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Il peggio é passato?
Il peggio é passato?
di Marco Bertorello e Danilo Corradi
Il manifesto ha pubblicato oggi un breve testo di Marco Bertorello e Danilo Corradi, che fin dalle prime battute appare scritto da diversi giorni: infatti lo spread risulta in discesa, Berlusconi non è andato ancora più in là delle minacce, alle dimissioni di Monti non si può neppure accennare: semplicemente perché l’articolo era stato scritto prima, e lasciato dormire in un cassetto. È capitato diverse volte anche a me, perfino per articoli che mi erano stati chiesti e che per ragioni misteriose sono stati rinviati a lungo. In ogni caso mi erano stati fissati precedentemente limiti di spazio rigidissimi, che poi si vedono, magari nella stessa pagina, abbondantemente superati da chi appartiene alla cerchia di amici… Ma nonostante sia brevissimo, per le solite ragioni, e apparentemente superato, l’articolo è utile proprio perché prescinde dal pettegolezzo sui retroscena della politica, e richiama alcuni fondamentali. Per questo lo segnalo volentieri. (a.m. 12/12/12)
Lo spread scende sotto quota 300 e pare che il peggio sia passato,
Berlusconi minaccia di riscendere in campo e riprende la corsa del
differenziale con i bond tedeschi. Forse per comprendere come stiamo
messi è meglio porre l'attenzione su alcuni fondamentali anziché sulle
vicende strettamente politiche.
In questi giorni un paio di notizie colpiscono particolarmente: il
Pil italiano calerà oltre le attese nel 2012 e nel 2013 e
contemporaneamente il pareggio di bilancio viene posticipato al 2014.
E' la trappola del debito che continua ad agire in tutta Europa e non
solo. L'Istat ci informa che quasi un italiano su tre è a rischio
povertà, circa il 20% non riesce a scaldare la casa adeguatamente.
Effetti collaterali si dirà, l'importante è aver stabilizzato il
settore finanziario, poi il resto lentamente verrà grazie al mercato.
La realtà è un'altra.
L'austerity genera povertà e debito e non guarisce dalla crisi. Il
malato continua a essere curato con lo stesso farmaco che ha provocato
la malattia. Segnali significativi in tal senso provengono dal settore
bancario italiano, un comparto che in questi anni ha goduto di una
relativa tranquillità, se paragonato al contesto internazionale. Gli
effetti della recessione mordono dal basso il sistema creditizio. Le
attività bancarie non legate al trading finanziario stanno vivendo una
contrazione e una crisi di redditività, intreccio sintomatico di un
meccanismo in corto circuito. A fronte di una finanza ombra che il
Financial Stability Board denuncia aver superato i livelli pre-crisi,
passando dai 62.000 miliardi di dollari nel 2007 ai 67.000 di oggi, si
registra una crescente difficoltà nelle attività di credito
tradizionale, quelle rivolte a imprese e cittadini. L'incremento dei
crediti deteriorati, cioè quell'insieme di incagli, sofferenze ed
esposizioni ristrutturate, che vanno dai clienti in difficoltà a quelli
in stato di insolvenza, sono in continua crescita: il dato complessivo
a giugno rappresenta il 12,3% del complesso delle attività di prestito,
con un incremento su base annua del 17%. Per le 4 principali banche
italiane questo handicap ammonta a 166 miliardi di euro.
Insomma la finanza cattiva riprende un ritmo preoccupante e quella
"buona" subisce la crisi reale, contribuendo ad approfondirla
ulteriormente. Diverse banche sono costrette a ricapitalizzare per
rispettare i coefficienti di patrimonializzazione imposti dal sistema
di regolamentazione. Per non parlare del continuo sostegno pubblico al
sistema creditizio su scala internazionale.
Alcune domande. Veramente il peggio è passato o il corto circuito tra
sovraproduzione, polarizzazione della ricchezza, iperfinanziarizzazione
degli investimenti, salvataggio pubblico delle perdite private è ancora
largamente in corso? Possiamo ancora credere alla favola del privato
come miglior allocatore delle risorse o dobbiamo ripensare una finanza
pubblica e controllata dal basso? Accettiamo che anche in Italia come
in Grecia ci siano anni e anni di recessione o cominciamo a dire che il
debito può non essere pagato?
Scheda d’archivio
- Identificativo
- AM-1138
- Autore
- Marco Bertorello (introduzione di Antonio Moscato)
- Pubblicato sul sito
- 12 dicembre 2012
- Parole chiave originali
- «Danilo Corradi», «Marco Bertorello», «il manifesto», «Berlusconi», «Monti»
Dal sito originale a questa pagina
- Originale AM-1138.oPubblicato sul sito antoniomoscato.altervista.org il 12 dicembre 2012. https://antoniomoscato.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1138:il-peggio-e-passato&catid=28:allordine-del-giorno-i-commenti-a-caldo&Itemid=39
- Cattura AM-1138.cLa copia da cui viene il testo: Wayback Machine, 24 settembre 2020.
- Testo estratto AM-1138.tIl corpo dell’articolo, estratto dalla copia senza modificarne le parole: 630 parole.
- Edizione AM-1138.eQuesta pagina, nella versione 1.2.1 dell’archivio.
- Interventi
- pulizia del codice della pagina (menu, script, pulsanti di condivisione, stili di Word): il testo non è stato modificato
- 5 collegamenti al vecchio sito ricondotti alle pagine di questo archivio
- autore ricavato da una firma nel testo
Ogni livello ha un identificativo, un’impronta SHA-256 e il legame con quello da cui deriva nei dati di provenienza; le regole seguite sono nei criteri di edizione, il modello è spiegato nella guida ai dati.
Come citare
Marco Bertorello, «Il peggio é passato?», in Movimento operaio – La pagina di Antonio Moscato, 12 dicembre 2012; ora in Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito, a cura di Leonardo Lomartire, 2026, https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1138.html (consultato il …). DOI: 10.5281/zenodo.23670900.
APA Bertorello, M. (2012, 12 dicembre). Il peggio é passato?. In L. Lomartire (a cura di), Movimento operaio. Il sito di Antonio Moscato (2009–2021), ricostruito. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23670900 · https://lelomar.github.io/archivio-antonio-moscato/articoli/1138.html