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Evo Morales a Roma

pubblicato sul sito il · 4 min di lettura

EVO MORALES A ROMA

Aldo Zanchetta

 

Nei giorni scorsi il presidente boliviano Evo Morales è stato a Roma per ricevere dalla Fao la nomina di ambasciatore speciale dell'Organizzazione delle Nazioni unite per l'agricoltura e l'alimentazione per la promozione della quinta, uno dei costituenti base dell’alimentazione dei popoli andini. In lingua quechua, quinoa significa “madre di tutti i semi”. La pianta era considerata sacra dagli Inca e di conseguenza il suo utilizzo venne osteggiato dai conquistadores spagnoli che lo considerarono cibo del diavolo. Malgrado ciò nonostante le colture di quinoa sono sopravvissute tra le popolazioni andine e oggi la Bolivia ne è il principali produttore insieme a Perù, Ecuador e Cile.

 

Con l’occasione Evo Morales ha dedicato parte del suo tempo ad un incontro coi movimenti sociali romani che lo hanno festeggiato calorosamente durante un incontro organizzato dalla Rete dei Comunisti che per l’occasione hanno diffuso un manifesto di benvenuto nel quale si legge fra l’altro: <Dopo decenni di dittature militari e di governi venduti alle multinazionali e al Washington Consensus, la Bolivia di Evo Morales ha dato un contributo decisivo al cambio di marcia dell’America Latina. Un processo di trasformazione progressista caratterizza l’America Latina del XXI Secolo indicando a tutti i paesi emergenti, ma anche all’Europa in preda alla crisi, una alternativa credibile al capitalismo e al modello liberale.>

 

Pochi giorni or sono nel nostro Mininotiziario avevamo pubblicato una intervista realizzata al FAMA di Marsiglia al militante sociale forse più noto del paese dopo Morales e cioè Oscar Olivera, che lanciava dure accuse al Presidente. Ricordiamo che Oscar Olivera era stato l’animatore nel 2000 della guerra dell’acqua di Cochabamba ed era diventato un idolo di molti movimenti sociali italiani che con lui entrarono in collaborazione, salvo distanziarsene quando iniziarono i contrasti fra lui e il suo ex amico Morales.

 

La pubblicazione di questa intervista, e ancor più della pubblicazione del successivo testo critico del sociologo aymara Pablo Mamani, ci ha procurato un duro commento di un amico al quale abbiamo offerto, ad oggi senza risposta, lo spazio per una critica alla nostra decisione di pubblicare questa intervista nonché al contenuto dell’intervista stessa, perché riteniamo che la libertà di una informazione non finalizzata a interessi di parte debba essere coniugata al diritto di dissenso. Non dubitiamo del fatto che altri, pur non comunicandocelo, non abbiano apprezzato l’intervista di Olivera né il commento di Mamani. D’altra parte critiche ci erano già pervenute quando, in un mininotiziario del 2009, avevamo esposto una analisi delle nuove costituzioni ecuadoriana e boliviana, mostrando sia le luci che le ombre, compiendo con lo’esposizione di questa ultime un delitto di lesa maestà.

 

E’ cosa nota a chi si informa fuori da canali pilotati o, in buona fede, monocoli, che in Bolivia esista una preoccupante tensione sociale fra il Presidente con il suo entourage, “blancoide” o no che sia, ed una parte delle forze sociali che ne avevano sostenuto l’ascesa al potere. Dovrebbe anche essere nota la polemica in atto, da parte di personaggi certo non reazionari e diversi fra loro sul “pachamamismo” esaltato dal presidente e le cui radici equivoche trovano motivo in alcuni articoli confusi e contraddittori della Costituzione, in primis quell’identificazione di un soggetto di diritti nella figura dell’ alquanto gratuita e fonte di malintesi e conflitti. Il conflitto in corso del “TIPNIS” sta mettendo allo scoperto alcune contraddizioni, già denunciate ma ora più evidenti, che è utile per tutti non mettere sotto il tappeto ma affrontarle in una chiara discussione.

 

Ci chiediamo se da un lato l’informazione quale la intendiamo debba dare conto di notizie scomode per chi “milita a sinistra” e se le analisi che la accompagnano non debbano rendere conto di posizioni normalmente dimenticate dai media di questa stessa area.

 

Il “capitalismo andino” che il vicepresidente Garcia Linera esalta(va) attribuendolo alla geniale visione di Morales potrebbe meritare qualche approfondimento prima di inneggiare alla , visto che in pratica non si discosta dalle politiche economiche dei paesi latinoamericani aventi governi che danno ampio spazio all’estrattivismo e alla distruzione ambientale. Abbiamo cercato in passato di documentare come il discorso “estero” di Morales volto a esaltare la difesa della natura e del buen vivir si discosti assai dalla realtà delle politiche economiche realmente esistenti nel paese (vedi in particolare il Mininotiziario n 83 del 30 maggio 2010. Fermarsi a questo aspetto declaratorio dando per scontato che corrisponda alla prassi ci sembra ingenuo (o peggio) per chi realmente cerca il cambiamento.

 

Ci permettiamo di sottolineare l’opportunità della pubblicazione in questa circostanza sul sito di Antonio Moscato (antoniomoscato.altervista.org) di un interessante e intrigante articolo di Pablo Stefanoni sulla situazione boliviana dal titolo E chi non vorrebbe “vivere bene”? Insidie del processo di cambiamento boliviano , presentando il quale Moscato inizia così: “buen vivir”.>.

 

Cercare di vedere a tutto tondo i problemi e le esperienze progressiste più interessanti (e la Bolivia è certo sede di un esperimento di tutto rispetto) per alcuni, ci ripetiamo, equivale a un delitto di lesa maestà. Per questo riteniamo che l’occasione che Stefanoni ci offre col suo articolo non vada sprecata. Ma poiché il discorso è lungo e l’ora tarda ci sconsiglia di affrontarlo, lo rimandiamo a un’altra volta, consigliandovene intanto la lettura.

 

 Dal MININOTIZIARIO AMERICA LATINA DAL BASSO

 

A CURA DI ALDO ZANCHETTA,  n.20/2012 del 18.06.2012

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Questi documenti sono diffondibili liberamente, interamente o in parte, purché si  citi  la fonte

 

 

 

 

 

 

 

 



Scheda d’archivio

Identificativo
AM-909
Autore
Aldo Zanchetta
Pubblicato sul sito
18 giugno 2012
Parole chiave originali
«Bolivia», «America Latina», «Evo Morales», «Aldo Zanchetta»

Dal sito originale a questa pagina

  1. Originale AM-909.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 18 giugno 2012. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=909:evo-morales-a-roma&catid=8:lamerica-latina&Itemid=16
  2. Cattura AM-909.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 26 settembre 2020.
  3. Testo estratto AM-909.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 910 parole.
  4. Edizione AM-909.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
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Come citare

Aldo Zanchetta, «Evo Morales a Roma», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 18 giugno 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/909.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.

APA Zanchetta, A. (2012, 18 giugno). Evo Morales a Roma. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/909.html

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