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Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

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Venezuela– Rivoluzione e diritti umani

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

Pablo Stefanoni*

Avevo esitato prima di pubblicare questo articolo di Pablo Stefanoni, sapendo che avrebbe probabilmente irritato alcuni compagni “bolivariani” che non ammettono la minima critica ai dirigenti venezuelani, o boliviani o ecuadoriani. Tuttavia ho deciso di farlo perché Stefanoni è un compagno impegnato seriamente nella difesa dei processi rivoluzionari nel continente latinoamericano, e proprio per questo ha denunciato questo scadimento in polemiche volgari. Questo adattamento a un linguaggio triviale e inaccettabile, denunciato da Stefanoni, fa venire in mente non solo le UMAP cubane a cui egli stesso fa allusione, ma anche la battaglia culturale di Lev Trotskij, quando ancora era un dirigente di primo piano della rivoluzione, contro i rigurgiti della vecchia società sessista, patriarcale, rozza e volgare. Ne parla in un bel libretto, che ho riportato integralmente nel sito, Rivoluzione e vita quotidiana, di cui raccomando particolarmente i paragrafi su “La battaglia per un linguaggio colto” e su “Un comportamento civile e gentile è 1'indispensabile lubrificante dei rapporti quotidiani”.

Ma segnalo anche volentieri il passo della relazione di Livio Maitan, appena inserita nel sito e ancora non molto visitata(come tutti i testi segnalati solo nella colonnina di sinistra), In difesa del metodo materialista, che verso la fine polemizza anche con il “linguaggio crudo - che negli antichi tempi era chiamato turpiloquio -  diventato una maniera, una nuova retorica, un abito conformistico”. Li raccomando particolarmente a chi non li avesse letti. (a.m. 2/9/13)

Pani, peni e pesci

 

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro, in un lapsus linguae che rientra nel quadro dei suoi punti di riferimento religioso, ebbe a dire che Cristo moltiplicò i “peni”; intendeva dire “i pani e i pesci”, ma i misteri della lingua e del subconscio lo indussero ad incorrere in questo scivolone. Chiunque può commettere errori del genere e non si deve dar loro l’importanza che non hanno, anche se è indicativo che questo venga commesso mentre il governo sta arretrando ampiamente rispetto alla fase di Hugo Chávez e ha incrementato gli attacchi omofobi a Henrique Capriles, il principale oppositore. Nel corso della campagna elettorale, e tra gli applausi dei seguaci, ha baciato in pubblico sua moglie e detto in tono sarcastico: “perché, a me, piacciono le donne”.

Più di recente, ha accusato Capriles di utilizzare i suoi uffici nel governo di Miranda per organizzare orge “denigratorie della stessa condizione umana” (presumibilmente omosessuali), e di far parte di una rete di prostituzione gay; dopo che il direttore degli Uffici ed ex capo della campagna elettorale, Oscar López, è stato accusato di essere coinvolto in crimini di riciclaggio e di frode tributaria, e perciò gli è stata spianata la casa. Il deputato del PSUV venezuelano (Partito socialista unito), Pedro Carreño, si scagliò contro di lui in pieno parlamento: “Rispondi, omosessuale. Accetta il dibattito, finocchio (maricón)”, e mostrò una foto di López vestito da donna e abbracciato a un altro uomo. In seguito, “chiarì” che “il problema non è l’omosessualità (…) possono fare quello che vogliono del loro culo”, ma l’implicazione di oppositori in una rete criminale.

Mario Silva, nel programma televisivo di denuncia “La Hojilla” (“La Fogliolina”), creato di recente, lesse una volta una presunta denuncia politica contro Capriles per aver fatto sesso in macchina con un uomo, fornendo ipotetici dettagli intimi: E ha mostrato fotografie di un giovane dell’organizzazione radicale JAVU, Julio César Rivas, inserite in un portale di contatti gay, chiedendosi sarcasticamente: “Sua madre avrà visto queste foto”? Altre volte ha parlato di “bastardi figli di puttana”, anche se, a prescindere da questo, ha detto di appoggiare i gruppi omosessuali, anche se devono “evitare l’esibizionismo” nelle loro rivendicazioni. Maduro, da parte sua, ha assicurato: “Nessuno di noi è, è stato, né sarà omofobo; al contrario, la rivoluzione ha rivendicato la libertà, l’uguaglianza, il rispetto per l’essere umano”, ed ha anche levato in pubblico una bandiera arcobaleno.

Sicuramente, presentare in antagonismo il popolo virile contro la borghesia effeminata può essere attrattivo, ma non sembra il miglior modo per combattere la destra e le vecchie élites soppiantate. Negli anni 1920, parte della sinistra tedesca associava la “degenerazione sessuale” di omosessuali nazisti in vista, quali Ernst Röhm (ed altri delle SA) alla loro delirante “degenerazione politica” ultradestra. A Cuba, negli anni 1969-1970, vi fu un’ossessiva persecuzione degli omosessuali – che venivano spediti in campi di lavoro e fustigati – ma oggi la situazione è cambiata, in parte grazie al lavoro di Mariela Castro, la figlia di Raúl, dal Centro Nazionale di Educazione Sessuale.

In paesi quali l’Argentina, l’Uruguay ed altri si sono fatti progressi in materia di diritti civili ed è stato approvato il “matrimonio ugualitario” e si sono varate avanzate leggi di identità di genere. Ci auguriamo che il lapsus di Maduro gli faccia capire che a volte le ossessioni giocano brutti scherzi. Non è molto attraente che in un processo di cambiamento sociale e di trasformazioni politico-sociali che hanno dato voce e dignità a milioni di esclusi ci si appelli a risorse primitive per combattere gli oppositori, per quanto di destra possano essere. Una rivoluzione deve servire ad elevare il dibattito e la cultura politica, non per renderla primitiva in nome della lotta alla reazione politica. (Da Perfil, Buenos Aires, 1-9-2013 - http://www.perfil.com/orig.)

* Jefe de redacción de Nueva Sociedad.



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-1484
Autore
Pablo Stefanoni (introduzione di Antonio Moscato)
Pubblicato sul sito
2 settembre 2013
Parole chiave originali
«Venezuela», «Maduro», «Capriles», «Stefanoni», «Trotskij», «Livio Maitan»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-1484.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 2 settembre 2013. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1484:venezuela-rivoluzione-e-diritti-umani&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16
  2. Cattura AM-1484.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 22 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-1484.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 886 parole.
  4. Edizione AM-1484.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Pablo Stefanoni, «Venezuela– Rivoluzione e diritti umani», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 2 settembre 2013; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1484.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Stefanoni, P. (2013, 2 settembre). Venezuela– Rivoluzione e diritti umani. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1484.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗