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Sommari Critica-nn.1-16
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Perché «Critica Comunista»
(Editoriale del num. 1)
Non è facile, nell'attuale stato della discussione della sinistra, presentare una nuova rivista senza rischiare di apparire perlomeno velleitari. Ce ne rendiamo conto, naturalmente, tanto più che, negli ultimi dieci anni, non sono stati pochi i propositi di rifondazione della teoria, con risultati, il più delle volte, desolanti.
Per proporre una nuova rivista, specie nell'attuale quadro di moltiplicazione delle testate e di restringimento dell'area dei lettori, è necessario avere da offrire qualcosa di più di semplici «pensamenti» individuali o di una riflessione casuale, oltre alla comprensione del tipo di esperienze maturate negli ultimi anni in settori dell'avanguardia sociale e nei militanti, di fronte a una situazione diventata più difficile, alla crisi delle vecchie certezze, all'urgenza di spiegazioni politiche e teoriche adeguate agli avvenimenti e ai processi reali.
La cultura politica della sinistra italiana è oggi in crisi: se non altro, per la verifica pratica dell'approdo a una più esplicita collaborazione di classe del maggiore dei partiti tradizionali del movimento operaio; ma anche per il crollo di gran parte delle spiegazioni e dei punti di riferimento che avevano conosciuto, dal '68, brevi momenti di fortuna.
Non è passato molto tempo da quando la «nuova sinistra», per intero e senza rilevanti eccezioni, a parte una maggiore o minor raffinatezza, deduceva dal maoismo (rivelando tra l'altro una notevole propensione per la metafisica) tutto il nuovo con cui si trovava a fare i conti. Le vicende successive alla «rivoluzione culturale» e il tramonto del mito maoista non sono stati tuttavia sufficienti a produrre una revisione critica del metodo e dei criteri di interpretazione adoperati in passato. Su quel mito è sceso l'oblio, anche se il problema di dare ai fatti un'interpretazione rimane...
Nella stessa logica, e con lo stesso metodo, lo spirito dell'«autonomia operaia» si è salvato trasmigrando nel corpo e nelle contraddizioni dei «nuovi soggetti»; la critica al leninismo si è arenata in vecchi luoghi comuni, che non aggiungono nulla al bagaglio politico-teorico del riformismo o alla semplice giustificazione dell'esistente.
Così, la più larga area di avanguardie (operaie, studentesche, femminili) che sia emersa a sinistra dei partiti riformisti in Europa, vive, da alcuni anni, nell’impasse più buia, di fronte alla verifica di essere stata molto raramente in grado di capire la realtà e di proporre alternative.
.Gli effetti sono contraddittori, spesso inquietanti. Una parte dei militanti è approdata alla teorizzazione del disimpegno, politico e morale, o, peggio ancora, accetta le equivoche lusinghe di chi sta ritentando il rilancio della socialdemocrazia in Italia. Tuttavia, il rifiuto delle certezze ha anche spinto un'altra parte dei militanti e delle avanguardie in una posizione instabile e aperta, alla ripugnanza per il settarismo e a una disponibilità nuova alla riflessione e al confronto. Una disponibilità alla riflessione si manifesta anche nei partiti riformisti, soprattutto nel PCI, in cui le avanguardie operaie, i giovani, le donne danno continui segni di inquietudine, che solo la mancanza di un'alternativa credibile tende a riassorbire o a disperdere.
Questo, in una situazione in cui, per grave che sia la crisi del movimento operaio e pesanti i colpi messi a segno dalla borghesia, i rapporti di fondo tra le classi non sono ancora sostanzialmente mutati, i giuochi non sono ancora fatti, è ancora possibile cercare di raddrizzare la situazione.
In questo senso va intesa la proposta di «Critica Comunista» e a queste premesse si lega il contributo che essa ritiene di essere in grado di offrire a tutte le tendenze del movimento operaio che si rifiutano di capitolare.
Senza impegnarsi in dibattiti oziosi e accademici, che le vicende della lotta di classe italiana e internazionale non consentono, «Critica Comunista» vuol essere in primo luogo uno strumento teorico-politico della battaglia in difesa e per lo sviluppo del marxismo rivoluzionario, a cominciare dal semplice fatto di rimetterlo in circolazione.
Proprio perché non ci interessa una disputa con pretese di «ortodossia», e perché non intendiamo per marxismo qualcosa che vaga nel mondo delle Idee - dato che, da più di cent'anni, esso ha ispirato movimenti, rivoluzioni, partiti, conoscendo applicazioni diverse, successi e sconfitte -, aggiungiamo l'aggettivo rivoluzionario, per l'esigenza di distinguere questo marxismo da altre sue interpretazioni, adattamenti, contaminazioni, stravolgimenti. Appunto una di queste versioni è oggi in crisi in Italia: quella togliattiana. E il togliattismo, ricordiamolo, è solo una versione nazionale dello stalinismo, a sua volta uno stravolgimento del marxismo rivoluzionario di Marx, Engels e Lenin.
Vecchie polemiche, distinzioni capziose? Può darsi. Ma non è difficile riconoscere già da ora chi dirà questo di noi. I più vecchi hanno ingoiato per anni lo stalinismo in dosi massicce; i più giovani si sono imbevuti di maoismo prima ancora di riflettere. Gli uni e gli altri con analoga cecità di fronte al reale. E il reale, oggi, è fatto di Vietnam e Cambogia, di Etiopia ed Eritrea, di una Cina che si demaoizza e di un'URSS che si dice destalinizzata, di scoperta di gulag e di repressioni, di burocrazie ottuse e di tetri gruppi terroristici. Ma non solo di questo, per fortuna nostra e anche loro.
Molto del dibattito odierno non è che la riproposizione, in chiave «moderna », di un dibattito rimasto interrotto, e per alcuni nemmeno iniziato o sospettato, almeno un cinquantennio fa. Siamo di fronte ad alcuni nodi che, per non essere stati sciolti a suo tempo, vengono oggi drammaticamente al pettine.
«Critica Comunista», dunque, vuole riprendere in modo organico il marxismo rivoluzionario, sconfitto e condannato alla marginalità dallo stalinismo mezzo secolo fa, ma mai morto. Non si tratta, però, solo di immettere nel dibattito i contributi dei marxisti rivoluzionari emarginati dal «marxismo ufficiale» staliniano: Trotskij, innanzitutto, e poi, per fare solo un nome fra tanti, Rosa Luxemburg. Si tratta anche di far vedere come esso non si .sia trincerato in una casamatta, mettendosi in naftalina per i posteri, ma si sia sviluppato, cercando di fornire risposte ai problemi nuovi che via via sono andati ponendosi.
È questo un processo di sviluppo in gran parte ignoto ai marxisti italiani, avvenuto sia all'interno di uno strumento politico-organizzativo (la IV Internazionale, cui appartengono, non a caso, molti dei redattori della rivista), sia al suo esterno, attraverso altre esperienze reali. Per quanto riguarda lo sviluppo del marxismo rivoluzionario della IV Internazionale, la cultura politica italiana ignora tutto o quasi. Pure, per fare solo un esempio, certi dibattiti di quest'organizzazione sull'Urss, sulla sua natura sociale, sarebero oggi di estrema attualità, e una loro conoscenza eviterebbe a non pochi di ricalcare orme ormai vecchie di cinquanta o addirittura settanta e più anni (come nel caso della riscoperta del «capitalismo di Stato»).
Il capitolo sull'Ideologia dal libro di Ernest Mandel sul Tardocapitalismo (libro rimasto inedito in Italia per sei anni!) può esemplificare l'arricchimento dovuto a questi militanti. Ma faremmo un'operazione ben misera se ritenessimo che il monopolio del marxismo rivoluzionario spetti a una singola organizzazione. Sarebbe una visione ben pessimista, la nostra, se ritenessimo che il marxismo rivoluzionario non è un corpus teorico talmente vitale da avere in sé la forza di riemergere periodicamente anche all'esterno dei confini di una data organizzazione. E in effetti, nella sua accezione più ampia e anche più corretta, il marxismo rivoluzionario riemerge in continuazione da sotto le macerie del marxismo stalinizzato.
È riemerso in Europa, dieci anni fa, sull'onda del troppo mitizzato e poco studiato '68. È riemerso allora come incontro fra nuove avanguardie giovanili (operaie e studentesche) e vecchi e nuovi problemi irrisolti. Riemerge continuamente, nella tendenza delle lotte operaie ad autornizzarsi, a porre i problemi del controllo operaio, della democrazia operaia, sia nell’Occidente capitalista, sia negli Stati operai burocratizzati dell’Est europeo.
Ma non riemerge solo come esigenza, come esperienza empirica: trova anche nuovi punti di cristallizzazione, nuovi teorici. Limitiamoci a pochi esempi. Nell'America latina, dopo che lo stalinismo aveva soffocato i primi germi di un pensiero marxista rivoluzionario (pensiamo, per esempio, a Mariategui), c'è stata l'esperienza di Ernesto Guevara, ricca di errori (noti a tutti), ma ancor più ricca di preziose indicazioni (ignote a quasi tutti), e c'è ora una nuova generazione di intellettuali militanti (si veda l'articolo di Gilly) che va riflettendo su una corposa esperienza in direzione di un rinnovamento del marxismo rivoluzionario.
C'è una generazione - ora ristretta, ma destinata ad allargarsi - di giovani rivoluzionari asiatici che va riflettendo non solo sullo stalinismo, ma anche sul maoismo. Le prime voci sono già piuttosto significative, ma inascoltate, evidentemente, da chi preferisce essere sordo per non rischiare di confondersi le idee. Ad esempio, chi si è preoccupato di ascoltare a suo tempo le voci delle prime ex Guardie rosse rifugiatesi a Hong Kong ma rimaste comuniste? E chi, sorpreso oggi dal dramma del conflitto khmer-vietnamita, volle allora ascoltare la voce di Rohana Wijeewera e dei giovani militanti del JVP, massacrati dal governo dello Sri Lanka, con armi e incoraggiamenti sovietici e cinesi?
E infine, come non parlare di quel marxismo rivoluzionario sotterraneo che va fermentando nei paesi del cosiddetto «socialismo reale»? Non c'è solo Solzenitsyn: c'è anche Bahro, che non vogliamo certamente attribuirci, ma che si muove in questa direzione (come del resto facevano Kuron e Modzelewsky in Polonia e Petr Uh e i suoi compagni in Cecoslovacchia).
Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, che il marxismo rivoluzionario che vogliamo rimettere in circolazione è sia quello «classico», sia quello contemporaneo; sia quello già cristallizzato in un'ipotesi politico-organizzativa, sia quello ancora in formazione.
Non siamo infatti convinti che esista già sin da ora un marxismo rivoluzionario completo e rifinito, da offrire come antidoto alla «crisi del marxismo » di matrice stalinista, maoista o spontaneista. Come marxisti, sappiamo bene che lo stesso marxismo è condizionato dalla realtà socio-economica e politica, e non si sviluppa linearmente nei cieli astrali. E il marxismo rivoluzionario, nella sua lotta - per sopravvivere allo stalinismo, prima, e per darsi strumenti organizzativi per camminare, poi - non poteva sfuggire a molteplici condizionamenti: per esempio, la ristrettezza della sua base sociale; l'esigenza di dedicare energie non trascurabili a una doverosa lotta di difesa di alcune acquisizioni elementari di fronte all'ondata di calunnie e alle speculazioni burocratiche e borghesi; l'urgenza di compiti immediati, vitali per garantire almeno una continuità del pensiero marxista rivoluzionario, a scapito, spesso, di una riflessione più in profondità o attorno a territori ancora poco o nulla esplorati.
Riprendere, dunque, il filo della riflessione e della battaglia teorico-politica, legati ai bisogni attuali della lotta di classe pur mantenendo il richiamo a una tradizione precisa; definire problemi politici e teorici ancora irrisolti, a confronto con le altre tendenze del movimento operaio, accogliendo i contributi di quanti vogliano affiancarci in quest'impresa: sono questi gli obiettivi, ambiziosi, che ci proponiamo (per esempio, il compagno Alfonso Leonetti, proveniente da lontane battaglie convergenti, preannuncia una sua collaborazione ai prossimi numeri della rivista). Utilizzeremo anche un fondo di elaborazioni internazionale e di interpretazioni e analisi dei fatti fin qui, per varie ragioni, sostanzialmente sconosciute in Italia: elaborazioni di riviste come «Inprecor-Intercontinental Press», « Critique Communiste», «New Left Review» «Critique de l'Economie Politique », «Coyoacán », «Ideología y Sociedad», o articoli, saggi (per esempio, i due capitoli censurati nella versione italiana del libro di Bahro) di vari settori della sinistra internazionale.
Non tutto da soli, dunque, e «aperti », nelle migliori tradizioni del marxismo rivoluzionario, Non ripiegati su noi stessi, ma neanche ecletticamente protesi a diventare un recipiente buono per qualsiasi contenuto; aperti a chi condivida il nostro obiettivo di fondo: lavorare per la difesa e lo sviluppo del marxismo rivoluzionario, perché possa diventare lo strumento utile per la rivoluzione socialista in Italia. Consapevoli, naturalmente, che il nostro è soltanto un inizio...
gennaio 1979 LA REDAZIONE
CRITICA COMUNISTA
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anno I [febbraio–marzo 1979] numero 1
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SOMMARIO
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Perché «Critica Comunista» 3
Emilio Fedeli, Governo Andreotti: due anni dopo 7
Gianni Rigacci, Nota sulla contingenza 13
Franco Turigliatto, Il «male oscuro» del sindacato 18
Luca Borzani, Andrea Cajelli, Fabrizio Dogliotti, Pisa '78:
dal «movimento» al sindacato 29
Aborto: un appello internazionale del CIDA 40
Ernest Mandel, L'ideologia nell'epoca del tardocapitalismo 44
Adolfo Gilly, Régis Debray e le «guerriglie stellari» 60
Livio Maitan, Cina 1978: si approfondisce il «nuovo corso» 73
Intervista a Hugo Bianco (a cura di E. Pellegrini) 95
Edgardo Pellegrini, Cuba: le lezioni del Corno d'Africa 111
Pierre Rousset, Vietnam: i problemi della rivoluzione tre anni
dopo la vittoria 118
Cambogia: Tavola rotonda con Boudarel, Hémery, Lacouture
(a cura della redazione di «Rouge») 128
Appello a Berlinguer 138
Antonio Moscato, L'ascesa e la caduta di N. I. Bucharin (1928-1929) 140
Mauro Volpi, Trotskij, il fascismo e la rivoluzione in Occidente 156
Note di lettura: Sereni, Spriano, La questione marxiana
(a cura di David Bidussa e T. P.) 169
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Direttore: Antonio Moscato
Comitato di Redazione: Raffaella Carbone – Attilio Chitarin – Lidia Cirillo – Cristiano Dan – Adolfo Gilly – Antonio Moscato – Rocco Papandrea – Maria Novella Pierini – Gianni Rigacci – Giuseppe Paolo Samonà – Mauro Volpi
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Dir. Resp. F. Mogni . Registrazione Tribunale di Milano del 5.2.1979 Stampa TIMEC Albairate (Milano)
CRITICA COMUNISTA
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anno I aprile–maggio 1979 numero 2
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SOMMARIO
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«Critica Comunista» 2 3
___________________________XV CONGRESSO DEL PCI________________________
Livio Maitan, Eurocomunismo e socialdemocrazia dopo tre anni
di «unità nazionale» 7
Mauro Volpi, Un centralismo senza democrazia 20
Lidia Cirillo, Partito comunista e «questione giovanile» 29
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Pierre Frank, Francia: dopo la sconfitta dell'«Union de la Gauche» 36
Franco Turigliatto, I mille volti dell'«opposizione operaia» 51
Lidia Cirillo, Il nodo irrisolto delle burocrazie 64
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Ernest Mandel, 1979-1980: recessione nei soli Stati Uniti
o nuova recessione generalizzata? 75
Adolfo Gilly, «Società postrivoluzionarie»: sacerdoti, guerrieri
e burocrati 91
Héctor Lucero, Guerra Cina-Vietnam: «socialismo reale»
e nazionalismo burocratico 101
Pierre Rousset, L'Indocina al momento del conflitto Cina-Vietnam 119
__________________________________IRAN__________________________________
Livio Maitan, Un primo bilancio 131
Ahmad Heydari e Cyrus Paydar, Nazionalismo e rivoluzione in Iran 141
Intervista a Maxime Rodinson, a cura della redazione di « Rouge» 159
Per una repubblica operaia e contadina, dichiarazione del HKS 162
_______________________________DOSSIER YALTA___________________________
L'opposizione internazionalista agli accordi di Yalta, a cura
di Antonio Moscato 165
Victor Fay, «Né vinti, né vincitori », con una introduzione
di Alfonso Leonetti e una nota dell 'autore 17]
Dichiarazione dei comunisti internazionalisti di Buchenwald, con un
commento di Rodolphe Prager 17 5
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Note di lettura 183
Rivista delle riviste 191
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Direttore: Antonio Moscato
Comitato di redazione: Raffaella Carbone; Attilio Chitarin; Lidia Cirillo; Cristiano Dan; Livio Maitan; Antonio Moscato [direttore]; Rocco Papandrea; Maria Novella Pierini; Gianni Rigacci; Giuseppe Paolo Samonà; Mauro Volpi.
Corrispondenti dall'estero: Ernest Mandel [Bruxelles]; Adolfo GiIly [Città del Messico]; Jean-Marie Vincent [Parigi].
CRITICA COMUNISTA
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anno I giugno-luglio 1979 numero 3
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SOMMARIO
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«Critica Comunista» 3 3
_______________________CAPITALISMO E CLASSE OPERAIA____________________
Gianni Rigacci, Il processo di ristrutturazione e riorganizzazione
nelle fabbriche 5
L'offensiva dell’ austerità della borghesia europea e la risposta
operaia 18
Rocco Papandrea, La vicenda contrattuale e i suoi riflessi
nel sindacato 26
Jacob Moneta, La lotta per le 35 ore nelle acciaierie tedesche 37
Werner Hulsberg, Sei settimane di sciopero nella siderurgia tedesca 47
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Giovanni Bernardini e Lidia Cirillo, La nuova sinistra dopo le elezioni 55
______________________________PAESI DELL'EST_____________________________
Rudolf Bahro, Per una strategia di alternativa comunista 65
Rudolf Bahro, «Continuerò per la mia strada» 85
Ernest Mandel, Una risposta a Sweezy 89
Ezio Ferrero, Il fallimento della riforma economica in URSS 103
Comitato di Autodifesa Sociale (KOR) di Polonia, Appello alla società 110
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Antonio Gramsci, Inediti 1922-1923: l'Internazionale, il PSI,
il fascismo, con una introduzione di Giovanni Somai 117
Giuseppe Paolo Samonà, Mussolini e dintorni 140
Antonio Moscato, 14 luglio 1948: la rivoluzione impossibile? 145
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Opinioni e contropinioni 15
Periodico bimestrale.
Direttore responsabile: Antonio Moscato [La redazione di «Critica Comunista» ringrazia il compagno Franco Mogni, che per i primi due numeri si è assunta la responsabilità legale della rivista].
CRITICA COMUNISTA
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anno I settembre-dicembre 1979 numeri 4 e 5
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SOMMARIO
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« Critica Comunista» 4 e 5 3
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Elettra Deiana, Una ristabilizzazione difficile e contrastata 7
Franco Turigliatto, La stagione dei contratti 18
Mauro Volpi, Il fascino discreto della «seconda repubblica» 27
Giovanni Bernardini, Sul terrorismo: antenati, parenti, affini 37
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Adolfo Gilly, Nicaragua: la vittoria della rivoluzione 53
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_____________________1879-1979 ATTUALITÀ DI LEV TROTSKIJ_________________
Ernest Mande!, L'analisi di Trotskij e la funzione
della Quarta Internazionale 93
Jean Elleinstein, Il contributo di Trotskij al marxismo 119
Pierre Broué, Rapporti con il centrismo e costruzione
della Quarta Internazionale 128
Miche! Dreyfus, I socialisti di sinistra e la Quarta Internazionale 141
Livio Maitan, Analisi della burocrazia e attuali società di transizione 154
Giovanni Somai, «Questione Trotskij» e PCd'I. Documenti
inediti di T ogliatti (giugno-settembre 1926) 164
Emilio Fedeli, Lev Trotskij, Oeuvres, voll. I-IV 190
Pardo Fornaciari, Gli scritti di Trotskij in Italia (1918-1978) 193
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Pia Carena Leonetti 214
Antonio Moscato, La Seconda guerra mondiale, Stalin (e il PCI...) 215
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Note di lettura 239
Rivista delle riviste 252
CRITICA COMUNISTA
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anno II febbraio-marzo 1980 numero 6
SOMMARIO
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«Critica Comunista» 6 3
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Editoriale. Una nuova fase di instabilità 5
Daniel Bensaïd, Managua-Pietrogrado e ritorno... 15
Livio Maitan, Cuba venti anni dopo 32
L'oppressione delle donne in America latina, a cura della
Commissione donne del PRT messicano 52
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Lidia Cirillo, Rivoluzionari e sindacato 71
Mauro Volpi, Lo Statuto nel mirino 91
Tavola rotonda sui sessantuno licenziamenti alla FIAT 97
Giovanni Bernardini, Le Tesi del Congresso di Democrazia proletaria 111
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Nicos Poulantzas, Lo Stato e la transizione al socialismo (intervista) 117
Pierre Frank, Il « socialismo realmente esistente» era storicamente
necessario? 140
Antonio Moscato, Stalin, il cadavere nell' armadio 153
CRITICA COMUNISTA
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anno II aprile-maggio 1980 numero 7
SOMMARIO
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«Critica Comunista» 7 3
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Lidia Cirillo, Il caso italiano e il fallimento del riformismo 5
Mauro Volpi, Dalla Chiesa dietro l’angolo 21
Antonio Moscato, Afghanistan: premesse storiche e problemi politici attuali 27
Pierre Frank, Si acuisce la crisi del PCF 44
Benjamin N. Bastida, URSS: la nuova riforma economica del 1979 56
Da Leningrado: un appello 64
________________________________ECONOMIA______________________________
Winfried Wolf, La nuova recessione internazionale del 1980 65
Andre Gunder Frank, Nuove recessioni e nuove sconfitte
della previsione economica 87
Gianni Rigacci, La congiuntura economica italiana 96
Ernest Mandel, L’impennata dell’oro 102
Livio Maitan, Il ritorno dell’austromarxismo 121
Terracini e Bordiga: due lettere inedite (1923-1924), a cura
di Giovanni Somai 138
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Note di lettura 147
Rivista delle riviste 154
CRITICA COMUNISTA
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anno II luglio-ottobre 1980 numero 8-9
SOMMARIO
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Editoriale: Dopo le elezioni 3
Federico Mancini, A dieci anni dallo Statuto dei lavoratori (intervista) 13
Gianni Bernardini, Praxis e la crisi dell'estrema sinistra 25
Gianni Rigacci, La riforma fiscale cinque anni dopo 31
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L'aggravarsi della crisi internazionale (Editoriale
di «Quatrième lnternationale» 43
Livio Maitan, Nicaragua: una nuova fase della rivoluzione 49
Dossier Jugoslavia:
Catherine Verla, Un equilibrio molto instabile 71
Cronologia essenziale: dati storici e dati economici (a cura
di Catherine Verla) 81
Neca Jovanov, Alcune rilevanti caratteristiche degli scioperi
(Introduzione di C. Verla ) 89
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Michel Lequenne, Arte e lotta di classe 101
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Piene Broué, L'apertura degli archivi di Trotskij a Harvard
(intervista) 127
Domenico Sedran, Memorie di un proletario rivoluzionario (a cura
di Antonio Moscato) 134
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Note di lettura 186
CRITICA COMUNISTA
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anno III gennaio-febbraio 1981 numero 10
SOMMARIO
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Editoriale: Gli scioperi polacchi e la crisi del socialismo reale 3
Antonio Moscato, Considerazioni sul comunismo polacco 12
Peter Green, Polonia 1970-1976: le tappe dell'ascesa operaia 39
Antonio Moscato, Perché il cattolicesimo è così forte in Polonia? 53
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Henri Weber, Sulla politica internazionale dell'URSS 60
Denis Berger, Intervista a Mandel sulla natura dell'URSS 74
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Emiliano Dani, America latina: l'Impero colpirà ancora 102
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Franco Turigliatto, Lo spartiacque della FIAT 107
Elettra Deiana, PCI: i nodi al pettine 123
Gianni Rigacci, La fine del "boom" 129
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Livio Maitan, Il convegno di Follonica su Trotskij: un avvenimento
culturale e politico senza precedenti 144
CRITICA COMUNISTA
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anno III aprile-maggio 1981 numero 11
SOMMARIO
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Lidia Cirillo, PCI: le ragioni di una crisi 3
Apparati repressivi e libertà democratiche:
Magistratura Democratica, Sulla proroga del fermo di polizia 17
Emanuele Battain, Cosa è cambiato nella giustizia italiana? 19
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Carlo Palumbo, Economia italiana e costo del lavoro 14
_________________________________SINDACATO_____________________________
Gianni Rigacci, A proposito dei «Quarantamila » 57
Marino Gamba, Il peso del ricatto politico (intervista) 67
Milano: Confronto a più voci sul «dopo Fiat » (tavola rotonda) 77
_______________________________PAESI DELL'EST__________________________
Cecoslovacchia: L'itinerario politico di Petr Uhl (intervista) 95
Dossier Cina:
Mauro Volpi, Necessità di una riflessione 109
Joseph Krasny, Il Movimento democratico in Cina, intervista 117
a Wang Xizhe (a cura della «Voce del Popolo» di Canton 132
He Qiu, Autobiografia 136
Yi Ming, Una storia che non si può ignorare 140
Un appello per la liberazione di Liu Qing 148
Li Bai, La «seconda fase» del Movimento democratico 150
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Note di lettura
CRITICA COMUNISTA
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anno III giugno-settembre 1981 numeri 12-13
SOMMARIO
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Dopo la vittoria del «No», proposta di discussione tra le donne
delle compagne della LCR 3
Emilio Fedeli, Il segreto di Craxi 18
L'itinerario di Praxis, colloquio con Mario Mineo 37
Mauro Volpi, «Riforma» della polizia e nuove tendenze repressi ve 50
Giovanni Bernardini, Le Tesi per il decimo congresso della CGIL 58
Carlo Palumbo, Recessione internazionale, congiuntura economica
italiana e politiche governative 64
Gianni Rigacci, Investimenti e riorganizzazione del lavoro:
gli anni Settanta 83
________________________MOVIMENTO COMUNISTA_____________________
Franco Turigliatto, Polonia. Un anno di rivoluzione antiburocratica 97
Zbigniew Iwanow, Polonia. Dall'interno del partito (intervista) 113
Lech Walesa, Un passo indietro per vincere (intervista) 118
Stanislawa Domaracka, Polonia. L'unità dei contadini
e degli operai (intervista) 121
Teoria marxista e prassi burocratica, documento di un gruppo
di oppositori socialisti della Repubblica democratica tedesca 126
Joan Font, A proposito del quinto congresso del Partito socialista
unificato di Catalogna (PSUC) 138
Antonio Moscato, Togliatti e il Comintern 150
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Adolfo Gilly, La riorganizzazione della classe operaia
latinoamericana . 169
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Antonio Moscato, Tito e la Jugoslavia 194
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Note di lettura 204
CRITICA COMUNISTA
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anno IV gennaio-febbraio 1982 numero 14
SOMMARIO
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Le ragioni di una scommessa 3
__________________________CORSA AGLI ARMAMENTI________________________
Jean Louis Michel, Di chi è la responsabilità? 7
Lidia Cirillo, La sinistra italiana e il problema del riarmo 32
Anna Libera, L'Europa e il riarmo dell'imperialismo 42
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Franco Turigliatto, La stagione dei congressi 46
________________________________________________________________________
______________SOCIALDEMOCRAZIA, EUROCOMUNISMO, « TERZA VIA»___________
Perry Anderson, La parabola socialdemocratica 65
Klaus Meschkat, La socialdemocrazia tedesca e l'offensiva
dell'Internazionale socialista in America latina 76
Gianni Ferrara, Un'«operazione al cervello» 87
Ernest Mandel, La politica economica di Mauroy-Delors 96
Livio Maitan, L'eurocomunismo in un vicolo cieco 108
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Angel Muñoz, Spagna dopo il «golpe »: l'avvio di una controriforma 135
CRITICA COMUNISTA
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anno IV giugno-settembre 1981 numeri 15-16
SOMMARIO
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______________________POLONIA: PRIMO BILANCIO______________________
«Critica Comunista» e la Polonia 3
Lidia Cirillo, Pacificazione dopo il «golpe »? 5
«Prevedevamo lo scontro, non la sua ampiezza» 14
«Non abbiamo avuto il coraggio di frenare la radicalizzazione » 19
Zbigniew Kowalewski, «Solidarnosc» per il potere ai lavoratori 24
Mauro Volpi, Perché la solidarietà con «Solidarnosc» 38
Henryk Szlajfer, Quale unità? Quale cogestione? 48
Esperti designati e strutture elettive, intervista a Jadwiga Staniszkis 53
Programma d'azione immediata per i consigli operai,
a cura del «Gruppo di Lublino» 64
«L'autogestione comincerà a funzionare con nuove leggi»,
intervista a Henryk Szlajfer 67
Zbigniew Kowalewski, Il comitato regionale di Lodz
di «Solidarnosc » sulla tattica dello sciopero attivo 74
«Dieci comandamenti» per i consigli operai,
a cura del «Gruppo di Lublino» 82
Dichiarazione del Comitato costitutivo della Federazione nazionale
degli organismi di gestione 84
Sulla via del controllo dei lavoratori, intervista a Zbigniew Bujak 86
Grzegorz Palka, Per un Consiglio nazionale dell'economia 89
Su controllo dei rifornimenti alimentari, risoluzione della direzione
regionale di Lodz di «Solidarnosc » 91
Appello dal cantiere navale «Lenin» di Danzica 92
Joszef Kusmierek, Una proposta per un piano di emergenza 93
Livio Maitan, Una nuova fase nell'evoluzione del PCI? 95
PCI e «socialismo reale », intervista a Adriano Guerra
a cura di Guillermo Almeyra 109
Giovanni Bernardini, Il «socialismo reale» non è riformabile 115
Antonio Moscato, Il ruolo della Chiesa 123
Antonio Moscato, L'antisemitismo di regime 144
Ernest Mandel, Le radici della crisi economica 158
Carlo Palumbo, Crisi e riforme nelle « democrazie popolari» 174
QUADERNO
DI CRITICACOMUNISTA
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settembre 1979 numero 1
SOMMARIO
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Presentazione 3
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Il conflitto tra Cina e Vietnam 8
Nuovi progressi della rivoluzione indocinese e la risposta
dell'imperialismo 31
Fred Feldman e Steve Clark, Uno Stato operaio, il regime di PoI Pot? 67
Ernest Mandel, I problemi posti dagli scontri militari nel sud-est asiatico 91
JRCL, Il Vietnam e la questione cambogiana 137
QUADERNO
DI CRITICACOMUNISTA
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gennaio 1980 numero 2
Livio Maitan, La “crisi del marxismo” edizione fine anni ’70 (pp.64)
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