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Marocco: Il reuccio, lo stupratore e il camion della spazzatura

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Comunicato del Nouveau parti anticapitaliste francese

Da vari giorni in diverse città marocchine sono in corso manifestazioni di massa. A meno di un mese dalla farsa elettorale, che ha in gran parte boicottato, il popolo torna in piazza [1].

Il fattore scatenante potrebbe sembrare un semplice «fatto di cronaca»: un pescivendolo, il trentenne Mouhsine Fikri, si è visto confiscare i suoi pesci dalla polizia, che lo privava così dei mezzi per guadagnarsi il pane, in barba a ogni procedura legale. Nel tentativo di recuperarli dal camion della spazzatura [dove la polizia li aveva gettati], vi è stato stritolato, sembrerebbe dietro ordine degli stessi agenti.

Come nel caso di Mohamed Bou’azizi in Tunisia nel dicembre 2010, questo avvenimento, ampiamente diffuso in rete, è apparso come il simbolo d’un sistema che schiaccia i poveri, a ogni livello, oltre che della garanzia di impunità dominante negli organismi repressivi e dell’arbitrio generalizzato. Un fatto, fra centinaia d’altri, che getta luce sulla quotidianità delle classi popolari e sulla guerre sociale in corso contro di loro.

Le manifestazioni spontanee si stanno diffondendo a macchia d’olio [2]. Le iniziative del potere - visita del ministro degli Interni alla famiglia della vittima, commissione d’inchiesta, eccetera – non riescono a placare la collera che s’è andata accumulando. La popolazione di Al Hoceima, dove il fatto è avvenuto, si ricorda ancora dei giovani assassinati in quella località nel corso delle mobilitazioni de Movimento 20 febbraio [2011], e per i quali, cinque anni dopo, giustizia non è ancora stata fatta.

Le parole d’ordine sono incisive: in numerose città il makhzen (il sistema amministrativo e politico sul quale si regge la monarchia) e il potere centrale sono apertamente contestati.

E in questi stessi giorni il re Mohamed VI offre un aiuto finanziario per le spese legali e addirittura consiglia gli avvocati al cantante Saad Lamjarred, da lui decorato, che venerdì 28 ottobre è stato accusato a Parigi di «stupro aggravato». Il «Re dei poveri» che stupra i diritti del suo popolo e difende il presunto stupratore appare per quel che è: non qualcuno al di sopra delle parti, ma la sommità d’un edificio poliziesco, antipopolare, che ha istituzionalizzato la «hogra» («arbitrio»), la violenza sociale e le discriminazioni.

A una settimana dall’apertura [a Marrakech] dei lavori della COP 22 [Conferenza dul clima delle Nazioni Unite], la situazione è potenzialmente esplosiva. L’immagine d’un regime stabile, impegnato nella transizione democratica, garante della pace sociale e dei diritti, sta andando in frantumi. Il Nuovo partito anticapitalista (NPA) esprime tutto il suo appoggio alle mobilitazioni in corso in Marocco, saluta la determinazione dei e delle manifestanti che rivendicano la fine dell’impunità, dell’arbitrio, delle politiche repressive e antipopolari d’un sistema sostenuto da ormai troppo tempo dall’imperialismo francese.

Il NPA contribuirà alla solidarietà concreta con le ribellioni in corso e rivolge un appello all’insieme delle forze progressiste a fare altrettanto.

Montreuil, 2 novembre 2016

Note

[1] Sulle elezioni e sulla situazione in Marocco vedi in questo sito l’articolo di Ángeles Ramírez e Laura Feliu, Marocco | Elezioni senza possibilità di scelta .

[2] Fra le più impressionanti quella riferita dalla giornalista Charlotte Bozonnet: «Domenica [30 ottobre] migliaia di persone hanno percorso a piedi i 18 chilometri che separano Al Hoceima da Imzouren per assistere al funerale» («Le Monde», 3 novembre 2016). È forse il caso di ricordare che questa regione fa parte del Rif, una regione “ribelle“, dove fra il 1921 e il 1926 si è svolta una feroce lotta fra i nazionalisti marocchini, da una parte, e le truppe coloniali francesi e spagnole, dall’altra. E dove, tra l’altro, un giovanissimo Francisco Franco, il futuro Caudillo, imparò le tecniche della repressione che più tardi avrebbe messo in pratica nella guerra civile spagnola, “candidamente” descritte nella prima versione del suo Diario de Alhucemas, nella Revista de Tropas Coloniales (1925). Alhucema è appunto l’attuale Al Hoceima.

Titolo originale: Maroc: Le roitelet, le violeur et la benne à ordures, pubblicato su https://npa2009.org/communique/maroc-le-roitelet-le-violeur-et-la-benne-ordures

Traduzione dal francese e note di Cristiano Dan.

 



Tags: Marocco  

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Identificativo
AM-2692
Autore
Antonio Moscato · attribuzione presunta
Pubblicato sul sito
3 novembre 2016
Parole chiave originali
«Marocco»

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  1. Originale AM-2692.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 3 novembre 2016. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2692:marocco-il-reuccio-lo-stupratore-e-il-camion-della-spazzatura&catid=7:medio-oriente-e-mondo-arabo-islamico&Itemid=17
  2. Cattura AM-2692.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 19 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-2692.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 677 parole.
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Come citare

Antonio Moscato, «Marocco: Il reuccio, lo stupratore e il camion della spazzatura», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 3 novembre 2016; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2692.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2016, 3 novembre). Marocco: Il reuccio, lo stupratore e il camion della spazzatura. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2692.html

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