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Vicini e lontani dagli indignati
Donatella Della Porta da il manifesto e Il megafonoquotidianoorig.
Per i movimenti anti-austerity, il risultato uscito dalle urne non è sicuramente il peggiore che poteva accadere. Molti temi dei movimenti sono stati agitati in modo chiaro dai 5 stelle, seppur diverse pratiche e linguaggi stridono con la tradizione dei movimenti di sinistra. Che pure hanno un'opportunità da cogliere.
5 Stelle. Certamente non è il migliore risultato elettorale possibile ma, per i movimenti anti-austerity, neanche il peggiore. Due altri risultati sarebbero stati certamente molto più rischiosi. Una, vicinissima, vittoria della destra, con o senza Monti, avrebbe portato continuità nelle politiche di riduzione dei diritti sociali e del lavoro che dal governo Berlusconi sono migrate al governo di «grande coalizione» guidato da Mario Monti. Questo risultato elettorale avrebbe sicuramente portato a riempire le piazze, ma con molti incerti risultati. Il secondo risultato certamente peggiore di quello che abbiamo davanti sarebbe stata una maggioranza possibile PD-Monti con, ancora, continuità con il governo precedente sia in termini di politiche ultra-neoliberiste, e la perdita di potenziali alleati (sindacato e associazionismo di sinistra) perduto per la protesta. Si dice che a pochi giorni dall'inizio della protesta degli Indignados in Spagna circolasse la battuta, «Ma i greci cosa fanno, dormono?». Poi, dopo che i greci si erano svegliati, si dice che lì si dicesse, «Ma gli italiani cosa fanno, dormono?», e che infatti gli italiani non sembrava si fossero svegliati. In realtà, il 2011 è stato ancora un anno di proteste anche in Italia; dall'inizio del governo Monti-Pdl-Pd, però, le proteste, pur frequenti, sono però rimaste frammentate.
La bugia di un governo "tecnico", e la realtà di un governo neoliberista sostenuto dal centro-sinistra, ha contribuito infatti a silenziare e scoraggiare lo sviluppo di ampi movimenti. Seppure frammentate, le proteste che pur ci sono state hanno avuto però effetti positivi, almeno nel creare un consenso ampio, e riflesso nei risultati elettorali, attorno all'idea che le politiche di austerità non fanno il bene, ma il male del paese, e dei cittadini. Non solo il fatto che il premier uscente sia il grande sconfitto delle elezioni, ma anche la perdita da parte del Pdl della metà del suo elettorato e da parte del Pd di un terzo del suo, testimoniano di un rifiuto delle politiche degli ultimi anni. Il voto massiccio al Movimento 5 stelle conferma questo rifiuto. Nel programma del movimento i temi del reddito minimo, del no alle grandi opere inutili, della lotta ad una corruzione che rappresenta la sovrapposizione sempre più evidente di potere politico e ricchezza economica, sono presenti, in modo forte e chiaro.
Presente nel Movimento 5 stelle è anche un altro tema centrale delle proteste degli ultimi mesi: la denuncia di una politica istituzionale basata sulla ricerca non della fiducia dei cittadini, ma della fiducia dei mercati, tema costante dell'ex-premier. La democrazia diretta promossa dai 5 stelle è un richiamo ad un'altra politica, una politica di cittadini protagonisti. E' una concezione di democrazia di difficile attuazione, che solo parzialmente tiene conto delle elaborazioni e pratiche dei movimenti sociali che, dai forum sociali in poi, hanno affiancato alle concezioni partecipative di democrazia le pratiche del consenso, dialogante piuttosto che maggioritario. E' anche una concezione che stride con la presenza dominante di un leader, e molto fiduciosa nell'utilizzazione di nuove tecnologie che possono facilitare, ma anche ostacolare, una deliberazione democratica.
Come nel movimento degli indignados in Spagna o di Occupy negli Stati uniti, è anche una concezione molto orizzontale e reticolare, che spesso entra in tensione con pratiche di gruppi, associazioni, organizzazioni di movimenti. Il movimento 5 stelle porta in parlamento tanti cittadini-attivisti che, pur essendosi spesso impegnati in tante proteste locali, non hanno però sempre seguito i processi di socializzazione e riconoscimento dei movimenti più tipici della sinistra. Questo significa anche potenziali difficoltà nel parlare, conoscersi, trovare modi comuni.
C'è però anche la necessità per movimenti, che hanno già in passato difeso in modo convinto il valore positivo della diversità, di avviare un dialogo dal basso, di trasformare le sfide in opportunità per un'altra politica, da sviluppare nelle piazze, ma anche in un parlamento dove le idee e le pratiche dei movimenti sono oggi molto più presenti che in passato.
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-1285
- Autore
- Antonio Moscato · attribuzione presunta
- Pubblicato sul sito
- 6 marzo 2013
- Parole chiave originali
- «Grillo», «M5S», «ilmanifesto», «Il megafonoquotidiano», «Donatella della Porta»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-1285.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 6 marzo 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1285:vicini-e-lontani-dagli-indignati&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
- Cattura AM-1285.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 30 settembre 2020.
- Testo estratto AM-1285.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 709 parole.
- Edizione AM-1285.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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- autore presunto: nessuna firma, testo pubblicato sul sito di Moscato
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Come citare
Antonio Moscato, «Vicini e lontani dagli indignati», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 6 marzo 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1285.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Moscato, A. (2013, 6 marzo). Vicini e lontani dagli indignati. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1285.html