Il progetto di recupero a cura di Leonardo Lomartire · lelomar.substack.com
Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

Rubriche › All'ordine del giorno... i commenti a caldo

Un primo commento a caldo di Andrea Ferrario a Minsk2

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

 

Da una riunione durata 15 ore e che ha coinvolto direttamente (Ue, Russia) o indirettamente (gli Usa, con le loro minacce di armare l’Ucraina) i maggiori leader mondiali ci si poteva attendere di più. E’ probabile che siano stati presi in via non ufficiale altri accordi verbali (riguardo ai primi accordi di Minsk di settembre molti hanno sostenuto l’esistenza di un protocollo segreto aggiuntivo). Il testo riprende nell’essenza le coordinate generali degli accordi firmati nella stessa sede lo scorso settembre, entrando però maggiormente nei dettagli. Ci sono tuttavia molti punti che, alla luce della situazione reale, sono passibili di diventare oggetto di infinite diatribe, diverse interpretazioni, facili violazioni e così via. Nella sostanza, ci sembra che alla fine tutto dipenda dalla buona volontà delle parti, che non è affatto garantita. Qui di seguito richiamiamo a caldo e brevemente l’attenzione sui punti secondo noi più controversi, ripromettendoci di tornarci in futuro anche sulla base degli sviluppi dei prossimi giorni:

1) Non si capisce perché il cessate il fuoco sia stato fissato solo a partire dal 15 febbraio. Rimangono così più di due giorni per alterare la situazione sul terreno (per es. a Debaltseve o a Mariupol), creando così nuovi forti attriti prima ancora che gli accordi comincino a essere applicati.

2) Non si accenna da nessuna parte al diritto di ritorno dei profughi, un fatto secondo noi gravissimo. Sicuramente è un particolare che costituisce un regalo ai separatisti, i quali si sono garantiti il potere “ripulendo” con la violenza le aree sotto il controllo da tutti coloro che professavano un’identità nazionale ucraina, da chi si opponeva al loro progetto e da ogni nucleo di dissenso.

3) La definizione di “determinate aree” (o “aree separate” o “singole aree”, a seconda di come si voglia tradurre otdelnye rajony) appare molto vaga e passibile di interpretazioni diverse.

4) Il ritiro delle armi dalla fascia di divisione tra le parti riguarda solo l’artiglieria pesante.

5) L’Osce non appare come un’organizzazione sufficientemente efficace per garantire il rispetto del cessate il fuoco e del ritiro: lo dimostrano i mesi intercorsi dai primi accordi di Minsk di settembre.

6) Tutto il processo per l’organizzazione di elezioni locali (solo nelle “determinate aree”?) è poco chiaro, dipende dalla volontà effettiva dei deputati di Kiev di approvare le relative leggi in parlamento e dall’accordo dei separatisti – entrambi assolutamente non garantibili. Il processo è molto lungo e si protrarrà per quasi un anno, durante il quale potrà accadere di tutto.

7) L’amnistia totale, senza eccezioni, copre ingiustamente anche criminali di guerra di grosso calibro e rischia di spaccare la società, dando vita a infinite (e giustificate) diatribe.

8) Lo scambio degli ostaggi in così poco tempo appare difficile da realizzare e sarà sicuramente oggetto di divergenze di interpretazione. Per esempio, per i separatisti saranno “detenuti illegalmente” anche i loro sostenitori arrestati nelle zone sotto il controllo di Kiev, per le autorità ucraine invece saranno “detenuti legalmente”.

9) L’autonomia prevista per il Donbass (o le sole “determinate aree”?) è molto ampia, in particolare per la creazione di “milizie popolari” che saranno nei fatti sicuramente le già esistenti formazioni dei separatisti. Il governo di Kiev però sembra essere tenuto a finanziare la regione, senza che le relative modalità siano definite con chiarezza: sarà di sicuro una fonte di conflitti, anche forti, tra le parti.

10) Le aree autonome potranno avere relazioni privilegiate con “regioni della Federazione Russa”, ma gli accordi prevedono che ciò avvenga con la collaborazione delle autorità centrali. Si tratta di un diritto di veto? Il testo può essere letto anche in questo modo e può quindi dare luogo a infinite diatribe.

11) Nel punto 10. la frase lapidaria “disarmo di tutti i gruppi illegali” è poco chiara. Kiev considera illegali tutte le formazioni armate separatiste e prima che vengano legalizzate diventando “milizie popolari” passeranno lunghi mesi. Cosa succederà nel frattempo?

12) Il punto 11. sulle nuove norme costituzionali da adottare sembra essere un contentino per chi vuole la federalizzazione e può al limite essere interpretato da chi lo vuole anche come mirante a un tale risultato.

13) In ultimo, ed è l’aspetto più importante, rimane il fatto che le “determinate zone”, cioè le aree controllate dai separatisti (circa un terzo dell’area del Donbass, in cui originariamente viveva la metà degli abitanti della regione) così come esistono oggi sono un’entità senza senso. Per arrivare a una soluzione stabile, il Donbass dovrà essere in un modo o nell’altro un’entità unica – questo aspetto fondamentale è chiaramente un preludio alla ripresa di un conflitto armato.



Tags: Minsk  Ucraina  Russia  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2108
Autore
Antonio Moscato · attribuzione presunta
Pubblicato sul sito
12 febbraio 2015
Parole chiave originali
«Minsk», «Ucraina», «Russia»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-2108.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 12 febbraio 2015. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2108:un-primo-commento-a-caldo-di-andrea-ferrario-a-minsk2&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-2108.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 5 dicembre 2020.
  3. Testo estratto AM-2108.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 756 parole.
  4. Edizione AM-2108.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 3 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • autore presunto: nessuna firma, testo pubblicato sul sito di Moscato

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Antonio Moscato, «Un primo commento a caldo di Andrea Ferrario a Minsk2», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 12 febbraio 2015; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2108.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2015, 12 febbraio). Un primo commento a caldo di Andrea Ferrario a Minsk2. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2108.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗