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Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

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Una spiegazione dovuta

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

 

I pochi che resistono all’uso di Face Book saranno rimasti stupiti vedendo che per qualche giorno il mio sito non è stato aggiornato. Gli altri sanno perché: dato che ingenuamente quando ho creato la mia pagina FB avevo indicato la data di nascita (d’altra parte perché mai avrei dovuto pensare a nasconderla?) molti di quelli che mi seguono tramite FB sabato mi hanno fatto gli auguri. Molti di più di quanti in passato me li facevano con mezzi “normali”, come una telefonata, un sms o magari una e.mail. e mi sono trovato impegnato a leggerli tutti, e a cercare un modo per ringraziare. In pochissimi casi sono riuscito a farlo con un messaggio personale, poi ho pensato di risolvere con un ringraziamento collettivo.

Mi sbagliavo: la mia lettera, che pure avevo prudentemente “censurato” per pudore dei miei sentimenti, tagliandone la parte conclusiva, ha ugualmente innescato un’altra ondata di “mi piace” e soprattutto di nuove adesioni, tra cui alcune che mi hanno colpito ancora di più: ad esempio quella di un mio antico studente, il cui nome ricordavo benissimo, ma che aveva aggiunto alla firma e al suo messaggio di auguri la precisazione di dove ci eravamo conosciuti: “Istituto G. L. Bernini, 1966, Roma”. Quasi cinquant’anni fa!

Mi ha commosso, ma anche preoccupato, leggere tanti inviti a “tener duro”, a “resistere”. Ho capito subito cos’era stato a provocarli: l’accenno finale al lavoro per il sito come una “fatica di Sisifo” e la confessione che a volte avevo la tentazione di “arrendermi alla stanchezza dovuta all’età, a un non trascurabile problema di salute e soprattutto al contesto politico che ci circonda”.

Ha suscitato evidentemente un po’ di allarme soprattutto l’accenno alla salute, su cui tuttavia non mi va di fornire dettagli, per una semplice ragione: ho sperimentato che quando ne avevo imprudentemente parlato con qualcuno ero stato poi subissato da raccomandazioni basate sui casi di zii o cognati, che mi avevano infastidito ben più del male, con cui convivo ormai da più di un anno. Ho consultato specialisti e ho deciso autonomamente cosa fare o non fare, senza doverne discutere con altri.

Sull’effetto dell’età non c’è da specificare nulla, dato che è scontato, anche se c’è chi, avendo fatto una vita diversa, se la passa meglio (ma anche peggio, lo so, in molti altri casi). Rimane da precisare invece l’accenno “al contesto politico che ci circonda…”

In effetti i puntini con cui la frase si concludeva erano dovuti alla scelta di togliere i due periodi finali, che avevo tagliato perché mi sembrava che avessero un po’ un tono da testamento politico, abbastanza fuori luogo dato che per il momento “me la cavo” e non mi sto quindi congedando dal mondo e dai miei lettori. Ma viste le reazioni all’ambiguità di quella frase finale, reinserisco qui quella che avevo concepito come conclusione inizialmente:

Non sono pentito della scelta di dedicare la mia vita alla lotta contro l’ingiustizia e lo sfruttamento, e non credo di aver sbagliato preferendo di trovarmi in compagnia di pochi, anziché adeguarmi al senso comune che stava deviando e infine uccidendo anche la sinistra sedicente radicale rendendola nella pratica indistinguibile dal resto del ceto politico.

Sono del tutto convinto che – sempre che una guerra nucleare non cancelli l’umanità intera dalla faccia della terra – la sopravvivenza del genere umano (e anzi dell’insieme degli esseri viventi, minacciati da una crisi ambientale senza precedenti) sarà possibile solo grazie alla vittoria finale delle idee di eguaglianza e fraternità tra i popoli che sono state proprie del movimento operaio fin dalle sue origini, le idee di Marx, di Lenin, di Trotskij, della Luxemburg, che mantengono tutta la loro capacità di spiegare la realtà, anche se infinite volte sono state tradite da dirigenti tentati dall’assimilazione alle classi dominanti e dall’accettazione nei club esclusivi dei detentori del potere.

Ma so che la mia generazione tuttavia questa vittoria non potrà vederla…

 

Non era e non è un congedo. È solo una spiegazione dell’amarezza di fronte alla scomparsa progressiva del senso comune della sinistra anche tra molti che credono di essere di sinistra. E soprattutto il riflesso di una sensazione di inutilità del mio tentativo di arginare questa involuzione con uno strumento così modesto. Mi è parso a volte di essermi ripetuto inutilmente: ad esempio nel tentativo di fornire elementi di conoscenza del dibattito interno che si sviluppava da mesi in Syriza, necessari per capire la portata del processo involutivo che ha portato Tsipras ad accettare quel che la maggioranza dell’elettorato aveva mostrato di non volere: oppure nel riferire dei sintomi inquietanti di inversione di tendenza in diversi dei governi “progressisti” dell’America Latina, senza riuscire a scalfire le diffuse illusioni sull’irreversibilità di quei processi. Insomma, a volte la sensazione di fare una fatica di Sisifo pesa tanto, che non mi va più di scrivere, mi sembra una fatica sprecata. Ma alla fine trovo un’occasione, come oggi nel ricordo di Pietro Ingrao.

Per questo può capitare che per qualche giorno non troviate un articolo nuovo sul sito. Non vi preoccupate troppo, insomma, e prima di tutto guardate il sito di Sinistra anticapitalista, su cui potete trovare ottimi articoli pubblicati prima che mi decidessi a scrivere sullo stesso argomento. Poi, se avete proprio nostalgia dei miei scritti, provate a esplorare nell’Archivio e nei Grandi Nodi del Novecento. Troverete sicuramente qualche articolo che non conoscete e che vale la pena di essere letto…

(a.m.28/9/15)



Tags: Antonio  Sisifo  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2380
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
28 settembre 2015
Parole chiave originali
«Antonio», «Sisifo»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-2380.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 28 settembre 2015. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2380:una-spiegazione-dovuta&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-2380.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 4 dicembre 2020.
  3. Testo estratto AM-2380.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 899 parole.
  4. Edizione AM-2380.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 2 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • autore ricavato da una firma nel testo

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Antonio Moscato, «Una spiegazione dovuta», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 28 settembre 2015; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2380.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2015, 28 settembre). Una spiegazione dovuta. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2380.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗