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Ecuador: il progressismo cannibalesco

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Alcuni insegnamenti delle elezioni in Ecuador

di Eduardo Gudynas

Le recenti elezioni politiche in Ecuador offrono alcune lezioni che occorre comprendere nei

Paesi vicini, Bolivia compresa. Innanzitutto, va messa in rilievo la vittoria del movimento politico del governo, Alianza País, ottenuta con un candidato diverso dall’attuale presidente Rafael Correa, Lenin Moreno (39% dei suffragi). Non si è imposta una riforma costituzionale per imporre la ri-rielezione di Correa, che ha accettato da parte sua di lasciare la presidenza. Questo ha rinvigorito il movimento politico, ben al di là dei personalismi.

Il secondo aspetto consiste nel fatto che i settori conservatori hanno votato divisi in almeno due grandi correnti: Movimiento Creo di Guillermo Lasso (28%) e Partido Social Cristiano con C. Viteri (16%). Non è insensato pensare che se si fossero uniti probabilmente avrebbero vinto al primo turno.

Poi, però, si entra nel terzo aspetto, tra i più vistosi del caso Ecuador. Nelle zone maggiormente colpite dall’estrazione mineraria e dagli impianti petroliferi, ubicate nell’Amazonia, si è votato massicciamente contro il governo. Si tratta di regioni in cui predominano coloni e comunità indigene, e molti hanno subito contraccolpi sociali e ambientali, o una violenza crescente, e questo in maniera del tutto simile a quanto accade in Bolivia.

Parrebbe che le promesse di vantaggi economici e sociali in cambio dell’accettazione di industrie minerarie e petrolifere non abbiano avuto grandi effetti, o meglio la gente di quelle comunità sa ormai bene per diretta esperienza che le promesse non vengono mantenute.

Come quarto aspetto, naturalmente va segnalato che in quelle regioni i voti degli scontenti sono andati al candidato conservatore, non necessariamente ai gruppi politici della sinistra indipendente d’opposizione a Correa. Ad esempio, vi sono province amazoniche in cui il candidato di opposizione Lasso ha ottenuto quasi il doppio del candidato governativo, Moreno. È come se la locale resistenza sociale potesse trovare uno sbocco solo orientandosi a destra.

Questo contrasta con quanto è accaduto in varie zone rurali delle Ande e della costa, in cui il candidato governativo ha ottenuto risultati molto buoni; questo, indipendentemente dal fatto che persistano molti problemi rurali, vari dei quali analoghi a quelli registrabili in Bolivia, ad esempio: disparità d’accesso alle terre, redditività limitata, progresso dell’agri-business, deterioramento dei suoli e delle acque, ecc. Sono problemi che il governo Correa non è riuscito a risolvere e che al momento non stanno al centro della sua attenzione. Nonostante ciò, molti elettori rurali hanno sostenuto il candidato governativo.

L’ultima lezione riguarda l’importanza dell’indipendenza e del rigore dell’autorità preposta alle elezioni. In Ecuador, l’intero processo elettorale è sotto forte contestazione, dai cortei contro i conteggi alle denunce di irregolarità da parte dell’opposizione al completo; addirittura, lo stesso governo ha contestato il conteggio dei voti. Ricordiamo che l’attuale consiglio elettorale è quello stesso che aveva ostacolato in vari modi una consultazione civica sullo sfruttamento petrolifero in Amazonia.

L’insegnamento è questo: se un governo manovra per incidere sull’autorità elettorale a perdere è la democrazia, ma ne soffre anche la sua stessa legittimazione. Un altro effetto boomerang, visto che questa brutta immagine si ritorcerebbe contro lo stesso candidato di governo qualora vincesse al secondo turno.

Tutti questi esempi mostrano come il progressismo governante abbia una vena cannibalesca. Divora le sue stesse basi politiche, quelle che reagiscono correndo verso la destra. Un processo del genere si è osservato in Brasile e in Argentina. Colpisce a sua volta la sinistra indipendente che sta fuori dal governo. L’attacca etichettandola come infantile, impedendo con ciò l’alleanza con essa per un genuino rinnovamento a sinistra. A propria volta, iil progressismo si presenta a se stesso some l’unica vera sinistra, e per questo i suoi errori, i suoi arretramenti, ile sue forme di corruzione alimentano immagini popolari talmente negative da indurre molta gente a scegliere di votare per “tutto il contrario”. [da Los Tiempos, Cochabamba, Bolivia, 23-2-’17]

Una versione più ampia e ricca di analisi dettagliate del voto è apparsa in:

http://democraciasur.com/2017/03/03/el-progresismo-canibal-las-lecciones-de-las-elecciones-en-ecuador/orig.



Tags: Ecuador  Gudynas  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2767
Autore
Eduardo Gudynas
Pubblicato sul sito
6 marzo 2017
Parole chiave originali
«Ecuador», «Gudynas»

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  1. Originale AM-2767.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 6 marzo 2017. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2767:ecuador-il-progressismo-cannibalesco&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16
  2. Cattura AM-2767.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 3 dicembre 2020.
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Come citare

Eduardo Gudynas, «Ecuador: il progressismo cannibalesco», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 6 marzo 2017; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2767.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Gudynas, E. (2017, 6 marzo). Ecuador: il progressismo cannibalesco. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2767.html

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