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Le dichiarazioni di Tsipras, verso uno scontro

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

 

Stathis Kouvelakis[1]

daSinistraorig. Anticapitalistaorig.

e npa2009.org/orig.

 

La dichiarazione di politica generale di Alexis Tsipras dell’8 febbraio è stata seguita con attenzione particolare sia in Grecia sia nelle cancellerie europee, e senza dubbio anche negli USA. In Grecia, dopo il ricatto della BCE e le aggressioni continue dei dirigenti europei, si diffonde un’atmosfera di effervescenza, di dignità ritrovata, di volontà di sostenere il  governo di fronte ai ricatti e, contemporaneamente, di fare pressione per impedire ogni indietreggiamento. All’estero, e in particolare negli ambienti governativi, si soppesa ogni parola e, soprattutto, ogni misura annunciata per valutare la determinazione del primo ministro e del governo.

La maggior parte si aspettava un significativo ripiegamento, in direzione di una ritirata più generale, cosa che faciliterebbe un “compromesso” durante i vertici europei di questa settimana, in realtà una sottomissione della Grecia ai diktat. Costoro sono stati certamente delusi. Perché Alexis Tsipras non ha in realtà fatto nessuna concessione di fondo. Certo, ha evitato di utilizzare il termine “annullamento del debito”. Ma ha fortemente insistito sulla impraticabilità del debito, ne ha rivendicato la “diminuzione” e la “ristrutturazione”.

Su un altro punto, non ha annunciato il ristabilimento immediato del Salario minimo intercategoriale al livello del 2009 (751 euro), ma si è impegnato a ristabilirlo entro il 2015. Per il resto, ha elencato tutti il punti del programma di Salonicco: misure urgenti per affrontare il disastro umanitario (cibo, riallaccio della corrente elettrica, trasporti e assistenza medica per tutti), ristabilimento della legislazione sul lavoro, soppressione di norme ingiuste sulle case, riforma fiscale per far pagare i ricchi, innalzamento della soglia di esenzione fiscale fino a 12.000 euro, reintegra dei dipendenti pubblici licenziati, fine dei privilegi accordati ai media privati, riapertura dell’ERT (la radiotelevisione pubblica), attivazione di un settore bancario di proprietà statale, fine della svendita del patrimonio pubblico (porti, infrastrutture, energia), fine della repressione poliziesca delle manifestazioni popolari.

Come punto strategico, Alexis Tsipras ha ribadito il rifiuto di chiedere la proroga del “programma di assistenza” e della tutela della Troïka e ha chiesto un aumento della liquidità accordata alle banche greche, basata sul rimborso dei profitti ricavati dalle banche centrali della zona euro sul debito greco e l’aumento dei margini di indebitamento del governo greco. Infine, ha insistito sulla necessità di bilanci equilibrati, rifiutando la logica degli “avanzi primari” esorbitanti destinati a rimborsare ad vitam eternam il debito, a garantire il rating. Ma anche questo impegno ad un bilancio “equilibrato” sembra difficilmente compatibile con le misure sociali annunciate, in un contesto di entrate fiscali anemiche.

Riforma altamente simbolica quella del codice della nazionalità, al fine di accordare la cittadinanza a tutti i figli di immigrati nati in Grecia, di cui ha fatto un vibrante elogio. Ha insistito a lungo anche sul ruolo del neonato ministero dell’Immigrazione, di cui ha sottolineato la funzione nella protezione dei diritti umani e della dignità delle persone, chiedendo anche una modifica della politica europea sulla questione. A riprova del fatto che la partecipazione dei Greci Indipendenti (Al.El) non ha modificato la posizione di Syriza sul problema.

In realtà, il nocciolo dei Memorandum è stato spazzato via. È su questo la rottura. E Alexis Tsipras ha battuto il chiodo in parecchie maniere. In primo luogo, in relazione alla battaglia condotta dal suo governo, ha fatto un riferimento esplicito al ruolo della mobilitazione in Grecia e alla solidarietà internazionale, che ha salutato in modo netto. E con grande fermezza ha ribadito la non negoziabilità del ristabilimento della sovranità nazionale e democratica e della dignità del popolo greco. Nel contesto attuale, ciò equivale ad un appello a scendere in piazza. E non dubito che questo appello sarà ascoltato in Grecia e in Europa.

Inoltre, alla fine del suo discorso, dopo un omaggio alla lunga storia di lotta del popolo greco, ha rilanciato la questione delle indennità di guerra chieste alla Germania e incaricato Manolis Glezos (partigiano e scrittore greco, sostenitore di Syriza, ndt) di guidare l’azione che in tal senso sarà intentata dal governo. Si tratta di una vera e propria provocazione nei confronti dei dirigenti tedeschi.

Globalmente, si può dire che Alexis Tsipras ha mandato un messaggio di fermezza e di combattività sia all’interno che all’estero. ha smentito le attese di coloro che puntavano già su una china discendente di concessioni verso una capitolazione. Sembra del tutto escluso che i dirigenti europei possano tollerare anche minimamente la politica presentata oggi di fronte al parlamento greco.

Ci si trova dunque di fronte ad una prospettiva di scontro, e già in questa settimana si presenteranno momenti decisivi, tra i vertici europei e le mobilitazioni di piazza. Siamo senza dubbio alla vigilia di grandi avvenimenti che possono sconvolgere il corso attuale delle cose in Grecia e in Europa.

Nel combinarsi delle determinazione della direzione greca, della mobilitazione del paese e della solidarietà internazionale si trova l’“equazione magica” di una vittoria possibile!

(Traduzione di Andrea Martini)



[1] Membro di Syriza, docente al King’s College di Londra



Tags: Grecia  Syriza  Tsipras  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2101
Autore
Stathis Kouvelakis · attribuzione da verificare
Pubblicato sul sito
9 febbraio 2015
Parole chiave originali
«Grecia», «Syriza», «Tsipras»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-2101.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 9 febbraio 2015. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2101:le-dichiarazioni-di-tsipras-verso-uno-scontro&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-2101.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 30 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-2101.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 826 parole.
  4. Edizione AM-2101.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Stathis Kouvelakis, «Le dichiarazioni di Tsipras, verso uno scontro», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 9 febbraio 2015; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2101.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Kouvelakis, S. (2015, 9 febbraio). Le dichiarazioni di Tsipras, verso uno scontro. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2101.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗