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I grandi nodi del Novecento › Archivio Critica comunista e Bandiera rossa

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Archivio Critica comunista e Bandiera rossa · pubblicato il 24 agosto 2009 · 19 min di lettura


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Perché «Critica Comunista»

(Editoriale del num. 1)

Non è facile, nell'attuale stato della discussione della sinistra, presentare una nuova rivista senza rischiare di apparire perlomeno velleitari. Ce ne rendiamo conto, naturalmente, tanto più che, negli ultimi dieci anni, non sono stati pochi i propositi di rifondazione della teoria, con risultati, il più delle volte, desolanti.

Per proporre una nuova rivista, specie nell'attuale quadro di moltiplicazione delle testate e di restringimento dell'area dei lettori, è necessario avere da offrire qualcosa di più di semplici «pensamenti» individuali o di una riflessione casuale, oltre alla comprensione del tipo di esperienze maturate negli ultimi anni in settori dell'avanguardia sociale e nei militanti, di fronte a una situazione diventata più difficile, alla crisi delle vecchie certezze, all'urgenza di spiegazioni politiche e teoriche adeguate agli avvenimenti e ai processi reali.

La cultura politica della sinistra italiana è oggi in crisi: se non altro, per la verifica pratica dell'approdo a una più esplicita collaborazione di classe del maggiore dei partiti tradizionali del movimento operaio; ma anche per il crollo di gran parte delle spiegazioni e dei punti di riferimento che avevano conosciuto, dal '68, brevi momenti di fortuna.

Non è passato molto tempo da quando la «nuova sinistra», per intero e senza rilevanti eccezioni, a parte una maggiore o minor raffinatezza, deduceva dal maoismo (rivelando tra l'altro una notevole propensione per la metafisica) tutto il nuovo con cui si trovava a fare i conti. Le vicende successive alla «rivoluzione culturale» e il tramonto del mito maoista non sono stati tuttavia sufficienti a produrre una revisione critica del metodo e dei criteri di interpretazione adoperati in passato. Su quel mito è sceso l'oblio, anche se il problema di dare ai fatti un'interpretazione rimane...

Nella stessa logica, e con lo stesso metodo, lo spirito dell'«autonomia operaia» si è salvato trasmigrando nel corpo e nelle contraddizioni dei «nuovi soggetti»; la critica al leninismo si è arenata in vecchi luoghi comuni, che non aggiungono nulla al bagaglio politico-teorico del riformismo o alla semplice giustificazione dell'esistente.

Così, la più larga area di avanguardie (operaie, studentesche, femminili) che sia emersa a sinistra dei partiti riformisti in Europa, vive, da alcuni anni, nell’impasse più buia, di fronte alla verifica di essere stata molto raramente in grado di capire la realtà e di proporre alternative.

.Gli effetti sono contraddittori, spesso inquietanti. Una parte dei militanti è approdata alla teorizzazione del disimpegno, politico e morale, o, peggio ancora, accetta le equivoche lusinghe di chi sta ritentando il rilancio della socialdemocrazia in Italia. Tuttavia, il rifiuto delle certezze ha anche spinto un'altra parte dei militanti e delle avanguardie in una posizione instabile e aperta, alla ripugnanza per il settarismo e a una disponibilità nuova alla riflessione e al confronto. Una disponibilità alla riflessione si manifesta anche nei partiti riformisti, soprattutto nel PCI, in cui le avanguardie operaie, i giovani, le donne danno continui segni di inquietudine, che solo la mancanza di un'alternativa credibile tende a riassorbire o a disperdere.

Questo, in una situazione in cui, per grave che sia la crisi del movimento operaio e pesanti i colpi messi a segno dalla borghesia, i rapporti di fondo tra le classi non sono ancora sostanzialmente mutati, i giuochi non sono ancora fatti, è ancora possibile cercare di raddrizzare la situazione.

In questo senso va intesa la proposta di «Critica Comunista» e a queste premesse si lega il contributo che essa ritiene di essere in grado di offrire a tutte le tendenze del movimento operaio che si rifiutano di capitolare.

Senza impegnarsi in dibattiti oziosi e accademici, che le vicende della lotta di classe italiana e internazionale non consentono, «Critica Comunista» vuol essere in primo luogo uno strumento teorico-politico della battaglia in difesa e per lo sviluppo del marxismo rivoluzionario, a cominciare dal semplice fatto di rimetterlo in circolazione.

Proprio perché non ci interessa una disputa con pretese di «ortodossia», e perché non intendiamo per marxismo qualcosa che vaga nel mondo delle Idee - dato che, da più di cent'anni, esso ha ispirato movimenti, rivoluzioni, partiti, conoscendo applicazioni diverse, successi e sconfitte -, aggiungiamo l'aggettivo rivoluzionario, per l'esigenza di distinguere questo marxismo da altre sue interpretazioni, adattamenti, contaminazioni, stravolgimenti. Appunto una di queste versioni è oggi in crisi in Italia: quella togliattiana. E il togliattismo, ricordiamolo, è solo una versione nazionale dello stalinismo, a sua volta uno stravolgimento del marxismo rivoluzionario di Marx, Engels e Lenin.

Vecchie polemiche, distinzioni capziose? Può darsi. Ma non è difficile riconoscere già da ora chi dirà questo di noi. I più vecchi hanno ingoiato per anni lo stalinismo in dosi massicce; i più giovani si sono imbevuti di maoismo prima ancora di riflettere. Gli uni e gli altri con analoga cecità di fronte al reale. E il reale, oggi, è fatto di Vietnam e Cambogia, di Etiopia ed Eritrea, di una Cina che si demaoizza e di un'URSS che si dice destalinizzata, di scoperta di gulag e di repressioni, di burocrazie ottuse e di tetri gruppi terroristici. Ma non solo di questo, per fortuna nostra e anche loro.

Molto del dibattito odierno non è che la riproposizione, in chiave «moderna », di un dibattito rimasto interrotto, e per alcuni nemmeno iniziato o sospettato, almeno un cinquantennio fa. Siamo di fronte ad alcuni nodi che, per non essere stati sciolti a suo tempo, vengono oggi drammaticamente al pettine.

«Critica Comunista», dunque, vuole riprendere in modo organico il marxismo rivoluzionario, sconfitto e condannato alla marginalità dallo stalinismo mezzo secolo fa, ma mai morto. Non si tratta, però, solo di immettere nel dibattito i contributi dei marxisti rivoluzionari emarginati dal «marxismo ufficiale» staliniano: Trotskij, innanzitutto, e poi, per fare solo un nome fra tanti, Rosa Luxemburg. Si tratta anche di far vedere come esso non si .sia trincerato in una casamatta, mettendosi in naftalina per i posteri, ma si sia sviluppato, cercando di fornire risposte ai problemi nuovi che via via sono andati ponendosi.

È questo un processo di sviluppo in gran parte ignoto ai marxisti italiani, avvenuto sia all'interno di uno strumento politico-organizzativo (la IV Internazionale, cui appartengono, non a caso, molti dei redattori della rivista), sia al suo esterno, attraverso altre esperienze reali. Per quanto riguarda lo sviluppo del marxismo rivoluzionario della IV Internazionale, la cultura politica italiana ignora tutto o quasi. Pure, per fare solo un esempio, certi dibattiti di quest'organizzazione sull'Urss, sulla sua natura sociale, sarebero oggi di estrema attualità, e una loro conoscenza eviterebbe a non pochi di ricalcare orme ormai vecchie di cinquanta o addirittura settanta e più anni (come nel caso della riscoperta del «capitalismo di Stato»).

Il capitolo sull'Ideologia dal libro di Ernest Mandel sul Tardocapitalismo (libro rimasto inedito in Italia per sei anni!) può esemplificare l'arricchimento dovuto a questi militanti. Ma faremmo un'operazione ben misera se ritenessimo che il monopolio del marxismo rivoluzionario spetti a una singola organizzazione. Sarebbe una visione ben pessimista, la nostra, se ritenessimo che il marxismo rivoluzionario non è un corpus teorico talmente vitale da avere in sé la forza di riemergere periodicamente anche all'esterno dei confini di una data organizzazione. E in effetti, nella sua accezione più ampia e anche più corretta, il marxismo rivoluzionario riemerge in continuazione da sotto le macerie del marxismo stalinizzato.

È riemerso in Europa, dieci anni fa, sull'onda del troppo mitizzato e poco studiato '68. È riemerso allora come incontro fra nuove avanguardie giovanili (operaie e studentesche) e vecchi e nuovi problemi irrisolti. Riemerge continuamente, nella tendenza delle lotte operaie ad autornizzarsi, a porre i problemi del controllo operaio, della democrazia operaia, sia nell’Occidente capitalista, sia negli Stati operai burocratizzati dell’Est europeo.

Ma non riemerge solo come esigenza, come esperienza empirica: trova anche nuovi punti di cristallizzazione, nuovi teorici. Limitiamoci a pochi esempi. Nell'America latina, dopo che lo stalinismo aveva soffocato i primi germi di un pensiero marxista rivoluzionario (pensiamo, per esempio, a Mariategui), c'è stata l'esperienza di Ernesto Guevara, ricca di errori (noti a tutti), ma ancor più ricca di preziose indicazioni (ignote a quasi tutti), e c'è ora una nuova generazione di intellettuali militanti (si veda l'articolo di Gilly) che va riflettendo su una corposa esperienza in direzione di un rinnovamento del marxismo rivoluzionario.

C'è una generazione - ora ristretta, ma destinata ad allargarsi - di giovani rivoluzionari asiatici che va riflettendo non solo sullo stalinismo, ma anche sul maoismo. Le prime voci sono già piuttosto significative, ma inascoltate, evidentemente, da chi preferisce essere sordo per non rischiare di confondersi le idee. Ad esempio, chi si è preoccupato di ascoltare a suo tempo le voci delle prime ex Guardie rosse rifugiatesi a Hong Kong ma rimaste comuniste? E chi, sorpreso oggi dal dramma del conflitto khmer-vietnamita, volle allora ascoltare la voce di Rohana Wijeewera e dei giovani militanti del JVP, massacrati dal governo dello Sri Lanka, con armi e incoraggiamenti sovietici e cinesi?

E infine, come non parlare di quel marxismo rivoluzionario sotterraneo che va fermentando nei paesi del cosiddetto «socialismo reale»? Non c'è solo Solzenitsyn: c'è anche Bahro, che non vogliamo certamente attribuirci, ma che si muove in questa direzione (come del resto facevano Kuron e Modzelewsky in Polonia e Petr Uh e i suoi compagni in Cecoslovacchia).

Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, che il marxismo rivoluzionario che vogliamo rimettere in circolazione è sia quello «classico», sia quello contemporaneo; sia quello già cristallizzato in un'ipotesi politico-organizzativa, sia quello ancora in formazione.

Non siamo infatti convinti che esista già sin da ora un marxismo rivoluzionario completo e rifinito, da offrire come antidoto alla «crisi del marxismo » di matrice stalinista, maoista o spontaneista. Come marxisti, sappiamo bene che lo stesso marxismo è condizionato dalla realtà socio-economica e politica, e non si sviluppa linearmente nei cieli astrali. E il marxismo rivoluzionario, nella sua lotta - per sopravvivere allo stalinismo, prima, e per darsi strumenti organizzativi per camminare, poi - non poteva sfuggire a molteplici condizionamenti: per esempio, la ristrettezza della sua base sociale; l'esigenza di dedicare energie non trascurabili a una doverosa lotta di difesa di alcune acquisizioni elementari di fronte all'ondata di calunnie e alle speculazioni burocratiche e borghesi; l'urgenza di compiti immediati, vitali per garantire almeno una continuità del pensiero marxista rivoluzionario, a scapito, spesso, di una riflessione più in profondità o attorno a territori ancora poco o nulla esplorati.

Riprendere, dunque, il filo della riflessione e della battaglia teorico-politica, legati ai bisogni attuali della lotta di classe pur mantenendo il richiamo a una tradizione precisa; definire problemi politici e teorici ancora irrisolti, a confronto con le altre tendenze del movimento operaio, accogliendo i contributi di quanti vogliano affiancarci in quest'impresa: sono questi gli obiettivi, ambiziosi, che ci proponiamo (per esempio, il compagno Alfonso Leonetti, proveniente da lontane battaglie convergenti, preannuncia una sua collaborazione ai prossimi numeri della rivista). Utilizzeremo anche un fondo di elaborazioni internazionale e di interpretazioni e analisi dei fatti fin qui, per varie ragioni, sostanzialmente sconosciute in Italia: elaborazioni di riviste come «Inprecor-Intercontinental Press», « Critique Communiste», «New Left Review» «Critique de l'Economie Politique », «Coyoacán », «Ideología y Sociedad», o articoli, saggi (per esempio, i due capitoli censurati nella versione italiana del libro di Bahro) di vari settori della sinistra internazionale.

Non tutto da soli, dunque, e «aperti », nelle migliori tradizioni del marxismo rivoluzionario, Non ripiegati su noi stessi, ma neanche ecletticamente protesi a diventare un recipiente buono per qualsiasi contenuto; aperti a chi condivida il nostro obiettivo di fondo: lavorare per la difesa e lo sviluppo del marxismo rivoluzionario, perché possa diventare lo strumento utile per la rivoluzione socialista in Italia. Consapevoli, naturalmente, che il nostro è soltanto un inizio...

gennaio 1979                                                                      LA REDAZIONE

 

CRITICA COMUNISTA

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anno I        [febbraio–marzo 1979]        numero 1

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SOMMARIO

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Perché «Critica Comunista»        3

Emilio Fedeli, Governo Andreotti: due anni dopo        7

Gianni Rigacci, Nota sulla contingenza        13

Franco Turigliatto, Il «male oscuro» del sindacato        18

Luca Borzani, Andrea Cajelli, Fabrizio Dogliotti, Pisa '78:

        dal «movimento» al sindacato        29

Aborto: un appello internazionale del CIDA        40

Ernest Mandel, L'ideologia nell'epoca del tardocapitalismo        44

Adolfo Gilly, Régis Debray e le «guerriglie stellari»        60

Livio Maitan, Cina 1978: si approfondisce il «nuovo corso»        73

Intervista a Hugo Bianco (a cura di E. Pellegrini)        95

Edgardo Pellegrini, Cuba: le lezioni del Corno d'Africa        111

Pierre Rousset, Vietnam: i problemi della rivoluzione tre anni

        dopo la vittoria        118

Cambogia: Tavola rotonda con Boudarel, Hémery, Lacouture

        (a cura della redazione di «Rouge»)        128

Appello a Berlinguer        138

Antonio Moscato, L'ascesa e la caduta di N. I. Bucharin (1928-1929)        140

Mauro Volpi, Trotskij, il fascismo e la rivoluzione in Occidente        156

Note di lettura: Sereni, Spriano, La questione marxiana

        (a cura di David Bidussa e T. P.)        169

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Direttore: Antonio Moscato

Comitato di Redazione: Raffaella Carbone – Attilio Chitarin – Lidia Cirillo – Cristiano Dan – Adolfo Gilly – Antonio Moscato – Rocco Papandrea – Maria Novella Pierini – Gianni Rigacci – Giuseppe Paolo Samonà – Mauro Volpi

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Dir. Resp. F. Mogni . Registrazione Tribunale di Milano del 5.2.1979 Stampa TIMEC Albairate (Milano)

CRITICA COMUNISTA

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anno I        aprile–maggio 1979        numero 2

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SOMMARIO

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«Critica Comunista» 2         3

 

___________________________XV CONGRESSO DEL PCI________________________

 

Livio Maitan, Eurocomunismo e socialdemocrazia dopo tre anni

        di «unità nazionale»        7

Mauro Volpi, Un centralismo senza democrazia        20

Lidia Cirillo, Partito comunista e «questione giovanile»        29

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Pierre Frank, Francia: dopo la sconfitta dell'«Union de la Gauche»        36

Franco Turigliatto, I mille volti dell'«opposizione operaia»        51

Lidia Cirillo, Il nodo irrisolto delle burocrazie        64

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Ernest Mandel, 1979-1980: recessione nei soli Stati Uniti

        o nuova recessione generalizzata?        75

Adolfo Gilly, «Società postrivoluzionarie»: sacerdoti, guerrieri

        e burocrati        91

Héctor Lucero, Guerra Cina-Vietnam: «socialismo reale»

        e nazionalismo burocratico        101

Pierre Rousset, L'Indocina al momento del conflitto Cina-Vietnam        119

 

__________________________________IRAN__________________________________

 

Livio Maitan, Un primo bilancio        131

Ahmad Heydari e Cyrus Paydar, Nazionalismo e rivoluzione in Iran        141

Intervista a Maxime Rodinson, a cura della redazione di « Rouge»        159

Per una repubblica operaia e contadina, dichiarazione del HKS        162

 

_______________________________DOSSIER YALTA___________________________

 

L'opposizione internazionalista agli accordi di Yalta, a cura

        di Antonio Moscato        165

Victor Fay, «Né vinti, né vincitori », con una introduzione

        di Alfonso Leonetti e una nota dell 'autore        17]

Dichiarazione dei comunisti internazionalisti di Buchenwald, con un

        commento di Rodolphe Prager        17 5

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Note di lettura        183

Rivista delle riviste        191

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Direttore: Antonio Moscato

Comitato di redazione: Raffaella Carbone; Attilio Chitarin; Lidia Cirillo; Cristiano Dan; Livio Maitan; Antonio Moscato [direttore]; Rocco Papandrea; Maria Novella Pierini; Gianni Rigacci; Giuseppe Paolo Samonà; Mauro Volpi.

Corrispondenti dall'estero: Ernest Mandel [Bruxelles]; Adolfo GiIly [Città del Messico]; Jean-Marie Vincent [Parigi].

CRITICA COMUNISTA

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anno I        giugno-luglio 1979        numero 3

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SOMMARIO

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«Critica Comunista» 3        3

 

_______________________CAPITALISMO E CLASSE OPERAIA____________________

 

Gianni Rigacci, Il processo di ristrutturazione e riorganizzazione

        nelle fabbriche        5

L'offensiva dell’ austerità della borghesia europea e la risposta

        operaia        18

Rocco Papandrea, La vicenda contrattuale e i suoi riflessi

        nel sindacato        26

Jacob Moneta, La lotta per le 35 ore nelle acciaierie tedesche        37

Werner Hulsberg, Sei settimane di sciopero nella siderurgia tedesca        47

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Giovanni Bernardini e Lidia Cirillo, La nuova sinistra dopo le elezioni        55

 

______________________________PAESI DELL'EST_____________________________

 

Rudolf Bahro, Per una strategia di alternativa comunista        65

Rudolf Bahro, «Continuerò per la mia strada»        85

Ernest Mandel, Una risposta a Sweezy        89

Ezio Ferrero, Il fallimento della riforma economica in URSS        103

Comitato di Autodifesa Sociale (KOR) di Polonia, Appello alla società        110

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Antonio Gramsci, Inediti 1922-1923: l'Internazionale, il PSI,

        il fascismo, con una introduzione di Giovanni Somai        117

Giuseppe Paolo Samonà, Mussolini e dintorni        140

Antonio Moscato, 14 luglio 1948: la rivoluzione impossibile?        145

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Opinioni e contropinioni        15

Periodico bimestrale.

Direttore responsabile: Antonio Moscato [La redazione di «Critica Comunista» ringrazia il compagno Franco Mogni, che per i primi due numeri si è assunta la responsabilità legale della rivista].

CRITICA COMUNISTA

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anno I        settembre-dicembre 1979        numeri 4 e 5

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SOMMARIO

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« Critica Comunista» 4 e 5                        3

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Elettra Deiana, Una ristabilizzazione difficile e contrastata         7

Franco Turigliatto, La stagione dei contratti        18

Mauro Volpi, Il fascino discreto della «seconda repubblica»        27

Giovanni Bernardini, Sul terrorismo: antenati, parenti, affini        37

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Adolfo Gilly, Nicaragua: la vittoria della rivoluzione        53

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_____________________1879-1979 ATTUALITÀ DI LEV TROTSKIJ_________________

 

Ernest Mande!, L'analisi di Trotskij e la funzione

        della Quarta Internazionale        93

Jean Elleinstein, Il contributo di Trotskij al marxismo        119

Pierre Broué, Rapporti con il centrismo e costruzione

        della Quarta Internazionale        128

Miche! Dreyfus, I socialisti di sinistra e la Quarta Internazionale                141

Livio Maitan, Analisi della burocrazia e attuali società di transizione                154

Giovanni Somai, «Questione Trotskij» e PCd'I. Documenti

        inediti di T ogliatti (giugno-settembre 1926)        164

Emilio Fedeli, Lev Trotskij, Oeuvres, voll. I-IV        190

Pardo Fornaciari, Gli scritti di Trotskij in Italia (1918-1978)        193

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Pia Carena Leonetti                        214

Antonio Moscato, La Seconda guerra mondiale, Stalin (e il PCI...)        215

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Note di lettura                        239

Rivista delle riviste                        252

 

CRITICA COMUNISTA

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anno II        febbraio-marzo 1980        numero 6

SOMMARIO

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«Critica Comunista» 6                3

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Editoriale. Una nuova fase di instabilità        5

Daniel Bensaïd, Managua-Pietrogrado e ritorno...        15

Livio Maitan, Cuba venti anni dopo        32

L'oppressione delle donne in America latina, a cura della

        Commissione donne del PRT messicano        52

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Lidia Cirillo, Rivoluzionari e sindacato        71

Mauro Volpi, Lo Statuto nel mirino        91

Tavola rotonda sui sessantuno licenziamenti alla FIAT        97

Giovanni Bernardini, Le Tesi del Congresso di Democrazia proletaria        111

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Nicos Poulantzas, Lo Stato e la transizione al socialismo (intervista)        117

Pierre Frank, Il « socialismo realmente esistente» era storicamente

        necessario?                140

Antonio Moscato, Stalin, il cadavere nell' armadio        153

 

CRITICA COMUNISTA

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anno II        aprile-maggio 1980        numero 7

SOMMARIO

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«Critica Comunista» 7                3

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Lidia Cirillo, Il caso italiano e il fallimento del riformismo        5

Mauro Volpi, Dalla Chiesa dietro l’angolo        21

Antonio Moscato, Afghanistan: premesse storiche e problemi politici attuali        27

Pierre Frank, Si acuisce la crisi del PCF        44

Benjamin N. Bastida, URSS: la nuova riforma economica del 1979        56

Da Leningrado: un appello                64

 

________________________________ECONOMIA______________________________

 

Winfried Wolf, La nuova recessione internazionale del 1980        65

Andre Gunder Frank, Nuove recessioni e nuove sconfitte

        della previsione economica        87

Gianni Rigacci, La congiuntura economica italiana        96

Ernest Mandel, L’impennata dell’oro        102

Livio Maitan, Il ritorno dell’austromarxismo        121

Terracini e Bordiga: due lettere inedite (1923-1924), a cura

        di Giovanni Somai                138

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Note di lettura                147

Rivista delle riviste                154

CRITICA COMUNISTA

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anno II        luglio-ottobre 1980        numero 8-9

SOMMARIO

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Editoriale: Dopo le elezioni                3

Federico Mancini, A dieci anni dallo Statuto dei lavoratori (intervista)        13

Gianni Bernardini, Praxis e la crisi dell'estrema sinistra        25

Gianni Rigacci, La riforma fiscale cinque anni dopo        31

 

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L'aggravarsi della crisi internazionale (Editoriale

        di «Quatrième lnternationale»        43

Livio Maitan, Nicaragua: una nuova fase della rivoluzione        49

Dossier Jugoslavia:

Catherine Verla, Un equilibrio molto instabile        71

Cronologia essenziale: dati storici e dati economici (a cura

        di Catherine Verla)                81

Neca Jovanov, Alcune rilevanti caratteristiche degli scioperi

        (Introduzione di C. Verla        )        89

 

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Michel Lequenne, Arte e lotta di classe        101

 

________________________________________________________________________

 

Piene Broué, L'apertura degli archivi di Trotskij a Harvard

        (intervista)                127

Domenico Sedran, Memorie di un proletario rivoluzionario (a cura

        di Antonio Moscato)                134

 

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Note di lettura                186

 

CRITICA COMUNISTA

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anno III        gennaio-febbraio 1981        numero 10

SOMMARIO

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Editoriale: Gli scioperi polacchi e la crisi del socialismo reale        3

Antonio Moscato, Considerazioni sul comunismo polacco        12

Peter Green, Polonia 1970-1976: le tappe dell'ascesa operaia        39

Antonio Moscato, Perché il cattolicesimo è così forte in Polonia?        53

 

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Henri Weber, Sulla politica internazionale dell'URSS        60

Denis Berger, Intervista a Mandel sulla natura dell'URSS        74

 

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Emiliano Dani, America latina: l'Impero colpirà ancora        102

 

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Franco Turigliatto, Lo spartiacque della FIAT        107

Elettra Deiana, PCI: i nodi al pettine        123

Gianni Rigacci, La fine del "boom"        129

 

________________________________________________________________________

 

Livio Maitan, Il convegno di Follonica su Trotskij: un avvenimento

        culturale e politico senza precedenti        144

 

CRITICA COMUNISTA

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anno III        aprile-maggio 1981        numero 11

SOMMARIO

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Lidia Cirillo, PCI: le ragioni di una crisi        3

Apparati repressivi e libertà democratiche:

Magistratura Democratica, Sulla proroga del fermo di polizia        17

Emanuele Battain, Cosa è cambiato nella giustizia italiana?        19

 

________________________________________________________________________

 

Carlo Palumbo, Economia italiana e costo del lavoro        14

 

_________________________________SINDACATO_____________________________

 

Gianni Rigacci, A proposito dei «Quarantamila »        57

Marino Gamba, Il peso del ricatto politico (intervista)        67

Milano: Confronto a più voci sul «dopo Fiat » (tavola rotonda)        77

 

_______________________________PAESI DELL'EST__________________________

 

Cecoslovacchia: L'itinerario politico di Petr Uhl (intervista)        95

Dossier Cina:

Mauro Volpi, Necessità di una riflessione        109

Joseph Krasny, Il Movimento democratico in Cina, intervista        117

        a Wang Xizhe (a cura della «Voce del Popolo» di Canton        132

He Qiu, Autobiografia                136

Yi Ming, Una storia che non si può ignorare        140

Un appello per la liberazione di Liu Qing        148

Li Bai, La «seconda fase» del Movimento democratico        150

 

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Note di lettura

 

CRITICA COMUNISTA

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anno III        giugno-settembre 1981        numeri 12-13

SOMMARIO

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Dopo la vittoria del «No», proposta di discussione tra le donne

        delle compagne della LCR                3

Emilio Fedeli, Il segreto di Craxi        18

L'itinerario di Praxis, colloquio con Mario Mineo        37

Mauro Volpi, «Riforma» della polizia e nuove tendenze repressi ve        50

Giovanni Bernardini, Le Tesi per il decimo congresso della CGIL        58

Carlo Palumbo, Recessione internazionale, congiuntura economica

        italiana e politiche governative        64

Gianni Rigacci, Investimenti e riorganizzazione del lavoro:

        gli anni Settanta                83

 

________________________MOVIMENTO COMUNISTA_____________________

 

Franco Turigliatto, Polonia. Un anno di rivoluzione antiburocratica        97

Zbigniew Iwanow, Polonia. Dall'interno del partito (intervista)        113

Lech Walesa, Un passo indietro per vincere (intervista)        118

Stanislawa Domaracka, Polonia. L'unità dei contadini

        e degli operai (intervista)                121

Teoria marxista e prassi burocratica, documento di un gruppo

        di oppositori socialisti della Repubblica democratica tedesca         126

Joan Font, A proposito del quinto congresso del Partito socialista

        unificato di Catalogna (PSUC)        138

Antonio Moscato, Togliatti e il Comintern        150

 

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Adolfo Gilly, La riorganizzazione della classe operaia

        latinoamericana        .        169

 

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Antonio Moscato, Tito e la Jugoslavia        194

 

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Note di lettura                204

 

CRITICA COMUNISTA

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anno IV        gennaio-febbraio 1982        numero 14

SOMMARIO

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Le ragioni di una scommessa                3

 

__________________________CORSA AGLI ARMAMENTI________________________

 

Jean Louis Michel, Di chi è la responsabilità?        7

Lidia Cirillo, La sinistra italiana e il problema del riarmo        32

Anna Libera, L'Europa e il riarmo dell'imperialismo        42

 

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Franco Turigliatto, La stagione dei congressi        46

 

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______________SOCIALDEMOCRAZIA, EUROCOMUNISMO, « TERZA VIA»___________

 

Perry Anderson, La parabola socialdemocratica        65

Klaus Meschkat, La socialdemocrazia tedesca e l'offensiva

        dell'Internazionale socialista in America latina        76

Gianni Ferrara, Un'«operazione al cervello»        87

Ernest Mandel, La politica economica di Mauroy-Delors        96

Livio Maitan, L'eurocomunismo in un vicolo cieco        108

 

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Angel Muñoz, Spagna dopo il «golpe »: l'avvio di una controriforma        135

 

CRITICA COMUNISTA

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anno IV        giugno-settembre 1981        numeri 15-16

SOMMARIO

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______________________POLONIA: PRIMO BILANCIO______________________

 

«Critica Comunista» e la Polonia        3

Lidia Cirillo, Pacificazione dopo il «golpe »?        5

«Prevedevamo lo scontro, non la sua ampiezza»        14

«Non abbiamo avuto il coraggio di frenare la radicalizzazione »        19

Zbigniew Kowalewski, «Solidarnosc» per il potere ai lavoratori        24

Mauro Volpi, Perché la solidarietà con «Solidarnosc»        38

Henryk Szlajfer, Quale unità? Quale cogestione?        48

Esperti designati e strutture elettive, intervista a Jadwiga Staniszkis        53

Programma d'azione immediata per i consigli operai,

        a cura del «Gruppo di Lublino»        64

«L'autogestione comincerà a funzionare con nuove leggi»,

        intervista a Henryk Szlajfer        67

Zbigniew Kowalewski, Il comitato regionale di Lodz

        di «Solidarnosc » sulla tattica dello sciopero attivo        74

«Dieci comandamenti» per i consigli operai,

        a cura del «Gruppo di Lublino»        82

Dichiarazione del Comitato costitutivo della Federazione nazionale

        degli organismi di gestione        84

Sulla via del controllo dei lavoratori, intervista a Zbigniew Bujak        86

Grzegorz Palka, Per un Consiglio nazionale dell'economia        89

Su controllo dei rifornimenti alimentari, risoluzione della direzione

        regionale di Lodz di «Solidarnosc »        91

Appello dal cantiere navale «Lenin» di Danzica        92

Joszef Kusmierek, Una proposta per un piano di emergenza        93

Livio Maitan, Una nuova fase nell'evoluzione del PCI?        95

PCI e «socialismo reale », intervista a Adriano Guerra

        a cura di Guillermo Almeyra        109

Giovanni Bernardini, Il «socialismo reale» non è riformabile        115

Antonio Moscato, Il ruolo della Chiesa        123

Antonio Moscato, L'antisemitismo di regime        144

Ernest Mandel, Le radici della crisi economica        158

Carlo Palumbo, Crisi e riforme nelle « democrazie popolari»        174

QUADERNO

DI CRITICACOMUNISTA

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settembre 1979                numero 1

SOMMARIO

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Presentazione                3

 

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Il conflitto tra Cina e Vietnam                8

 

Nuovi progressi della rivoluzione indocinese e la risposta

        dell'imperialismo                31

 

Fred Feldman e Steve Clark, Uno Stato operaio, il regime di PoI Pot?        67

 

Ernest Mandel, I problemi posti dagli scontri militari nel sud-est asiatico        91

 

JRCL, Il Vietnam e la questione cambogiana        137

QUADERNO

DI CRITICACOMUNISTA

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gennaio 1980                numero 2

 

Livio Maitan, La “crisi del marxismo” edizione fine anni ’70 (pp.64)

 

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