizia che il governo greco comincia a riacquistare parte del suo debito, utilizzando a questo scopo parte dei nuovi prestiti internazionali che gli sono stati concessi a questo scopo, che così tornano al mittente senza nemmeno dover passare per Atene. Una notizia che logicamente rinfranca “il mercato”… È una vecchia tecnica che era già stata descritta oltre cento anni fa da Rosa Luxemburg a proposito del debito egiziano, nel suo L’accumulazione del capitale (uno stralcio è sul sito: I prestiti internazionali).

Hollande finora non si era mai speso a favore del tunnel Torino Lione, seriamente contestata da alcuni suoi ministri e soprattutto dalla Corte dei Conti francese, che ha ripreso molte delle critiche dei No TAV italiani, e ha dichiarato che i costi previsti sono lievitati già dai 12 ai 26 miliardi di euro: ora Hollande l’ha difeso, sia pure lasciando trasparire la possibilità di altri rinvii. Gli italiani parlano di un’opera da realizzare nel 2026, i francesi nel 2028 o 2029… Intanto gli uni e gli altri tacciono sul fatto che il traffico sulla direttrice Torino Lione è calato negli ultimi anni da 10 a 3,9 milioni di tonnellate l’anno, mentre la linea esistente potrebbe consentire il passaggio di ben 32 milioni di tonnellate. Che non ci sono, o prendono altre vie, sia pure non TAV, passando per la Svizzera…

Insomma qualche osservatore attento (penso allo stesso quotidiano “la Stampa” di Torino, che finora era favorevolissimo all’impresa) comincia a pensare che l’annuncio dell’inizio dei lavori nel 2014 sia solo fumo, tanto più che Hollande ha ribadito che l’opera si farà, ma solo se arriveranno i finanziamenti europei, che per ora sono molto incerti ed anzi contrastati da molti paesi. En passant, comporteranno 150 assunzioni: altro che creazione di moltissimi posti di lavoro, come si è ripetuto da sempre in Italia!

Tutto inutile allora? No, per qualcuno il vertice è stato utilissimo per due ragioni: la prima è che anche se alla fine il tunnel non si farà, si continuano a buttare soldi in progetti ancora lontanissimi dall’essere realizzabili ma molto remunerativi per chi ha accesso a queste mammelle. L’occupazione cresce sicuramente solo tra i poliziotti che devono presidiare ogni casa e ogni baita… In poche parole, i miliardi che ci sono, insufficienti per completare l’opera, possono essere dispensati a pioggia sui molti clienti interessati ai lavori preparatori (come accade anche per il Ponte sullo Stretto, che non si fa, mentre si fanno in zona costose e assurde infrastrutture). Utilissimo, ho detto, ma chiaramente solo per “Lorsignori”…

La seconda ragione è che è stata sperimentata nuovamente qualche altra tecnica di sospensione e soppressione dei diritti democratici nei due paesi. Alla faccia di chi dice di essere di sinistra e sostiene Monti, e mitizza Hollande, le due polizie in perfetto accordo, e con uno stile che ricordava la Guardia Civil spagnola nell’immediato dopo Franco, hanno fermato per ore i pullman di chi voleva dall’Italia raggiungere Lione per un confronto con i compagni francesi. Contro i presunti “violenti” sono state perfino state sparate cartucce lacrimogene nei pullman, dai “pacifici” sbirri. I pochi che sono riusciti ad arrivare a Lione sono stati rinchiusi in una piazza lontana dal luogo dell’incontro. Anche questa è sicuramente una delle cose decise negli incontri bilaterali. Per realizzare una politica che è dannosa per la grande maggioranza della popolazione, è inevitabile restringere brutalmente i diritti democratici. Naturalmente con la benedizione del più ipocrita presidente che la repubblica italiana abbia avuto, tutto impegnato a trovare una soluzione per il povero Sallusti (che di colpe ne ha tante, ma per cui evidentemente l’affidamento alla Santanché appare davvero un eccesso di pena…). E pensare che qualcuno continua a ripetere: ma almeno ci siamo liberati da Berlusconi. Continuando così, c’è da temere che il peggio debba ancora arrivare…

(a.m. 4/12/12)



Tags: Hollande  Monti  TAV  Torino  Lione  repressione  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1126
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
4 dicembre 2012
Parole chiave originali
«Hollande», «Monti», «TAV», «Torino», «Lione», «repressione»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1126.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 4 dicembre 2012. http://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1126:compagni-di-merenda&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
  2. Cattura AM-1126.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 30 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-1126.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 717 parole.
  4. Edizione AM-1126.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Antonio Moscato, «Compagni di merenda», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 4 dicembre 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1126.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2012, 4 dicembre). Compagni di merenda. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1126.html

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