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Bilanci ad Haiti
Bilanci ad Haiti
A distanza di pochi mesi, si possono tentare dei bilanci dei danni del “dopoterremoto”. Oggi Haiti ha il settore di servizi sociali più privatizzato di tutta l’America Latina, con l’80% dei servizi di base forniti dal settore privato attraverso ONG. Nessun altro paese al mondo ha un simile numero di ONG pro capite: Edmond Mulet, capo della missione ONU nell’isola, ne aveva contate 10.000 prima del terremoto del 12 gennaio. Alcuni haitiani dicono che la loro è una “repubblica delle ONG”.
Ma è il caso di vedere come funzionano e a beneficio di chi. Il governo haitiano, accusato, non a torto, di corruzione, è stato emarginato totalmente. Secondo l’Associated Press, di ogni dollaro di “aiuto” statunitense, meno di un centesimo arriva al governo haitiano, 43 centesimi vanno alle ONG che lavorano nel settore dell’assistenza, e 33 centesimi rimangono nelle mani dei militari USA. Ma più o meno questo rapporto risale a subito dopo la destituzione di Jean-Bertrand Aristide.
Una organizzazione che raggruppa gli attivisti anti-Aristide e varie ONG, il “Gruppo
Una delle maggiori ONG,
In marzo c’è stata una “Conferenza dei donatori” per valutare le necessità dell’isola che non ha minimamente preso in considerazione l’ipotesi di lavorare insieme alle organizzazioni popolari locali, che pur senza mezzi hanno fatto moltissimo (certo più dell’Italia, che ha fatto fare una costosissima crociera di varie settimane alla portaerei Cavour per scoprire poi che non poteva neppure attraccare), e ha raccomandato al governo di René Préval di rafforzare ancor più il settore privato, il buon governo e la “trasparenza”. Una prescrizione, quest’ultima, che sarebbe necessaria proprio per le ONG…
Il ruolo dei mercenari
Ma le sedicenti ONG che infestano la povera Haiti non sono solo parassiti avidi di denaro. Molte di esse sono compagnie specializzate nella fornitura di servizi di protezione all’estero, aderenti all’IPOA (l’associazione internazionale che riunisce i gruppi di mercenari, come la famigerata Blackwater, impegnati a lucrare sulle “operazioni di pace”). Delle 60 che fanno parte dell’IPOA e che sono presenti soprattutto in Iraq, Afghanistan, Israele, Colombia e altri scacchieri caldi, ben 11 sono già all’opera anche ad Haiti, con fondi gentilmente forniti dal governo degli Stati Uniti.
Alcune sono specializzate nella protezione dei supermercati dai saccheggi, come
Altre sono specializzate del recupero (a pagamento) di persone in difficoltà, in protezione dei porti, in controlli di persone sospette. Tra loro, spiccano
Ma la garanzia che impegnarsi nell’isola è un’impresa redditizia per queste particolarissime ONG, viene da una legge approvata l’8 aprile dalla Camera dei deputati di Haiti, e che deve essere ratificata anche dal Senato: permetterà di estendere i termini legali dello Stato di emergenza per altri 18 mesi, sette mesi oltre la scadenza del mandato presidenziale di René Préval, concedendo poteri plenipotenziari al CIRN (comitato interinale per la ricostruzione nazionale), guidato dal primo ministro Bellerive (in rappresentanza dello stesso Préval) e dall’ex presidente USA Bill Clinton, che amministrerà al di fuori di qualsiasi controllo fondi enormi. Qualcosa che ricorda l’allegra gestione della “Protezione civile” di Guido Bertolaso con i suoi amici che morivano dal ridere alla notizia del terremoto…
Forte di questa protezione Préval si è dimenticato perfino di parlare delle prossime elezioni presidenziali, che prima del terremoto erano previste per novembre del 2010, e di cui sarebbe stato già necessario prevedere l’organizzazione, indubbiamente più complessa dopo le distruzioni provocate dal terremoto. Così, anche la mezza ricostruzione della democrazia sotto tutela dopo le lunghe dittature dei Duvalier (1960-1986) e il fallimento delle speranze riposte in Aristide, sembra in pericolo. Si ritorna alla lunga e penosa storia del XX secolo, in cui si succedevano i protettorati statunitensi e le dittature, spesso iniziate da un presidente eletto che provvedeva a dotarsi di poteri eccezionali, come ha fatto ora Préval con la benedizione di Clinton e di Obama… (a.m. 23/4/10)
[Questo articolo è stato reso possibile da decine di corrispondenze da Haiti inoltrate dal Boletín solidario de información del Colectivo Militante - Agenda Radical – di Montevideo, e in particolare dagli articoli di Blanche Petrich per “
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-252
- Autore
- Antonio Moscato
- Pubblicato sul sito
- 23 aprile 2010
- Parole chiave originali
- «Haiti», «Clinton», «Préval», «saccheggi», «terremoto», «Bertolaso», «ONG»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-252.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 23 aprile 2010. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=252:bilanci-ad-haiti&catid=20:ipocrisie-e-dimenticanze&Itemid=31
- Cattura AM-252.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 24 settembre 2020.
- Testo estratto AM-252.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 972 parole.
- Edizione AM-252.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
- Interventi
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Come citare
Antonio Moscato, «Bilanci ad Haiti», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 23 aprile 2010; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/252.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Moscato, A. (2010, 23 aprile). Bilanci ad Haiti. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/252.html