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L'Italia in Africa: imperialismo straccione ma velleitario

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Continua l’indifferenza della quasi totalità delle forze politiche del nostro paese rispetto all’insensato intervento nel complesso mosaico di Stati africani sub sahariani, eredità avvelenata del peggior colonialismo. La scelta di inviare diverse centinaia di militari nel Niger non era stata contestata da nessuno, a parte alcuni settori cattolici che avevano trovato ospitalità su “Avvenire”, e così è passato nell’indifferenza generale anche l’annuncio della protesta del governo del Niger che sosteneva di non essere stato neppure consultato. Naturalmente le alte cariche militari, in particolare i generali Mario Arpino, Leonardo Tricarico, Marco Bertolini e Stefano Cabigiosu, hanno immediatamente insinuato (già il 10 marzo, quando la notizia era trapelata) che si trattasse di uno sgambetto dei “cugini” d’oltralpe, e che non potesse esserci una qualche responsabilità italiana, soprattutto della a loro carissima ministra della Difesa Pinotti. Vedi http://formiche.net/2018/03/niger-missione-arpino-tricarico-bertolini-cabigiosu/orig.

A quanto pare quei generali che aspirano a un ruolo politico, non sospettavano neppure che l’interruzione di una missione già cominciata con l’invio di un’inutile avanguardia di una quarantina di militari, potesse essere collegata al caos esistente nella nostra politica africana, gestita spudoratamente dal ministro degli Interni Minniti, in accordo ma anche in concorrenza con la Pinotti, scavalcando facilmente la Farnesina del fortunatamente desaparecido Alfano. D’altra parte anche gli scopi di questa presenza non apparivano chiari a nessuno, al punto di far sospettare che pesassero soprattutto le smanie di protagonismo dei vertici dei vari corpi. E la presenza di centri di decisione diversi (in Italia, e in Europa, con un ruolo incredibile e assurdo della Nato, che aveva premuto per l’invio di un nostro contingente anche in Tunisia, senza preoccuparsi di chiedere il parere del governo locale), dovrebbe rendere più facile un’opposizione netta. Invece è stato necessario aspettare quasi un mese dopo la dichiarazione del ministro dell’Interno nigerino, Mohamed Bazoum, per farsi ripetere più seccamente dallo stesso primo ministro nigerino Mahamadou Issoufou l’invito a bloccare l’invio di truppe e quindi, di fatto, a ritirare quelle già inviate, che non avrebbero ormai altra funzione che proteggere se stesse.

E ora rimane ancora più assurda la presenza di una nostra base nella sovraffollata Gibuti. Sovraffollata perché in un paese di soli 23.000 kmq e di forse 900.000 abitanti ci sono già basi di Francia, Stati Uniti, Cina, Arabia Saudita. Che ci andiamo a fare? A “controllare” la Cina? Che tra l’altro interviene nella regione con un massiccio piano di investimenti che ovviamente l’Italia non può nemmeno immaginare. Vedi quiorig..

L’imperialismo italiano era nato “straccione”, finanziando con i fondi pubblici compagnie di navigazione come la Rubattino e offrendo come merci in Etiopia medagliette e rosari, ma aveva portato alla catastrofe di Adua per la presunzione e l’inadeguatezza della maggior parte dei capi militari, imbevuti di retorica razzista e incapaci di tirare un bilancio delle tante sconfitte accumulate nelle guerre di indipendenza. Mi pare che ci sia una continuità notevole con un passato non glorioso, e va fermata, tanto più che oggi i tentativi di avere un ruolo militare in vari scacchieri si scontrano con una crescita di tensioni pericolose (tra Stati, ma anche organizzazioni terroriste) su cui è difficile incidere e che possono trascinare l’Italia in nuove sventure.

Vedi anche sul sito Il regalo di Natale di Gentiloni: truppe italiane in Niger e Niger, una cartina di tornasole, ma anche il precedente, più articolato, L'imperialismo italiano in Africa (a.m.)



Tags: Africa  Niger  Gibuti  Cina  

Scheda d’archivio

Identificativo
AM-2941
Autore
Antonio Moscato
Pubblicato sul sito
6 aprile 2018
Parole chiave originali
«Africa», «Niger», «Gibuti», «Cina»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-2941.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 6 aprile 2018. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2941:litalia-in-africa-imperialismo-straccione-ma-velleitario&catid=57:imperialismi&Itemid=73
  2. Cattura AM-2941.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 5 dicembre 2020.
  3. Testo estratto AM-2941.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 558 parole.
  4. Edizione AM-2941.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Antonio Moscato, «L'Italia in Africa: imperialismo straccione ma velleitario», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 6 aprile 2018; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2941.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Moscato, A. (2018, 6 aprile). L'Italia in Africa: imperialismo straccione ma velleitario. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/2941.html

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