Il progetto di recupero a cura di Leonardo Lomartire · lelomar.substack.com
Movimento operaioIl sito di Antonio Moscato, ricostruito

Rubriche › All'ordine del giorno... i commenti a caldo

Vendetta o esecuzione?

pubblicato sul sito il · 3 min di lettura

Gangster imperialisti

 

Guillermo Almeyra

 

Un video, pubblicato da Le Monde, mostra Muammar Gheddafi catturato vivo e linciato dai suoi nemici. Quindi non è morto in un bombardamento della NATO mentre era in un convoglio in fuga, né in un’ambulanza come conseguenza delle ferite riportate. È stato semplicemente e tranquillamente assassinato, per non portarlo davanti a un qualsiasi tribunale, dato che lì avrebbe potuto raccontare tutto quel che sapeva sulle relazioni tra il suo governo e la CIA, i servizi segreti britannici, Sarkozy e i suoi agenti, o Berlusconi e la mafia; avrebbe potuto anche ricordare chi sono Jibril e Jalil, principali leader attualmente visibili del CNT, e precedentemente suoi fedeli servitori e collaboratori.
La lista dei “limoni spremuti” è lunga: il panamense Noriega, agente della CIA diventato ingombrante, si salvò dal bombardamento che cercava di assassinarlo a Panama e una volta catturato non è mai stato presentato a un tribunale credibile.

Saddam Hussein, agente degli Stati Uniti durante la lunga guerra di otto anni contro i curdi e l’Iran, ha avuto sì un processo davanti a un tribunale, che era però composto solo da servitori e da carnefici. Non è stato possibile conoscere qualcosa della sua difesa politica, e alla fine è stato impiccato in modo oltraggioso. Bin Laden, agente della CIA insieme ai talibani durante la guerra in Afganistan contro l’invasione sovietica, e socio del presidente George Bush nell’industria petrolifera, fu assassinato inerme in una grande operazione gangsteristica e poi gettato in mare perché non parlasse in un processo, e perché neppure la sua tomba potesse servire come punto di riferimento per coloro che in Pakistan e Afganistan rifiutano il colonialismo dei criminali imperialisti. Adesso gli imperialisti franco-anglo-statunitensi hanno utilizzato la barbarie e l’odio intertribale per sbarazzarsi di Gheddafi, che come prigioniero era un pericolo per loro. Il nuovo governo libico, che nascerà dopo una lotta feroce tra i diversi interessi e clan che compongono l’attuale CNT, potrà in questo modo ricontrattare i rapporti di forza tra le differenti regioni e tribù senza il gheddafismo e il tentativo imperialista di sottometterlo, ma ha intanto affogato il passato in un bagno di sangue, e nasce quindi coperto di orrore e di infamia davanti al mondo.

Gheddafi non sarà ricordato dai libici come un nuovo Omar Mukhtar, il leader della resistenza all’imperialismo italiano che fu impiccato dai fascisti. A differenza di quell’eroe, prima di venire assassinato dai suoi ex soci e servi, Gheddafi è stato responsabile  anche di molti crimini e di enormi tradimenti. Ma il suo linciaggio ricadrà come una macchia in più  sugli esecutori e sui mandanti di quella muta feroce che lo fatto a pezzi applicandogli la selvaggia pena di morte che gli imperialisti riservano ai loro agenti di cui devono disfarsi...

Guillermo Almeyra

 

 

Ho tradotto subito il breve commento di Guillermo Almeyra, che condivido nella sostanza, anche se alcune sue osservazioni mi sembrano ancora da verificare.
Prima di tutto, non mi sembra ancora confermata l’ipotesi di un “linciaggio”. Non c’è dubbio che in molti in Libia hanno gioito alla notizia dell’uccisione del colonnello. Ma non solo lì: ad esempio le telecamere hanno mostrato come Hillary Clinton si è illuminata appena gliel’hanno comunicato.

Tuttavia i video che ho visto finora lasciano vedere solo una comprensibile esaltazione dei ribelli (in gran parte provenienti da Misurata, città martire che ha subito lutti terribili per l’accanimento di Gheddafi che l’ha attaccata più volte), che tuttavia al massimo si manifestava oltre che nei rituali spari in aria, nel penoso tentativo di fotografarsi accanto al cadavere, più che in un vero e proprio linciaggio. In ogni caso, se non si può apprezzare o giustificare la vendetta, neppure quella che portò a piazzale Loreto la madre di un partigiano ucciso a scaricare la pistola nel cadavere di Mussolini, si può capire il clima.

Mi ha preoccupato invece l’insistenza dei commentatori nello scandalizzarsi per la “barbarie tribale” dei giovani guerriglieri, ben più di quanto si fossero indignati per la esecuzione a freddo di Saddam Hussein.

In poche parole, chi ha ucciso Gheddafi può anche non essere stato un cosciente esecutore di un’ordine della CIA, ma le ha fatto un bel regalo.

E chi ha esultato per la sua soppressione, deve prepararsi a essere denunciato presto come un selvaggio da mettere in riga, con un bell’intervento di terra per “riportare l’ordine” in Libia.

(a.m. 21/10/11)



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-619
Autore
Guillermo Almeyra (postilla di Antonio Moscato)
Pubblicato sul sito
21 ottobre 2011
Parole chiave originali
«Libia», «Gheddafi», «esecuzione», «NATO», «piazzale Loreto»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-619.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 21 ottobre 2011. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=619:vendetta-o-esecuzione&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
  2. Cattura AM-619.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 1 ottobre 2020.
  3. Testo estratto AM-619.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 726 parole.
  4. Edizione AM-619.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
  5. Interventi
    • pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
    • 5 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
    • autore ricavato da una firma nel testo

Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.

Come citare

Guillermo Almeyra, «Vendetta o esecuzione?», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 21 ottobre 2011; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/619.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Almeyra, G. (2011, 21 ottobre). Vendetta o esecuzione?. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/619.html

Pagina originale sulla Wayback Machine ↗