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Dalla FIOM via libera al patto sociale

pubblicato sul sito il · 2 min di lettura

   

 

Venerdì 24 Maggio 2013

di Sergio Bellavita, portavoce Rete 28Aprile FIOM - 

Non sappiamo come si concluderà la cosiddetta trattativa su rappresentanza e democrazia avviata semiclandestinamente tra i vertici di Cgil Cisl Uil e Confindustria. Trattativa che pareva fino a pochi giorni fa  in dirittura d'arrivo ed oggi è nuovamente scomparsa nel mellifluo pantano della difficile composizione dei diversi e sostanziosi interessi padronali,politici e sindacali in gioco. Non conosciamo ovviamente i dettagli dell'accordo che verrà, né il livello di asprezza del sistema sanzionatorio che accompagnerà il nuovo modello di relazioni. Cosi come non sappiamo quale giudizio particolareggiato esprimerà il comitato centrale della FIOM sull'accordo stesso. Quello che sappiamo con certezza èche si prefigura un sistema corporativo, liberticida e autoritario in cui il voto dei lavoratori diventa, non già la conquista del diritto democratico a decidere sui contratti che li riguardano, ma esattamente  lo strumento per accompagnare la contrattazione di ricatto, di restituzione e per impedire infine l'esercizio dell'opposizione sindacale. Così come sappiamo purtroppo, che la maggioranza del gruppo dirigente FIOM ha dato via libera proprio a quel patto sociale. Lo ha fatto in maniera esplicita, senza tentennamenti né infingimenti. ll massimo organismo FIOM riunito giovedì 23 maggio era infatti chiamato a esprimere un giudizio compiuto  sui contenuti della trattativa a livello confederale. La seduta cadeva dopo gli esecutivi unitari del 30 aprile scorso che hanno licenziato l'intesa Cgil Cisl Uil su rappresentanza e democrazia che è oggi oggetto della trattativa con Confindustria.  In relazione  Landini ha presentato l'accordo interno a  Cgil Cisl Uil come una sostanziale affermazione delle battaglie della Fiom per il diritto democratico dei lavoratori di decidere sui contratti che li riguardano. Un giudizio che non condividiamo ed anzi riteniamo reticente rispetto alla vera natura del patto che si profila. Per questa ragione abbiamo provato a ragionare su un solo punto, il tema dell'esigibilità degli accordi. Proponendo di riconfermare quella che pareva un'ovvietà: la contrarietà FIOM al modello Marchionne che esclude i sindacati non firmatari cancellandone la rappresentanza interna e che per questa ragione impedisce il diritto dei lavoratori ad opporsi ad accordi capestro. Il modello, per capirci, che ancora oggi tiene la FIOM e i suoi delegati fuori dai cancelli e senza agibilità. Eppure quella che doveva essere un'ovvietà, è stata considerata addirittura alternativa al giudizio positivo sull'intesa CGIL CISL UIL espresso nell'ordine del giorno finale della segreteria nazionale e posto in votazione contrapposta. L'ennesimo voto di fiducia al segretario che impedisce, ormai da anni, la libera discussione del Comitato Centrale. Una scelta grave che conferma la linea del progressivo rientro, dopo aver abbandonato ogni volontà conflittuale, negli angusti spazi del sindacalismo complice, ne più ne meno di quello che da tempo fanno le altre categorie della CGIL, della CISL e della UIL. Con la sostanziale differenza che chi pagherà il prezzo più alto per questo rientro sono esattamente i delegati e le delegate FIOM che in questi anni hanno lottato, resistito e creduto nel loro sindacato. Non abbiamo detto no a Marchionne perché mancava un posto a tavola, ma esattamente perché volevamo rovesciare quel tavolo imbandito a spese dei lavoratori. La nostra battaglia riparte da qui.

 



Tags: Camusso  FIOM  CGIL  Sergio Bellavita  Landini  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1375
Autore
Sergio Bellavita
Pubblicato sul sito
25 maggio 2013
Parole chiave originali
«Camusso», «FIOM», «CGIL», «Sergio Bellavita», «Landini»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1375.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 25 maggio 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1375:dalla-fiom-via-libera-al-patto-sociale&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-1375.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 27 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-1375.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 527 parole.
  4. Edizione AM-1375.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Sergio Bellavita, «Dalla FIOM via libera al patto sociale», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 25 maggio 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1375.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Bellavita, S. (2013, 25 maggio). Dalla FIOM via libera al patto sociale. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1375.html

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